Un giorno dovrà finire questo ignobile e inaccettabile ricatto morale per cui a livello mondiale ormai si viene immediatamente additati come #antisemiti (o anche peggio) appena si prova a raccontare quello che di #ABOMINEVOLE fanno certi cittadini israeliani e soprattutto certi governi israeliani

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Lucia Goracci in diretta al Tg3 coperta dai clacson: «I coloni israeliani hanno cercato di impedire il collegamento e ci hanno bloccato»

Chi ha seguito il Tg3 delle 14,20 martedì 29 luglio ha sentito il collegamento in diretta di Lucia Goracci da Gaza disturbato da un clacson che continuava a suonare e rendeva difficile alla giornalista farsi sentire. Lei si è interrotta brevemnte per spiegare che i coloni israeliani stavano cercando di impedire il collegamento. Poi ha raccontato cosa era accaduto a lei e all'operatove Ivo Bonato in un post sui social: «Oggi a Umm al Kheir ero a raccontare l’uccisione di Awdah Athaleen, da parte del più impunito dei coloni, Ynon Levi. Sulla strada, ormai soli fuori dal villaggio, durante una diretta siamo stati affrontati da un colono. Ci ha fotografato, ha verificato chi fossimo e ha cominciato a dirmi: tu sei appena stata nel villaggio palestinese. Ivo ed io attendevamo la linea. Lui ci ha chiuso la via d’uscita con il suo pick-up. Ha cominciato a sgommare. Alla fondina aveva una pistola. Continuava a ripetermi il nome del villaggio, Umm al Khair e a dirmi: liar, friend of filastin. Tutta la diretta l’ho fatta con il suo clacson in sottofondo. Quella pistola è rimasta nella fondina, ne siamo usciti».

Corriere della Sera