Due opere di Luigi Garibbo che mostrano lo stesso luogo, e si riferiscono a due momenti diversi dello stesso evento.

L’acquaforte in bianco e nero ci porta al 26 Ottobre 1822.
La piena del Bisagno ha appena distrutto il Ponte Pila, il collegamento che univa la città alla zona di Albaro.

L’evento sembra essere appena accaduto, e chissà che quelle che vediamo non siamo operazioni di salvataggio, con il bianco e nero ad enfatizzare il momento drammatico.

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Nell’acquerello a colori vediamo i postumi della tempesta. Una passerella di legno temporanea è stata allestita per permettere un sicuramente difficile passaggio. Un “umarell” con il cappello osserva la situazione in primo piano, assieme ad altri curiosi. A sinistra, come nell’illustrazione precedente, il borgo della Pila, da cui sbuca il campanile della vecchia chiesa di Santa Zita.

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In seguito il ponte sarà sistemato provvisoriamente con delle impalcature in legno, mentre subito a fianco verrà costruito un nuovo, più stabile e robusto, ponte in ferro (1836) in asse con Via Giulia e la costruenda Via Minerva (Corso Buenos Aires)
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