#NOpenaMorte #NOtoDeathPenalty

Razzista e illegale: la legge israeliana sulla pena di morte è guidata dalla sete di sangue e dalla supremazia ebraica.
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"L'approvazione della legge sminuisce il valore della vita umana, favorisce le organizzazioni terroristiche e sottolinea l'abbandono dei valori liberali da parte di Israele, rivelando un regime reazionario.
Qualsiasi tribunale che approvi questa legge non è idoneo a esercitare la funzione giudiziaria."

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #31marzo

https://www.haaretz.com/israel-news/israel-politics/2026-03-31/ty-article/.premium/the-death-penalty-is-a-vile-racist-law-that-wont-withstand-judicial-review/0000019d-430f-d55d-a59f-5fbfc22e0000

⟦ Negli ultimi anni, la #Knesset si è adoperata per portare avanti la riforma giudiziaria, intensificando gli sforzi nelle ultime settimane e sfruttando lo stato di guerra con l’ #iran

Questo include il ripristino della #penaDiMorte, che occupa un posto d’onore speciale – o, più precisamente, di disonore – nel recidere completamente i valori umanistici e liberali rimasti in #Israele. ⬇️2

Nel mondo democratico-liberale, l'abolizione della pena di morte è considerata una delle più grandi conquiste del dopoguerra.
Israele si era allineato a questa tendenza in due modi: abolendo la pena di morte per omicidio, ereditata dal Mandato britannico sulla #Palestina, sostituendola con l'ergastolo obbligatorio nel 1954; e attraverso una politica coerente di procure e tribunali volta a evitare il ricorso alla pena di morte, ad eccezione dei crimini nazisti.

I nostri codici penali prevedono diversi reati punibili con la pena di morte: crimini contro l'umanità e contro il popolo ebraico, i reati più gravi contro la sicurezza dello Stato, i reati di terrorismo, i reati più gravi commessi da militari ai sensi della legge di giustizia militare e gli omicidi commessi in #Cisgiordania da cittadini o residenti non israeliani.⬇️3

Ma, come già accennato, ad eccezione dei crimini nazisti, il sistema era caratterizzato dal fatto che la pena di morte prevista dalla legge era rimasta lettera morta.

Il divario esistente tra la pena di morte prevista dalla legge e la sua mancata applicazione nella realtà non era dovuto solo alla moderazione giudiziaria, ma anche a valutazioni inequivocabili in materia di sicurezza che indicavano la mancanza di prove a sostegno di un effetto deterrente della pena di morte di fronte al #terrorismo.

Infatti, le valutazioni indicavano la probabilità che la pena di morte potesse effettivamente incoraggiare atti terroristici che conferiscono lo status di shahid (martirio), la glorificazione sociale di coloro che vengono giustiziati, gravi incidenti durante l’arresto dei sospetti e il rischio di morte per gli ostaggi israeliani. ⬇️4

Erano tempi dove i funzionari della sicurezza fornivano pareri professionali al governo e alla Knesset, e non si accontentavano di una voce flebile e infondata di non opposizione alla legge.

Un tempo c'era una Knesset che non legiferava finché non le venivano presentate basi professionali costituite da dati, ricerche e pareri di esperti.
C'era, ma ora non c'è più.

Una governance illuminata è stata sostituita da una governance ignorante.
Come previsto dal principio di legalità nel diritto penale, la legge guarda al futuro e non si applica ai fatti commessi prima della sua entrata in vigore.
Tuttavia, essa contiene anche un messaggio per il futuro. ⬇️5

Questo si riferisce ai gazawi detenuti perché coinvolti nel massacro del #7ottobre.
Se dovessero essere accusati di reati capitali, è ragionevole supporre che il nuovo approccio alla pena di morte verrà applicato a loro – non più una lettera morta, ma un cappio al collo dei condannati.

Il vecchio Israele era solito vantarsi della propria moderazione.
Il nuovo Israele – quello in cui #Ben-Gvir e #Smotrich dettano la linea – sta facendo esattamente il contrario. Cerca di sostituire la moderazione con la sete di sangue, purché non sia sangue ebraico.

Il vecchio approccio derivava dalla moralità universale ed ebraica.
L’uccisione deliberata di una persona quando questa può essere punita in altri modi è un atto estremamente crudele. ⬇️6

Da questo punto di vista, la nuova legge è un grande risultato per le organizzazioni terroristiche ebraiche.
Uno dei loro obiettivi è quello di ridurre il divario morale tra loro stessi e i mezzi illeciti che impiegano, e lo Stato contro cui combattono.
La Knesset arriva e fa loro un regalo.

È poi interessante ricordare che, tra i pochi casi in cui in Israele è stata inflitta la pena di morte, due si sono rivelati errati.
È stato il caso di #MeirTobianski, condannato a morte da una corte marziale e giustiziato, il cui nome è stato in seguito scagionato dalle accuse a lui attribuite.

Lo stesso è accaduto a #JohnDemjanjuk, condannato a morte dal tribunale distrettuale, ma assolto in appello a causa del ragionevole dubbio sulla sua identità, ovvero se fosse davvero “Ivan il Terribile” di Treblinka. ⬇️7

Se gli archivi dei servizi segreti sovietici non fossero stati resi accessibili, è altamente improbabile che Demjanjuk sarebbe stato assolto.

Il rischio di errore aumenta con un clima pubblico permeato dalla sete di vendetta e dalla disumanizzazione dei palestinesi.

La nuova legge fa di tutto per garantire che il margine di errore cresca: abolisce l’obbligo, nei tribunali militari della Cisgiordania, di decisioni unanimi in materia di condanna e determinazione della pena, accontentandosi di un voto a maggioranza.

I promotori della legge hanno anche trovato il modo di assicurarsi che essa non potesse, Dio non voglia, applicarsi agli ebrei: nella definizione del reato di omicidio, è stato stabilito che lo scopo dell’omicidio deve essere la negazione dell’esistenza dello Stato di Israele. ⬇️8

Per quanto riguarda il reato di omicidio in Cisgiordania, che verrebbe giudicato da un tribunale militare, in tali tribunali vengono processati solo i residenti palestinesi.

I legislatori di questa legge sanno che la nauseante miscela che hanno prodotto non resisterà al controllo di costituzionalità, ma questo non li scoraggia.

In primo luogo, non si sa quanto tempo ci vorrà perché venga emessa una decisione di legittimità.

In secondo luogo, se l’Alta Corte di Giustizia interverrà, sarà possibile per loro sostenere che questa sia responsabile di attacchi terroristici.
In terzo luogo, sarà possibile accusare la corte di ostacolare la volontà del popolo, rendendo quindi necessaria una corte diversa – una che soddisfi la volontà del popolo, qualunque sia la natura morale di tale volontà. ⬇️9

La pena di morte è diventata una cartina di tornasole per classificare il regime di un paese come illuminato o regressivo.

Israele sta marciando con sicurezza verso il secondo gruppo, fingendo di appartenere al primo.
Questa finzione ha smesso di essere convincente. Il danno alla reputazione di Israele e alle sue relazioni con l’Occidente liberale è evidente ed è prevedibile che si intensificherà.

Si può supporre che il primo ministro non ne fosse a conoscenza in anticipo, dato che nessuno lo ha avvertito.

La pena di morte simboleggia il disprezzo per la vita umana, in primo luogo quella araba. ⬇️10

Questo disprezzo si manifesta in modo incessante – compreso il trattamento riservato a chi non è coinvolto nel terrorismo a #Gaza, i trasferimenti effettuati con autorità e permesso in Cisgiordania e la discriminazione nei confronti dei cittadini arabi in materia di protezione.

Finché il governo israeliano insisterà sulla #supremaziaEbraica e su una chiara distinzione tra sangue ebraico e sangue palestinese, il disprezzo per la vita umana non potrà rimanere confinato a un solo gruppo.

Questo atteggiamento si riflette anche all’interno della propria comunità: nel modo in cui il governo tratta gli ostaggi, le vittime che non sono sostenitori del governo, i pionieri che difendono i confini del Paese e i soldati.
Non si deve permettere al governo di strumentalizzare la sofferenza.⬇️11

Si racconta che quando l'ex deputato Avraham Melamed del partito sionista-religioso Mafdal era membro della Commissione per le nomine giudiziarie, chiedesse a ogni candidato la sua opinione sulla pena di morte.

Una posizione favorevole alla pena di morte avrebbe squalificato il candidato.

Ma ora noi israeliani diciamo: quanto siamo fortunati noi ebrei ad avere un nostro Stato.
Finalmente possiamo erigere forche nel nostro Stato e impiccarvi i gentili.⟧🔚 12

✍️ #MordechaiKremnitzer Professore Emerito ed ex Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Ebraica di Gerusalemme.