Lo scorso 23 maggio lavoratori del pubblico e del privato sociale sono scesi in piazza per rivendicare una maggior attenzione dell’amministrazione verso i servizi di pubblica utilità, verso chi ci lavora. La mobilitazione è stata indetta da Fp - CGIL Bologna. Siamo alla vigilia della gara d’appalto sui servizi extrascolastici del comune di Bologna (Centri Anni Verdi, Centri di Aggregazione Giovanile, Educativa di strada). Stiamo parlando di servizi fondamentali nell’opera di prevenzione del disagio giovanile, basta sfogliare le pagine di cronaca di un qualsiasi giornale locale per capirne l’essenzialità. Quante risorse vorrà investire il comune nella qualità di questi servizi e in quella di chi ci lavora? Che la qualità delle condizioni di chi lavora sia proporzionale alla qualità del servizio che produce è cosa risaputa, si smetterà dunque di sacrificare le ore di back office, di progettazione, di elaborazione, sull’altare del pensiero unico del dio bilancio? Sono domande che poniamo anche e soprattutto agli amministratori che hanno firmato, con tanto di visibilità pubblica, i referendum della CGIL contro il “lavoro povero”.
Di quello che è successo a Casalecchio, con l’assegnazione al ribasso del lotto3, quello relativo agli interventi scolastici nel territorio dei comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia, abbiamo già parlato in trasmissione di recente https://www.radiocittafujiko.it/educatori-sottomessi-al-bando/Ci torniamo su perché, a fronte della spiegazione data dalle istituzioni del territorio, c’è stata la risposta,…