La mia limitata immaginazione non mi permette di immaginare i miei amici e le loro famiglie – emaciati, malati, afflitti – espulsi per quella che deve essere almeno l'ottava volta, inciampando in un'altra terra sconosciuta, ancora più piccola e affollata di quella precedente.
Su un carro?
A piedi per 20 chilometri?
Correndo, senza fiato, mentre i proiettili li inseguono, con colonne di fumo nero e polvere che si alzano dietro di loro?
La mia immaginazione terrorizzata si rifiuta di vederli rimanere nelle loro case semidistrutte, nonostante i consigli raccapriccianti del portavoce dell'IDF #AvichayAdraee, che prega perchè abbiano una morte rapida sotto i bombardamenti.
I loro appartamenti nei campi profughi e nei dintorni, costruiti e acquistati con anni di stipendi, sono diventati muri fumanti e fatiscenti. ⬇️6