La antagonismo, quando diventa fine a sé stesso, rischia di ridurre la lotta a pura opposizione simbolica: identità contro identità, nemico contro nemico. In questo schema il conflitto non costruisce alternative, ma si autoalimenta.

Le teorie anarco-comuniste, invece, non si fermano alla negazione del potere: puntano alla costruzione materiale di relazioni sociali non gerarchiche, mutualismo, autogestione, comunizzazione della vita quotidiana. Senza questo orizzonte costruttivo, l’antagonismo resta sterile, facilmente recuperabile e incapace di produrre trasformazioni durature.

Senza progetto, l’opposizione diventa rituale. Senza pratica comune, la rivolta si spegne.

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