"Querida Pupi, mi santiaguina, compañera de vida, ojitos negros llenos de amor e inocencia, gracias por entregarnos tanto cariño incondicional, no sabes cuanto te extrañaremos! (Tus hrnos Negro y Wuachito)".

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I pupari siciliani sono i custodi di un’arte antica, capaci di dare vita a figure di legno e cartapesta che raccontano storie di coraggio, amore e magia.

Nel loro spettacolo, ogni gesto e ogni voce si intrecciano per far rivivere la tradizione e il cuore della Sicilia, trasportando lo spettatore in un mondo sospeso tra fiaba, leggenda e realtà.

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Pupi di Zucchero, tra storia e leggenda

La tradizione siciliana è ricca di dolci il cui significato è legato a determinate festività. Tra questi, vi sono sicuramente i Pupi di Zucchero, chiamati Pupa ri zuccaro o Pupaccena, sono uno dei simboli della Festa dei Morti e vantano una storia antica e molto interessante.

I Pupi sono dolci fatti di zucchero indurito e dipinto, le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

Secondo una leggenda, durante la dominazione araba in Sicilia, un nobile arabo ridotto al lastrico, un giorno volle invitare alcuni ospiti.

Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo.

Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

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I pupi cu l'ova affondano le loro radici nella tradizione contadina siciliana.

In passato, erano un modo per celebrare la fine della Quaresima e l'inizio della Pasqua, un periodo di rinascita e speranza.

L'uovo, simbolo di fertilità e nuova vita, era un dono prezioso, soprattutto per i bambini, che lo trovavano al centro del dolce come una sorpresa.

Paese siciliano che vai. nome diverso che trovi:
- pupu cu l'ova
- aceddi cu l’ova
- panarina
- cuddùra
- cudduredda

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Sicilia di un tempo: la smallatura manuale delle mandorle

Dopo la raccolta delle mandorle, si procedeva alle

Panormus Stupor Mundi
Palermo, Chiesa di S. Maria dell'Ammiraglio detta la Martorana

Nel cuore pulsante di Palermo, e più precisamente a Piazza Bellini, circondata da antichi teatri, palazzi e altri luoghi di culto, si trova le splendida chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come Chiesa della Martorana. Si tratta di uno dei capolavori dichiarati patrimonio UNESCO nel 2015 e fa parte del circuito La Palermo arabo-normanna.

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Palermo, la festa dei morti, pupi di zucchero, frutta martorana, tra storia e leggenda.

I Pupi di Zucchero sono dolci antropomorfi, fatti di zucchero indurito e dipinto.

Le fattezze rievocano figure tradizionali come Paladini di Francia, ballerini e personaggi tipici dell’opera dei Pupi.

Si chiamano Pupaccena perchè secondo una leggenda, un nobile arabo ridotto al lastrico un giorno volle invitare alcuni ospiti. Non avendo la possibilità di comprare cibi particolari, creò questa nuova ricetta, che fu apprezzata con entusiasmo. Da qui l’usanza di chiamarli Pupi di Zucchero o, appunto, Pupaccena, cioè pupi a cena.

I variopinti fruttini di martorana sono il dolce tipico preparato in Sicilia per la solenne Festa dei Morti del 2 novembre, ovvero la commemorazione dei defunti, una ricorrenza molto sentita nell’isola. Prendono il nome dall'aristocratica Eloisa Martorana, fondatrice nel 1194 del terzo monastero benedettino di Palermo, che nel 1876 fu espropriato dallo Stato e oggi ospita il Dipartimento di Architettura dell’università mentre l’adiacente chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta Martorana.

La leggenda vuole che la frutta martorana sia stata inventata proprio dalle monache della Martorana.

Un giorno di fine ottobre arrivò al convento l'annuncio di una inaspettata visita del re, curioso di vedere con i propri occhi il meraviglioso giardino delle benedettine di cui tanto si parlava nel Regno.

Una notizia che buttò subito nello sconforto la madre superiora e tutte le religiose: in autunno, infatti, gli alberi e i rosai del chiostro erano tristi e spogli, senza fiori e senza frutti. Fu la suora cuciniera a trovare una soluzione: aveva inventato un dolce a base di mandorle e miele, da offrire al re, morbido e facile da manipolare.

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La Festa dei Morti a Palermo

La Commemorazione dei defunti, il 2 novembre, rappresenta per il popolo Siciliano e, in particolare, per quello Palermitano una ricorrenza molto importante, tanto che, tale giornata, viene definita

Panormus Stupor Mundi
L'Opera dei Pupi Siciliani

Il Teatro delle Marionette, conosciuto come Opera dei Pupi, si affermò nell’Italia meridionale ed in particolare in Sicilia agli inizi del 1800. L’affermazione dell’Opera dei Pupi nei teatri e specialmente nelle piazze, fu favorita dai “Cuntastorie”.

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L'Opera dei Pupi Siciliani

Il Teatro delle Marionette, conosciuto come Opera dei Pupi, si affermò nell’Italia meridionale ed in particolare in Sicilia agli inizi del 1800. L’affermazione dell’Opera dei Pupi nei teatri e specialmente nelle piazze, fu favorita dai “Cuntastorie”

Panormus Stupor Mundi
Il Teatro delle Marionette, conosciuto come Opera dei Pupi, si affermò nell’Italia meridionale ed in particolare i Sicilia agli inizi del 1800.

L’affermazione dell’Opera dei Pupi nei teatri e specialmente nelle piazze, fu favorita dai “Cuntastorie”, i quali fecero si che le storie divenissero presto patrimonio popolare, simboli della voglia di riscatto e di giustizia di una classe sociale, diffondendo il concetto di onore e creando occasioni di ritrovo sociale.

In Sicilia vi furono due scuole principali dell’Opera dei Pupi, quella palermitana e quella catanese, i teatrini erano spesso a conduzione familiare; la scultura, la costruzione e la pittura delle marionette, rinomate per le intense espressioni, venivano realizzate dagli artigiani con metodi tradizionali.

Tra i personaggi più noti, raffigurati fra i pupi siciliani, Orlando e Rinaldo ma anche Carlo Magno, Angelica e Gano di Maganza e i saraceni.

Nel 2001 l’Opera dei Pupi è inserita nel programma Unesco istituito nel 1999 “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità” (Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity).

Il 17 ottobre 2003, l’Unesco approva a Parigi la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale“.
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