Agi: Il deepfake su Meloni riaccende il dibattito europeo sull’uso dell’IA

AGI -  L’immagine modificata della presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha riacceso in Europa il dibattito sui deepfake realizzati con l’IA. A commentare per prima il falso circolato in rete è stata proprio la premier italiana che, con la sua solita ironia, ha sottolineato che “chi le ha realizzate, almeno nel caso in allegato, mi ha anche migliorata parecchio”, richiamando poi il senso più profondo della questione. “Il punto, però, va anche oltre me. I deepfake sono uno strumento pericoloso, perché possono ingannare, manipolare e colpire chiunque. Io posso difendermi. Molti altri no”, ha scritto sui social postando l’immagine in lingerie che da giorni circola online.
Le reazioni a Bruxelles
Un appello che non è rimasto inascoltato a Bruxelles, dove diversi esponenti di ECR e Fratelli d’Italia hanno espresso solidarietà, cosa che non si può dire per le opposizioni.
La vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, ha rimarcato che “si tratta di un fenomeno grave e in crescente espansione, che colpisce in modo particolarmente insidioso le donne impegnate nelle istituzioni, minandone la dignità personale e il ruolo pubblico, oltre ad alterare la realtà e ingannare i cittadini”.
“È indispensabile una risposta ferma e immediata – ha poi aggiunto –. Per questo è necessario un impegno deciso e coordinato da parte delle istituzioni europee per contrastare efficacemente la diffusione dei deepfake generati tramite IA”.

 Il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, e Stefano Cavedagna, sempre di FdI, hanno annunciato la presentazione di una risoluzione immediata per “l’applicazione concreta dell’AI Act con l’obbligo di marcatura dei contenuti generati artificialmente. Senza specifiche tecniche chiare questa tutela resta oggi inefficace. Serve rendere subito riconoscibili agli utenti i contenuti falsi e i deepfake che circolano in rete. Altrimenti, come detto dalla presidente Meloni, i cittadini potrebbero subire danni ingenti, economici e reputazionali. O queste azioni vengono normate e bloccate quanto prima, o si rischiano problemi enormi per i cittadini italiani ed europei”.

The deepfake on Meloni reignites the European debate on the use of AI.

AGI - The altered image of Prime Minister Giorgia Meloni has reignited the debate in Europe about deepfakes created with AI. The Italian Prime Minister was the first to comment on the fake that circulated online, noting with her usual irony that “those who created it, at least in the attached case, have also made me look quite good,” before addressing the deeper meaning of the issue. “However, the point goes beyond me. Deepfakes are a dangerous tool because they can deceive, manipulate, and target anyone. I can defend myself. Many others cannot,” she wrote on social media, posting the image in lingerie that has been circulating online for days.

Reactions in Brussels
This appeal was not ignored in Brussels, where several representatives of ECR and Brothers of Italy expressed solidarity, a position not shared by the opposition.

European Parliament Vice-President Antonella Sberna emphasized that “this is a serious and increasingly expanding phenomenon that particularly insidiously affects women involved in institutions, undermining their personal dignity and public role, as well as altering reality and deceiving citizens.”

“It is essential to have a firm and immediate response,” she added. “Therefore, it is necessary a decisive and coordinated commitment from European institutions to effectively combat the spread of deepfakes generated via AI.”

Carlo Fidanza, head of delegation for Brothers of Italy to the European Parliament, and Stefano Cavedagna, both from FdI, announced the presentation of an immediate resolution to “concretely apply the AI Act with the obligation to mark artificially generated content. Without clear technical specifications, this protection remains ineffective today. It is necessary to immediately make false content and deepfakes circulating online recognizable to users. Otherwise, as Prime Minister Meloni said, citizens could suffer significant damage, economic and reputational. These actions must be regulated and blocked as soon as possible, or there is a risk of enormous problems for Italian and European citizens.”

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https://www.agi.it/estero/news/2026-05-06/deepfake-meloni-dibattito-ue-intelligenza-artificiale-36913764/

Agi: Cresce il cyberbullismo, verso il reato europeo

AGI - La plenaria del Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante che sottolinea la gravità del fenomeno del cyberbullismo e chiede sanzioni efficaci e dissuasive, tra cui il riconoscimento del cyberbullismo come reato a livello europeo.
I deputati chiedono anche misure per facilitare la segnalazione per le vittime e la chiusura delle lacune giuridiche a livello Ue, oltre a un’applicazione rigorosa delle norme Ue, una definizione comune di cyberbullismo e una maggiore responsabilità delle piattaforme per rafforzare la tutela delle vittime.
Definizione comune e reato transfrontaliero
L’Eurocamera invita la Commissione a valutare la necessità di introdurre una definizione armonizzata a livello Ue e di riconoscere il cyberbullismo come reato transfrontaliero. Un’alternativa potrebbe essere l’inclusione dei reati d’odio tra i reati dell’Ue, affermano, così da coprire i casi più gravi.
Materiale di abuso sessuale su minori
Il Parlamento lamenta inoltre l’assenza di un quadro giuridico per individuare online materiale di abuso sessuale su minori (Csam) e invita la Commissione ad agire rapidamente affinché le piattaforme digitali adottino meccanismi volontari di segnalazione.
Tutela dei minori e Dsa
Il Parlamento chiede una applicazione più rigorosa dell’articolo 28 del regolamento sui servizi digitali (Dsa) relativo alla protezione dei minori, sollecitando la conclusione dei procedimenti in corso e opponendosi a qualsiasi tentativo di riaprire il testo legislativo.
Uso abusivo dell’intelligenza artificiale
I deputati esprimono inoltre preoccupazione per l’uso crescente dell’IA a fini abusivi, come deepfake o contenuti intimi non consensuali, e invitano i fornitori di servizi digitali a rispettare gli obblighi di etichettatura previsti dall’AI Act.
Divieti e sostegno alle vittime
Ribadiscono infine la necessità di vietare le “nudifier apps”, misura attualmente in fase di negoziazione con i governi Ue. Nel testo si sottolinea inoltre la necessità di rafforzare la protezione e il sostegno alle vittime di cyberbullismo, aumentando i finanziamenti alle organizzazioni competenti e integrando il fenomeno nelle strategie nazionali di salute mentale.

Cyberbullying is increasing, towards a European crime.

The European Parliament plenary has approved a non-binding resolution that highlights the severity of the phenomenon of cyberbullying and calls for effective and deterrent sanctions, including the recognition of cyberbullying as a crime at the European level.

Members of Parliament also call for measures to facilitate reporting for victims and to close legal loopholes at the EU level, as well as strict enforcement of EU rules, a common definition of cyberbullying, and greater responsibility for platforms to strengthen victim protection.

Common Definition and Cross-Border Crime
The Eurochamber invites the Commission to assess the need to introduce a harmonized EU definition and to recognize cyberbullying as a cross-border crime. An alternative could be the inclusion of hate crimes among the EU crimes, they say, to cover the most serious cases.

Child Sexual Abuse Material
The Parliament also laments the absence of a legal framework to identify online child sexual abuse material (CSAM) and calls on the Commission to act quickly so that digital platforms adopt voluntary reporting mechanisms.

Protection of Minors and DSA
The Parliament calls for stricter enforcement of Article 28 of the Digital Services Act (DSA) regarding the protection of minors, urging the conclusion of ongoing procedures and opposing any attempts to reopen the legislative text.

Abusive Use of Artificial Intelligence
Members of Parliament also express concern about the increasing use of AI for abusive purposes, such as deepfakes or non-consensual intimate content, and invite digital service providers to comply with the labeling obligations provided for in the AI Act.

Bans and Support for Victims
They finally reiterate the need to ban “nudifier apps,” a measure currently in the process of negotiation with EU governments. The text also emphasizes the need to strengthen protection and support for victims of cyberbullying, increasing funding for competent organizations and integrating the phenomenon into national mental health strategies.

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https://www.agi.it/estero/news/2026-05-01/cyberbullismo-reato-europeo-36838418/