IRAN: La piazza non arretra

Zazie nel metrò, mercoledì 18 febbraio alle ore 19:00 CET

IRAN: La piazza non arretra

Le piazze dell’Iran sono tornate a riempirsi, nonostante la repressione, nonostante gli arresti di massa e nonostante un numero altissimo e crescente di morti che segnano queste proteste con il sangue. Studenti, lavoratori, donne sfidano apertamente il potere, consapevoli dei rischi. È una mobilitazione che non arretra, che si rigenera e che continua a incrinare l’immagine di controllo totale del regime. Nelle piazze si levano slogan che colpiscono le fondamenta del regime, chiedendo la fine della dittatura religiosa, mentre continua a risuonare il grido: Donna Vita Libertà.

La crisi è ormai strutturale, il regime risponde uccidendo innocenti, parlando di complotti e interferenze straniere.Le tensioni geopolitiche si intrecciano così con la crisi interna, rafforzando la linea securitaria, la stretta repressiva e alimentando una narrativa di accerchiamento che cerca di giustificare la repressione.

Eppure, mentre la società si muove, l’opposizione resta divisa. All’interno agiscono reti femministe, movimenti studenteschi, sindacati indipendenti e organizzazioni legate alle minoranze etniche, in particolare curde e baluche; all’estero la diaspora è frammentata tra monarchici che fanno riferimento a Reza Pahlavi, il movimento dei Mujaheddin-e Khalq (MEK), gruppi repubblicani e forze della sinistra storica.

La sfida politica decisiva è questa: trasformare la forza delle piazze — pagata a caro prezzo — in un progetto condiviso di transizione capace di andare oltre la sola caduta del regime.

Ne parleremo con Parisa Nazari, interprete, mediatrice culturale e attivista, con Shiva Boroumand, attivista del movimento Donna, vita, libertà. Entrambe in prima linea a sostenere il coraggio e la resilienza delle donne iraniane.

https://roma.convoca.la/event/iran-la-piazza-non-arretra

Reagire alla violenza razzista: Minneapolis contro l’ICE

La risposta nella città di Minneapolis alla violenza dell'Immigration and Customs Enforcement (detta ICE), sta riuscendo a mettere in difficoltà le incursioni delle milizie federali impegnate nei rapimenti e nelle deportazioni ai danni di persone immigrate o semplicemente razzializzate. L’omicidio di Reene Good, avvenuto il 7 Gennaio a poche centinaia di metri di distanza da dove fu ucciso George Floyd, è stato seguito il 14 Gennaio da una sparatoria ai danni di un'altra persona. […]

https://radioblackout.org/podcast/reagire-alla-violenza-razzista-minneapolis-contro-lice/

Reagire alla violenza razzista: Minneapolis contro l’ICE

<p>La risposta nella città di Minneapolis alla violenza dell’Immigration and Customs Enforcement (detta ICE), sta riuscendo a mettere in difficoltà le incursioni delle milizie federali impegnate nei rapimenti e nelle deportazioni ai danni di persone immigrate o semplicemente razzializzate. L’omicidio di Reene Good, avvenuto il 7 Gennaio a poche centinaia di metri di distanza da […]</p>

Reagire alla violenza razzista: Minneapolis contro l’ICE

<p>La risposta nella città di Minneapolis alla violenza dell’Immigration and Customs Enforcement (detta ICE), sta riuscendo a mettere in difficoltà le incursioni delle milizie federali impegnate nei rapimenti e nelle deportazioni ai danni di persone immigrate o semplicemente razzializzate. L’omicidio di Reene Good, avvenuto il 7 Gennaio a poche centinaia di metri di distanza da […]</p>

Reagire alla violenza razzista: Minneapolis contro l’ICE

<p>La risposta nella città di Minneapolis alla violenza dell’Immigration and Customs Enforcement (detta ICE), sta riuscendo a mettere in difficoltà le incursioni delle milizie federali impegnate nei rapimenti e nelle deportazioni ai danni di persone immigrate o semplicemente razzializzate. L’omicidio di Reene Good, avvenuto il 7 Gennaio a poche centinaia di metri di distanza da […]</p>

Bangladesh, Rivolte e GenZ

Zazie nel metrò, giovedì 29 gennaio alle ore 19:00 CET

Bangladesh, Rivolte e GenZ

Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina.

Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo.

L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro.

Ne discuteremo con l’attivista Nezum Uddin Hridoy, voce diretta del movimento studentesco bangladese, Gabriele Cecconi, fotografo documentarista che presenta una mostra fotografica sulle proteste e Giuliano Battiston, giornalista e ricercatore su conflitti e politica globale.

Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.

https://roma.convoca.la/event/bangladesh-rivolte-e-genz

Iran: crisi sistemica. Repressione e rivolta contro la logica del potere
Negli ultimi mesi, la situazione interna in Iran è precipitata in una crisi di portata storica, segnalando un punto di rottura nel lungo conflitto tra il regime teocra
https://umanitanova.org/iran-crisi-sistemica-repressione-e-rivolta-contro-la-logica-del-potere/
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La buca della salvezza, sul muro della Chiesa della Gancia di Palermo

Nel cuore della Kalsa, il 4 aprile 1860, mentre i colpi della Rivolta della Gancia echeggiano contro i Borbone, due patrioti – Gaspare Bivona e Filippo Patti – si celano tra i cadaveri nella cripta della chiesa di Santa Maria degli Angeli.

Affamati, con le mani insanguinate, scavano freneticamente una breccia nel muro di via Alloro: nasce la “buca della salvezza”.

Ma è l’astuzia delle donne palermitane della Kalsa, le più coraggiose del quartiere, che fingono un litigio furioso – urla, strattoni, improperi – distraendo i gendarmi quel tanto che basta perché i fuggitivi svaniscano nei vicoli.

Tra lapide commemorativa e memorie popolari, questa feritoia sussurra ancora di un’epopea riscattata dal genio femminile palermitano.

https://www.panormus.blog/publishing/view.php?page=la-buca-della-salvezza-nella-chiesa-della-gancia-di-palermo-0e4a60

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Manifestazioni e proteste in Iran
La situazione in Iran, come in molti paesi, è deteriorata in quasi ogni aspetto della vita. L'alta inflazione, il crescente valore del dollaro, della sterlina e dell'euro, il collasso della moneta nazionale, l'impennata del costo della vita, la mancanza delle libertà fondamentali ha creato condizioni insopportabili. Repressione, arresti, rapim
https://umanitanova.org/manifestazioni-e-proteste-in-iran/
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