"#Israele insabbia i crimini di guerra che commette.
Ma non da oggi."đź§µ1/8
Però, per le anime belle che massacrano la #Albanese, va bene così.
Ma non da oggi.
#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide‌ #Gaza #WestBank #Israel #Peace #2dicembre
"#Israele insabbia i crimini di guerra che commette.
Ma non da oggi."đź§µ1/8
Però, per le anime belle che massacrano la #Albanese, va bene così.
Ma non da oggi.
#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide‌ #Gaza #WestBank #Israel #Peace #2dicembre
✍️ #AlufBenn
⟦ Il regista #RamLoevy, scomparso domenica, era figlio di un dissidente e dissidente lui stesso.
Tra le due guerre mondiali, suo padre diresse un giornale antinazista a Danzica, nota come “Città libera” tra Polonia e Germania, fino a quando non fuggì da Hitler in Palestina.
Il figlio ha condiviso il profondo scetticismo del padre nei confronti dell'establishment e la sua incessante determinazione a denunciare le ingiustizie.
Loevy era un dissidente che operava dall'interno dell'establishment.
Ha realizzato decine di film, la maggior parte dei quali per l'emittente pubblica israeliana, ha insegnato all'Università di Tel Aviv e ha ricevuto il Premio Israele per le Comunicazioni da una delle più grandi dissidenti israeliane, #ShulamitAloni. ⬇️2
Ma Loevy ha dedicato gran parte della sua vita a una lotta che lo consumava dentro, lontano dalle telecamere: denunciare uno dei peggiori crimini di guerra nella storia delle Forze di Difesa Israeliane, commesso dalla sua unitĂ di riserva alla fine della Guerra dei Sei Giorni.
Venne a conoscenza dei fatti dopo la guerra – alla quale non aveva partecipato – e da quel momento non trovò più pace nel tentativo di scoprirne i dettagli.
A causa delle restrizioni imposte dalla censura, ancora oggi le informazioni su quanto accaduto devono essere prese da Wikipedia.
l 9 giugno 1967, al termine dei combattimenti sul fronte egiziano, un'unità di paracadutisti di riserva prese il controllo della città di #RasSudr, nel #Sinai meridionale. ⬇️3
Decine di soldati nemici si arresero e, dopo diverse ore, il comandante della compagnia del quartier generale ordinò che fossero uccisi.
Furono allineati in file di tre, costretti a voltarsi e fucilati alla schiena.
I loro corpi furono gettati in una fossa improvvisata.
Loevy rimase sconvolto dalla notizia e presentò una denuncia alla Polizia Militare.
L'esercito processò segretamente il comandante della compagnia, che ricevette una punizione ridicolmente lieve; il comandante del battaglione suo superiore salì ai vertici della gerarchia militare.
Loevy fu espulso dalla sua unità , ma non si arrese. ⬇️4
Si rivolse al membro della Knesset Benjamin Halevy, un ex giudice che aveva presieduto il processo ai responsabili del massacro di #KafrQasem del 1956, era stato uno dei giudici nel processo ad #AdolfEichmann e aveva coniato il termine “ordine palesemente illegale”. Anche questo non servì a nulla.
Nell'estate del 2000, un bulldozer egiziano scoprì una fossa comune a #RasSudr contenente 52 corpi: la prova forense che confermava le testimonianze dei soldati.
Loevy diresse una serie semi-fiction intitolata “Retzach, Metzalmim” (“Omicidio, stiamo filmando”) sull'evento, ma il muro di silenzio non si incrinò.
Il giornalista di Haaretz Avichai Becker seguì le sue orme e intervistò i soldati riservisti di Ras Sudr, compreso il comandante della compagnia che aveva ordinato gli omicidi. La censura bloccò l'intervista. ⬇️5
Quando fui nominato direttore di Haaretz nel 2011, Loevy chiese di incontrarmi.
Lo ammiravo da quando aveva denunciato la #Nakba in prima serata, nel dramma “Khirbet Khizeh”, basato sul racconto di S. Yizhar sull'espulsione di un villaggio palestinese nel 1948.
Mi parlò con fervore del massacro di Ras Sudr, che giustamente considerava una macchia indelebile sull'IDF e sullo Stato.
Promisi di cercare di aiutarlo a denunciarlo.
Nonostante fossero trascorsi molti anni dagli eventi, la censura insisteva sul fatto che la pubblicazione avrebbe danneggiato le relazioni con l'Egitto e gli sforzi per localizzare i soldati dispersi dal tempo della guerra dello Yom Kippur nel Sinai. ⬇️6
Loevy tornò da me più volte e, con voce sempre più flebile e mani tremanti, continuò a chiedere verità e giustizia. Più volte lo delusi, finché nel 2016 la censura permise la pubblicazione parziale della storia.
“Fonti straniere” fornirono in seguito il resto dei dettagli.
Anche allora Loevy non si diede pace e continuò a spingere per il riconoscimento del crimine fino a quando il suo cuore non ha smesso di battere.
Il Loevy regista avrebbe sicuramente apprezzato la scena finale, in cui il Loevy dissidente muore nella stessa settimana in cui viene documentata l'esecuzione di due detenuti palestinesi a #Jenin da parte della polizia di frontiera israeliana. ⬇️7
La sua lotta durata tutta una vita per denunciare il massacro di Ras Sudr dimostra che sono stati commessi gravi crimini di guerra anche nei cosiddetti giorni di “sparatorie e lacrime”, quando l'#IDF era considerata giusta e pura.
Ma qualcosa è cambiato ora, nell'era #Netanyahu-#Ben_Gvir: l'insabbiamento dei crimini e la promozione dei responsabili, che un tempo avvenivano nell'oscurità e a luci spente, oggi vengono eseguiti apertamente e con entusiasmo.⟧
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