15 famiglie palestinesi di #Silwan sfrattate dalle loro case per fare posto ai coloni.

"Non c’è altra espressione per descrivere questa situazione se non 'pulizia etnica'."🧵1/8

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #26marzo

https://peacenow.org.il/en/eviction-batan-al-hawa-250326

"Questa mattina [ ieri NdR.] un imponente dispiegamento di forze di polizia e agenti delle forze dell’ordine ha fatto irruzione nel quartiere di #BatenAl-Hawa a #Silwan, sfrattando i residenti palestinesi da due edifici: l’abitazione della famiglia Yousef Basbous, con 4 appartamenti e 21 residenti, e quella della famiglia Ya’akov Rajabi, con 11 appartamenti e 44 residenti.

Gli sgomberi sono stati effettuati dopo che il tribunale ha accolto le richieste dei coloni, i quali rivendicavano diritti basati su una fondazione ebraica che operava nella zona un secolo fa. ⬇️2

I tribunali non hanno negato ai palestinesi il diritto alle loro case e, in alcuni casi, hanno persino stabilito esplicitamente che erano state acquistate legalmente da loro, ma hanno stabilito che la proprietà della fondazione ebraica della fine del XIX secolo prevale su quella dei palestinesi e giustifica il loro sgombero. ⬇️3

Yosef Basbous, la cui famiglia è stata espulsa oggi dalla propria casa a Silwan ha dichiarato: «La nostra famiglia è stata espulsa nel 1948 e dispersa nei campi profughi della #Cisgiordania

Sono arrivato a Silwan con i miei genitori più di 60 anni fa, ho costruito questa casa pietra dopo pietra, mattone dopo mattone, chiodo dopo chiodo. Oggi vengono da noi e ci espellono di nuovo.

Sostengono che il terreno appartenesse a un waqf yemenita e che il custode lo abbia venduto ai coloni. La polizia dice che sta attuando le decisioni del tribunale, secondo la legge. Ma che tipo di legge è questa che può espellere me, che sono qui da più di 60 anni?». ⬇️4

#PeaceNow ha commentato: «Purtroppo, non c’è altra espressione per descrivere questa situazione se non “pulizia etnica“.
I coloni, con l’aiuto del governo e di un sistema giuridico discriminatorio, stanno espellendo un’intera comunità palestinese per sostituirla con altri coloni.

Questo sta accadendo nella #Gerusalemme del 2026 ed è una macchia che non potrà essere cancellata dalla storia di #Israele»." ⬇️5

A marzo 2026 sono circa 60 famiglie a rischio di sfratto.
37 famiglie con centinaia di persone sono già state sfrattate, e coloni si sono trasferiti nel loro posto, incluse 7 case in cui i coloni sono entrati negli ultimi due anni.

4 edifici a Batan Al-Hawa sono in lista per essere sgomberati nelle prossime settimane, mentre un altra casa che ospita 4 famiglie ha ricevuto un avviso di sfratto, dopo aver perso in tribunale senza presentare una difesa.

"Siamo a conoscenza di almeno altre quattro cause di sfratto contro almeno 12 abitazioni, che coinvolgono decine di famiglie e centinaia di residenti. Questi casi si trovano in varie fasi presso il Tribunale di Magistratura di Gerusalemme davanti a diversi giudici" continua Peace Now.⬇️6

L'articolo spiega come la base legale degli sfratti a Batan al‑Hawa derivi da una legge del 1970 che consente ai solo ebrei di reclamare proprietà perdute nel 1948 a Gerusalemme Est, mentre una legge del 1950 impedisce ai palestinesi di fare lo stesso per le proprietà perdute in Israele.

Questa disparità crea un sistema giuridico applicato in modo selettivo, che favorisce i coloni e penalizza i residenti palestinesi. ⬇️7

L'articolo riporta anche che il diritto internazionale considera illegittime queste evacuazioni e che esperti di diritto internazionale hanno sostenuto che le famiglie palestinesi, vivendo da decenni nelle loro case e appartenendo a un gruppo vulnerabile soggetto a discriminazioni sistemiche, hanno un diritto abitativo che dovrebbe prevalere sulle rivendicazioni dei presunti proprietari originari.

Nonostante ciò, i tribunali israeliani hanno finora trattato i casi come semplici dispute di proprietà, ignorando il contesto più ampio di vulnerabilità, disparità legale e politiche di insediamento e di espulsione su base etnica.
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