Si rivolse al membro della Knesset Benjamin Halevy, un ex giudice che aveva presieduto il processo ai responsabili del massacro di #KafrQasem del 1956, era stato uno dei giudici nel processo ad #AdolfEichmann e aveva coniato il termine “ordine palesemente illegale”. Anche questo non servì a nulla.

Nell'estate del 2000, un bulldozer egiziano scoprì una fossa comune a #RasSudr contenente 52 corpi: la prova forense che confermava le testimonianze dei soldati.
Loevy diresse una serie semi-fiction intitolata “Retzach, Metzalmim” (“Omicidio, stiamo filmando”) sull'evento, ma il muro di silenzio non si incrinò.

Il giornalista di Haaretz Avichai Becker seguì le sue orme e intervistò i soldati riservisti di Ras Sudr, compreso il comandante della compagnia che aveva ordinato gli omicidi. La censura bloccò l'intervista. ⬇️5

Ma Loevy ha dedicato gran parte della sua vita a una lotta che lo consumava dentro, lontano dalle telecamere: denunciare uno dei peggiori crimini di guerra nella storia delle Forze di Difesa Israeliane, commesso dalla sua unità di riserva alla fine della Guerra dei Sei Giorni.

Venne a conoscenza dei fatti dopo la guerra – alla quale non aveva partecipato – e da quel momento non trovò più pace nel tentativo di scoprirne i dettagli.

A causa delle restrizioni imposte dalla censura, ancora oggi le informazioni su quanto accaduto devono essere prese da Wikipedia.

l 9 giugno 1967, al termine dei combattimenti sul fronte egiziano, un'unità di paracadutisti di riserva prese il controllo della città di #RasSudr, nel #Sinai meridionale. ⬇️3