“Guardo i palestinesi di Gaza congelati dal freddo e so che avrei potuto essere io.”🧵1/7

Almeno 3 i neonati morti per ipotermia. Altre 20 persone morte nei crolli di edifici.

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #19dicembre

https://www.haaretz.com/opinion/2025-12-18/ty-article-opinion/.premium/my-family-left-before-their-neighbors-were-expelled-and-now-killed-in-gaza/0000019b-2d72-dc39-abbb-fff2d5500000

⟦ L'anno esatto è sconosciuto, ma molto prima del Mandato britannico e della #Nakba, la mia famiglia si trasferì dalla città di #MajdalAsqalan – oggi quartiere #Migdal di Ashkelon – e si stabilì nel villaggio di #BakaAlGarbiyeh, che allora si trovava nel distretto di #Tulkarm.

I nostri nuovi vicini ci chiamavano “Majadli”, dal nome del luogo da cui provenivamo.

Come è noto, gli abitanti di Majdal Asqalan non furono espulsi e sfollati durante la Nakba, ma nell'ambito di un processo pianificato e metodico che iniziò dopo di essa e continuò fino al 1950.

I camion per il trasferimento partivano dalla zona del municipio, raggiungevano il valico di #Erez e proseguivano verso i campi profughi della città di #Gaza. ⬇️2

Gli abitanti sfollati con la forza erano costretti a firmare una dichiarazione in cui affermavano di partire volontariamente e di rinunciare al loro diritto di ritorno.
E così Majdal scomparve e divenne l'antica città israeliana di #Ashkelon.

I suoi profughi nella Striscia di Gaza hanno sopportato due anni di morte, distruzione e annientamento.
Questo è il terzo inverno nella devastata Gaza, dove centinaia di migliaia di residenti vivono in tende e congelano, alcuni dei quali fino alla morte.

Questo è anche il terzo inverno in cui in #Israele si svolge un acceso dibattito sul fatto che sia possibile morire di freddo quando la temperatura è di 10°C (50°F) o solo quando è di 0 gradi Celsius (32 gradi Fahrenheit, il punto di congelamento dell'acqua). ⬇️3

La discussione continua, senza una risposta chiara. Nel frattempo, a Gaza, almeno tre neonati sono morti di ipotermia, oltre a circa 20 persone che sono state uccise dal crollo di edifici danneggiati a causa delle piogge torrenziali e delle inondazioni.

Ed eccomi qui.
Invece di essere un rifugiato di Majdal residente a Gaza, sfollata e costretta a vivere in una tenda, o forse morta, sono una cittadina palestinese di Israele, o una “araba israeliana”, o una “quinta colonna”, o un “nemico interno”, o una fonte di contenuti per la propaganda dell'attrice e attivista israeliana #NoaTishby.

Penso molto a questa fortuna, alla storia, a quella svolta degli eventi che, col senno di poi, sembra aver avuto successo, quando i miei antenati lasciarono Majdal. ⬇️4

Una città che non esiste più nella realtà, ma che vive ostinatamente nelle mie vene e nella mia anima, e anche nel mio cognome.

Ci penso di notte, lo sogno mentre dormo e nelle ore di veglia.

Ho persino viaggiato fino a quella che un tempo era Majdal e che ora fa parte della periferia #Mizrahi di Israele, per vedere con i miei occhi il luogo che rivendica di essere le mie radici, anche se oggi esiste solo come ricordo e nostalgia.

Quando parlo con gli abitanti di Gaza provenienti da Majdal, dico loro sempre con una sorta di orgoglio che sono originaria di quella zona.
Per loro, faccio parte del tessuto sociale, della storia, del loro destino comune.
E io, di fronte a questo abbraccio, mi sento a disagio. ⬇️5

Nel frattempo, i programmi di "Channel 14 News" esultano per le inondazioni e le morti a Gaza, mentre il centro liberale discute sulla temperatura alla quale si può morire congelati e su chi sia responsabile, #Hamas o la pioggia.

Guardo queste discussioni e penso a quanto sia casuale la distanza tra me e loro.
Avrei potuto essere una delle persone di cui si discute la morte, compresa la questione se sia o meno deplorevole.

Una sola decisione giusta mi ha separato da Gaza, e grazie ad essa sono ancora vivo, al caldo, con un tetto sopra la testa.
Non ho perso un braccio o una gamba, mio padre, mia madre, né un fratello o una sorella, né una persona cara o un'intera famiglia. ⬇️6

Ho lasciato alle spalle le discussioni. ​​Non c'è traccia di rabbia in me. ​​Non discuto. ​​Al massimo, osservo e so: avrei potuto facilmente essere lì.⟧
🔚7
✍️#HaninMajadli