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#travaglio "Con #trump avremmo sicuramente meno guerre"

Umberto Bertonelli on Instagram: "Travaglio dacci 84 numeri che giochiamo gli altri 6 Quando Marco Travaglio spiegava a Breaking Italy che con Trump avremmo visto “meno guerre”, l’argomento era semplice: l’isolazionismo come garanzia di pace. Oggi Trump annuncia un’operazione militare in Venezuela, con la cattura forzata di un capo di Stato straniero, fuori da qualsiasi mandato ONU. La realtà, come spesso accade, smentisce la narrazione. Un’azione militare unilaterale contro uno Stato sovrano costituisce una violazione dell’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce l’uso della forza salvo legittima difesa o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Non risulta né l’una né l’altra. La “law enforcement” evocata da Trump non esiste nel diritto internazionale: gli Stati non sono reparti di polizia globale. Se accettiamo che le regole valgano solo per gli Stati considerati avversari, allora l’ordine internazionale basato sul diritto è finito. Ed è esattamente ciò che rafforza Russia, Cina e tutti gli attori revisionisti che da anni lavorano per delegittimarlo. Ed è qui che il cerchio si chiude. Trump e Putin usano la stessa logica: quella del più forte che si arroga il diritto di decidere cosa è legittimo. Cambiano i bersagli, non il principio. In Ucraina come in Venezuela, il messaggio è identico: la sovranità vale finché non intralcia gli interessi di una potenza militare. Questa è la negazione del diritto internazionale. È l’idea che la forza produca diritto e che le regole siano un orpello buono solo per gli Stati deboli. Chi continua a raccontare Trump come l’uomo delle “meno guerre” confonde l’assenza di scrupoli con la pace. In realtà, normalizzare l’arbitrio del più forte non riduce i conflitti: li rende inevitabili. Perché quando il diritto smette di valere per tutti, resta solo la legge della giungla. EL TRIO MARAVILLA"
10K likes, 479 comments - dr.elegantia on January 3, 2026: "Travaglio dacci 84 numeri che giochiamo gli altri 6 Quando Marco Travaglio spiegava a Breaking Italy che con Trump avremmo visto “meno guerre”, l’argomento era semplice: l’isolazionismo come garanzia di pace. Oggi Trump annuncia un’operazione militare in Venezuela, con la cattura forzata di un capo di Stato straniero, fuori da qualsiasi mandato ONU. La realtà, come spesso accade, smentisce la narrazione. Un’azione militare unilaterale contro uno Stato sovrano costituisce una violazione dell’articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite, che proibisce l’uso della forza salvo legittima difesa o autorizzazione del Consiglio di Sicurezza. Non risulta né l’una né l’altra. La “law enforcement” evocata da Trump non esiste nel diritto internazionale: gli Stati non sono reparti di polizia globale. Se accettiamo che le regole valgano solo per gli Stati considerati avversari, allora l’ordine internazionale basato sul diritto è finito. Ed è esattamente ciò che rafforza Russia, Cina e tutti gli attori revisionisti che da anni lavorano per delegittimarlo. Ed è qui che il cerchio si chiude. Trump e Putin usano la stessa logica: quella del più forte che si arroga il diritto di decidere cosa è legittimo. Cambiano i bersagli, non il principio. In Ucraina come in Venezuela, il messaggio è identico: la sovranità vale finché non intralcia gli interessi di una potenza militare. Questa è la negazione del diritto internazionale. È l’idea che la forza produca diritto e che le regole siano un orpello buono solo per gli Stati deboli. Chi continua a raccontare Trump come l’uomo delle “meno guerre” confonde l’assenza di scrupoli con la pace. In realtà, normalizzare l’arbitrio del più forte non riduce i conflitti: li rende inevitabili. Perché quando il diritto smette di valere per tutti, resta solo la legge della giungla. EL TRIO MARAVILLA".