Y entonces miro alrededor
y por pura voluntad me empecino
en crear un credo con el que sustituir al de la muerte
y me maravillo
sorprendida e incrédula
de la magia que sugieren la biología
y la molecularidad de las cosas
y ya no pienso en buscar la salida sino en quedarme
mientras la historia me mantenga en este lado de la puerta.

(3/3)

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"Nessuno si è mai aspettato granché da un uomo di nome Triste...": L'autobiografia di chi ha fatto dell'inciampare un'arte. 📉📖 #ScritturaCreativa #Ironia #Autobiografia #AmedeoTriste

https://desideriorosso.altervista.org/autobiografia-amedeo-triste-incipit-ironico/

L'Insopportabile Leggerezza di Chiamarsi Triste: Storia di un’Autobiografia Mai Nata - Taccuino di racconti

Stai scrivendo la tua autobiografia? Qual è la frase di apertura? Scopri l'ironico e profondo incipit di Amedeo Triste, un uomo che ha fatto del fallimento ordinario un'arte. Un racconto divertente sulla ricerca del senso nel caos della vita.

Taccuino di racconti

Ogni giorno è un buon giorno. Quindici gioie che il tè mi ha insegnato di Noriko Morishita

Descrizione: Non lo sapeva nemmeno Morishita Noriko quando, ventenne, cominciò a frequentare le lezioni della signora Takeda per eseguire la cerimonia del tè. Né sapeva che quelle prime lezioni erano l’inizio di un cammino che sarebbe durato tutta la vita. Ogni giorno è un buon giorno è il racconto di una tradizione antichissima, dei suoi rituali, della sua filosofia piú profonda e delle gioie che può regalare. A tutti noi. «Ci sono cose che puoi provarci quanto e come vuoi ma non le capisci finché non arriva il momento giusto. Però quando poi un giorno le capisci, dopo non puoi far finta di niente». La cerimonia del tè è uno dei riti tradizionali più affascinanti del Giappone. I monaci buddisti del sedicesimo secolo hanno codificato ogni passaggio di questo rituale che, attraverso i gesti più semplici, chiama i partecipanti a concentrarsi sulla profonda ricerca di se stessi. Con quella sua ritualità che immutata attraversa i secoli, la cerimonia del tè sembra qualcosa di molto lontano dalla vita di tutti i giorni. Lo sembrava anche a Morishita Noriko quando, studentessa svogliata e indecisa sulla strada da intraprendere, su consiglio della madre prese a frequentare un corso sulla cerimonia del tè. Non sa che quelle prime lezioni sono l’inizio di un viaggio che durerà tutta la vita. I momenti dedicati alla cerimonia del tè, ai suoi riti, alla meditazione che impone e, contemporaneamente, dischiude diventano momenti per trovare un senso alle prove che la vita mette davanti a Noriko: un matrimonio annullato poche settimane prima della cerimonia, il tentativo di conciliare il lavoro con il privato, un trasferimento oltreoceano… il caos della vita si riconcilia nel tempo concentrato di una tazza di tè.

Ogni giorno è un buon giorno è un libro subdolo: non dice niente che non abbiate già letto e riletto in questi tempi dove i cogli l’attimo e i ritagliati un momento per te ce li siamo sorbiti in ogni declinazione possibile, eppure ci si trova a sfogliare le pagine di questo memoir con piacere e con simpatia nei confronti dell’autrice.

Nonostante, infatti, Morishita ci racconti della sua esperienza come allieva di una maestra della cerimonia del tè e di cosa abbia imparato, non lo fa con l’intento di spronarci a seguire il suo esempio, quanto piuttosto per condividere qualcosa che nel corso del tempo l’ha aiutata in modo inaspettato e imprevisto. Morishita non sale in cattedra per ammonirci sull’importanza del tè o della sua tradizione: ci fa solo notare quanto sia importante avere qualcosa a cui dedicarsi, qualcosa che non è produttivo, ma rituale e condiviso, per affrontare meglio i marosi della vita.

Non importa nemmeno che eccelliamo in questo qualcosa: Morishita ci racconta più volte dello sconforto della sua maestra nel doverla correggere per lo stesso errore per l’ennesima volta e dopo anni di insegnamento. Non importa essere naturalmente portatə per il nostro qualcosa speciale: l’importante è metterci impegno e dedizione, cercare di far bene, seguire il rito e lasciare che la complessità ci porti dove non penseremmo di arrivare.

È sicuramente un libriccino per chi ama il tè: io amo prenderne una tazza quando torno a casa dal lavoro, per celebrare il ritorno al tempo che posso spendere per me, telefonando a un’amica, leggendo un libro o semplicemente stando sul divano a lasciare la mente libera di andare dove le aggrada. Non troverete la descrizione della cerimonia del tè o la sua storia, ma l’ineffabile sensazione che dà eseguire un rito affidandosi alle proprie mani, che sanno ricordare i gesti compiuti decine e decine di volte.

#autobiografia #memoir #nonfiction

Perra vida

Un maestro del género autobiográfico que pone patas arriba las convenciones afectivas familiares y las maneras de conjurar la infelicidad. Por Silvina Belén para NLI · Cuando no tenemos cerca a ningún fan de los mercaderes del optimismo, puede que nos animemos a expresar en voz alta nuestras decepciones existenciales o materiales. Proferir un “perro mundo”, “porca miseria” o un contundente “perra vida”, a veces, tiene más sentido que agradecer la llegada de facturas […]

https://noticiaslainsuperable.com.ar/2026/02/14/perra-vida/

Un workshop dedicato alla scrittura auotbiografica e all'auto-fiction, condotto da Mattia Gricolo.

#scritturacreativa #Berlino #autobiografia

https://www.ilmitte.com/2026/02/workshop-scrittura-autobiografica/

Mi ricordo: un workshop per scrivere di sé - scrittura autobiografica

Un workshop sulla scrittura autobiografica, organizzato da Le Balene Possono Volare. Cerca una storia nella tua storia!

il Mitte

📕 «El Estigma»

🗓 Agosto de 2019 (orig. 1920)
👤 Emmy Hennings
👤 Traducción: Fernando González Viñas

🆔 ISBN: 978-84-948984-9-5
🛒 El Paseo Editorial: https://elpaseoeditorial.com/es/inicio/57-el-estigma.html

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📕 «El Estigma» 👤 Emmy Hennings 👤 Traducción: Fernando González Viñas 🗓️ #Agosto2019 🛒 El Paseo Editorioal. #Libros #Autobiografía #TrabajoSexual

Diario di una guerriera single (My Lesbian Experience with Loneliness #5) di Kabi Nagata

CW: salute mentale, violenza sessuale, pedofilia

Descrizione: Kabi Nagata è una mangaka sulla trentina, senza alcuna esperienza sessuale se non un paio di appuntamenti con escort. Non ha mai frequentato sul serio nessuno, ma ora è posseduta dal desiderio di sposarsi, di amare e di essere amata. Una nuova battaglia alla scoperta di sé stessa la attende!

Questo volume è piuttosto diverso dai precedenti lavori autobiografici di Kabi Nagata, non perché sia meno introspettivo, ma perché qua finalmente la mangaka è felice. Quindi, anche se racconta delle sue difficoltà e dei suoi traumi, non ci ritroviamo in una pozza di disperazione, ma Nagata mantiene un atteggiamento positivo nei confronti della vita, pur con tutte le difficoltà che questa le presenta. Dopo averla vista soffrire tanto, non posso che essere contenta per lei.

Diario di una guerriera single si apre con il desiderio di matrimonio. Mancando però unə partner, Nagata decide di ricorrere a un servizio che permette di noleggiare un abito da sposa e farsi fare un servizio fotografico. L’idea è quella di avere delle belle foto con il sorriso radioso che ha visto sul volto della sua amica quando si è sposata. Tuttavia l’esperienza non si rivela positiva come Nagata pensava e da lì parte una sua riflessione sul perché non riesce ad avere una relazione.

Come sempre il punto di vista di Nagata ci consegna delle riflessioni interessanti: anche su argomenti così chiacchierati negli ultimi tempi come l’identità di genere e l’orientamento sessuale ci offre delle considerazioni inedite (e molto nipponiche). Si tratta di analizzare come fanno le persone a entrare in una relazione, dal capire cosa e chi potrebbe attrarci e come mettere in atto una strategia per conoscere persone interessanti.

Nagata non ha mai paura di scavare a fondo per cercare delle risposte e di fare dei tentativi per trovare la sua strada: magari non ci si riconosce in tutte le sue esperienze, ma trovo molto vicino all’esperienza comune quella di fare i conti con gli stereotipi che circondano relazioni e famiglie.

#autobiografia #manga #memoir #nonfiction #nonfictionGrafica #nonfictionQueer #seinen

Hanno ucciso habibi di Shrouq Aila

Descrizione: Cosa significa lottare ogni giorno per sopravvivere in quella landa desolata che è diventata Gaza? Shrouq Aila, giornalista pluripremiata, madre e vedova, ce lo racconta attraverso la sua storia, quella di una donna che cerca di crescere una figlia da sola, nella morsa della carestia e sotto il fuoco degli incessanti bombardamenti israeliani. Con l’urgenza di un disperato appello e la forza disarmante di chi mantiene intatta la propria lucidità nell’epicentro dell’orrore, Shrouq ripercorre l’uccisione del marito, la distruzione della sua casa, le continue fughe e i rifugi provvisori, i tentativi di proteggere e nutrire sua figlia, l’angoscia di non poter rispondere alle sue domande né colmare le sue paure. Nelle parole di Shrouq, la tragedia del genocidio perde l’astrattezza della cronaca e diviene carne, volto, respiro. Ma Hanno ucciso habibi è anche la testimonianza della resilienza umana e del coraggio di un popolo la cui determinazione a ricostruire il proprio futuro sulle macerie rimane incrollabile. Un libro che ci conduce nel cuore di tenebra del nostro mondo, impedendoci di distogliere lo sguardo e insegnandoci cosa vuol dire amare.

In segno di solidarietà e supporto al popolo palestinese, l’intera filiera della produzione editoriale, dai redattori ai traduttori, dai designer grafici agli stampatori, ha partecipato alla realizzazione di questo libro a titolo gratuito. I proventi delle vendite, compresi i diritti internazionali, saranno interamente devoluti all’autrice Shrouq Aila.

Vista la natura del libro, questa non è una recensione, ma più un modo per dirvi che questo libro esiste e che chi ci ha lavorato ha accettato di devolvere i proventi delle vendite all’autrice, che vive a Gaza con la figlia.

Non è una recensione perché non c’è niente che io possa dire, niente che non sia già stato detto da Aila e da tutte le persone palestinesi che ci hanno mostrato e raccontato questo genocidio in diretta. Niente che non sia già stato dimostrato a dispetto dei tentativi di sviare il discorso, avvelenare la verità e minimizzare il dolore di milioni di persone. Non so se esiterà una fossa abbastanza profonda dove potranno nascondersi quando la storia verrà a rendere loro conto di quello che hanno fatto e di quello che hanno detto.

Io credo nella terapia. Abbiamo tutti bisogno di guarire. Abbiamo tutti bisogno di cure. Abbiamo tutti bisogno di tornare a essere trattati come esseri umani. Ma a cosa serve una seduta di terapia se intorno a te non cambia nulla?

#autobiografia #guerra #memoir #nonfiction