Agi: 8 Marzo, Roccella: Voto alle donne spartiacque per nuova Storia

AGI/Vista - "Domani saranno passati esattamente 80 anni da quel 10 marzo del '46 in cui finalmente fu sancito il diritto delle italiane a votare e a essere votate. È uno spartiacque da cui comincia per le donne una nuova Storia". Così la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna al Quirinale. Quirinale Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

March 8th, Roccella: Vote to women as pivotal figures for a new history.

AGI/Vista - “Tomorrow will mark exactly 80 years since March 10, 1946, when the right of Italian women to vote and be voted for was finally established. It is a turning point from which women begin a new History.” Thus stated the Minister for Family, Birth Rates and Equal Opportunities, Eugenia Roccella, during the celebration of International Women’s Day at the Quirinal Palace. Quirinal Source: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

#Roccella #Italian #EugeniaRoccella #theQuirinalPalace

https://www.agi.it/vista-tv/video/2026-03-09/8-marzo-roccella-voto-alle-donne-spartiacque-per-nuova-storia-36022568/

Agi: 8 Marzo, Mattarella: Voto alle donne una rivoluzione, hanno trasformato la Repubblica

AGI/Vista - "Ringrazio la Ministra Roccella, Malìka Ayane, Benedetta Porcaroli, Giulia Galeotti, Caterina Banti, Amalia Ercoli Finzi, Cristina Cassar-Scàlia. Abbiamo potuto apprezzare, nei loro interventi - di cui a nome di tutti le ringrazio particolarmente - l’impegno di donne professioniste di successo nei loro diversi campi di azione. Complimenti e auguri a tutte loro. Anche queste storie di impegno e di successo affondano le radici in quel lontano 1946, quando dopo anni di sofferenze, di guerra e di lotta per la libertà, le donne furono finalmente chiamate alle urne. Un’autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione e di emarginazione e segnava l’inizio di una nuova stagione, dove responsabilità, opportunità, diritti valevano per donne e per uomini, finalmente su un piano di totale parità. Il loro ruolo protagonista le donne lo avevano testimoniato sempre e lo avevano ribadito sostenendo la società e l’economia italiana durante i penosi anni dei due conflitti mondiali, prendendo anche parte attiva alla Liberazione, come staffette partigiane, come attiviste, come combattenti. Dopo secoli in cui la donna era considerata in posizione subordinata e il suo ruolo nella società era confinato nella sfera familiare e domestica, il voto alle donne rappresentò il traguardo per il quale tante si erano impegnate", lo ha detto Mattarella alle celebrazioni dell'8 Marzo al Quirinale. Quirinale Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

March 8th, Mattarella: Voting for women is a revolution, they have transformed the Republic.

I thank Minister Roccella, Malika Ayane, Benedetta Porcaroli, Giulia Galeotti, Caterina Banti, Amalia Ercoli Finzi, and Cristina Cassar-Scàlia. We were able to appreciate, in their interventions – of which I thank them particularly on behalf of everyone – the commitment of successful professional women in their various fields of action. Congratulations and best wishes to all of them. These stories of commitment and success are rooted in that distant 1946, when, after years of suffering, war, and struggle for freedom, women were finally called to the polls. An authentic revolution that ended a six-century history of discrimination and marginalization and marked the beginning of a new era, where responsibility, opportunity, and rights applied to both women and men, finally on a plane of total equality. The women’s leading role they had always testified to and reaffirmed by supporting Italian society and economy during the difficult years of the two world wars, taking an active part in the Liberation, as partisan messengers, as activists, as fighters. After centuries in which women were considered in a subordinate position and their role in society was confined to the family and domestic sphere, the vote for women represented the goal for which so many had committed themselves,” the President Mattarella said at the celebrations of March 8th at the Quirinal. Quirinal Source: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

#Mattarella #Roccella #MalikaAyane #BenedettaPorcaroli #GiuliaGaleotti #CaterinaBanti #AmaliaErcoliFinzi #Italian #Liberation

https://www.agi.it/vista-tv/video/2026-03-09/8-marzo-mattarella-voto-alle-donne-una-rivoluzione-hanno-trasformato-la-repubblica-36018228/

Il Sole 24 ORE - Italia: Roccella: «Lavoro, per la sfida conciliazione meglio incentivi che obblighi»

Rivendica le leggi contro la violenza maschile sulle donne e l’ultimo riparto per il 2025 «da 105,7 milioni, l’importo più alto di sempre» per centri, case rifugio, formazione ed empowerment...

Roccella: “Work, better incentives than obligations for reconciling [family/work]”

Claim the laws against male violence against women and the last disbursement of €105.7 million – the highest amount ever – for centers, shelters, training and empowerment…

#Roccella

https://www.ilsole24ore.com/art/roccella-lavoro-la-sfida-conciliazione-meglio-incentivi-che-obblighi-AIre3OpB

Roccella: «Lavoro, per la sfida conciliazione meglio incentivi che obblighi»

Rivendica le leggi contro la violenza maschile sulle donne e l’ultimo riparto per il 2025 «da 105,7 milioni, l’importo più alto di sempre» per centri, ...

Il Sole 24 ORE

Corriere.it - Homepage: Abolite «per decreto» le consigliere  di parità sul lavoro. Il caso alla viglia dell'8 marzo

Per attuare una direttiva europea verranno abolite le consigliere territoriali di parità: un decreto del governo voluto da Meloni e Roccella

“Dissolved” the equal opportunity councils at work. The case on the eve of March 8th.

To implement a European directive, the territorial parity councils will be abolished: a decree by the government driven by Meloni and Roccella.

#European #Meloni #Roccella

http://27esimaora.corriere.it/26_marzo_06/abolite-per-decreto-consigliere-parita-lavoro-polemica-che-non-ci-voleva-vigilia-dell-8-marzo-b23f2b56-17dc-11f1-b78a-b7f69e42fbeb.shtml

Abolite «per decreto» le consigliere parità sul lavoro: la polemica (che non ci voleva) alla vigilia dell’8...

Per attuare una direttiva europea verranno abolite le consigliere territoriali di parità: un decreto del governo voluto da Meloni e Roccella

Corriere della Sera

Carovana per una Calabria aperta e solidale

Calabria, martedì 24 febbraio alle ore 00:00 CET

Verso Cutro
Carovana per una Calabria aperta e solidale/2
dal 24 febbraio al 1 marzo

Torniamo a Crotone e a Steccato di Cutro, nel terzo anniversario della strage, per non dimenticare le vittime del regime di frontiera della fortezza Europa

Dopo la Carovana dell’anno scorso ci mobiliteremo anche quest’anno per accogliere i famigliari ed i superstiti che dopo anni di impegni non mantenuti da chi governa -con la complice latitanza di chi promette e non mantiene - ritorneranno a Crotone ed in Calabria .......

se vuoi leggi tutto: https://bit.ly/4re2j2Q

Migranticidio contro i Popoli in movimento e genocidio a Gaza:
Saremo a Cutro e in Calabria accompagnati da alcuni familiari delle vittime della strage, con loro Sabina Talović, attivista sulla rotta balcanica nella città di Pljevlja in Montenegro e Tony La Piccirella, portavoce della Global Sumud Flotilla

a giorni il programma definitivo delle giornate calabresi

https://camifa.net/event/carovana-per-una-calabria-aperta-e-solidale-1

“Ogni donna che viene uccisa è troppo, ma […] ogni donna che non viene uccisa è un fatto positivo” #Roccella

La vetta della retorica creativa nella lotta al #femminicidio

#NonUnaDiMeno
#25novembre

🧵 La giornata contro la violenza sulle donne e l’inadeguatezza del governo Meloni ad affrontare un fenomeno grave ed endemico | @Giulia_B
https://www.valigiablu.it/25-novembre-violenza-donne-roccella-nordio/

#25novembre #violenzaInternazionaleControLaViolenzaSulleDonne #roccella

La giornata contro la violenza sulle donne e l’inadeguatezza del governo Meloni ad affrontare un fenomeno grave ed endemico - Valigia Blu

Il 25 novembre evidenzia ancora una volta l’inadeguatezza con cui il governo Meloni affronta la violenza contro le donne. Il governo continua a rifiutare educazione affettiva e analisi strutturali, affidandosi a famiglia e repressione, soluzioni inefficaci.

Valigia Blu

TRE MINISTRI UN SOLO CIRCO
Cronache dal teatrino di Palazzo

di Alfredo Facchini

C’è un teatrino, a Roma, dove ogni giorno si alza il sipario e la compagnia di giro del governo dà il peggio di sé. Basta un microfono, un palco improvvisato e la voglia incontenibile di dire qualcosa che superi, per volume e assurdità, ciò che ha detto un collega il giorno prima.

Nordio: «Il maschio non accetta la parità, il suo codice genetico fa resistenza».

Dopo aver strizzato l’occhiolino alla P2 di Licio Gelli, il Guardasigilli s’improvvisa genetista. Per lui l’uguaglianza fra donne e uomini non è questione di cultura, educazione, responsabilità, ma una faccenda di geni ribelli. E così la violenza maschile assume i toni della fatalità.

Attribuire la violenza maschile - come fa Nordio - al “codice genetico” significa togliere responsabilità umane, sociali, culturali. Rendere inevitabile ciò che andrebbe affrontato.

Poi arriva lei. Roccella: «Non c’è correlazione tra educazione sessuale a scuola e diminuzione della violenza contro le donne».

Per l’ex pasionaria pannelliana l’idea che l’educazione possa ridurre il danno sociale più antico del mondo diventa improvvisamente un’illusione. Non servono conoscenze, non servono strumenti, non servono parole: bisogna brancolare nel buio, e soprattutto restarci. Chi spera in giovani capaci di relazioni sane dovrà farsene una ragione: la scuola deve restare un luogo per coltivare tabù.

Ed eccoci all’apice. Cambio di scena. Il colpo di teatro. Tajani: «Se ci attaccano da Sud, il Ponte sullo Stretto sarà importante per l’evacuazione».

Un’invasione immaginaria proveniente da Sud, un ponte gigantesco trasformato non in infrastruttura ma in via di fuga. Il prossimo passo? Armare i caselli.

Se guardiamo insieme le tre “sciocchezze” pronunciate dai ministri meloniani, emerge con chiarezza un modello ricorrente, utilizzato da governi inetti in affanno narrativo.

Si lancia nel vuoto una frase vistosa, sproporzionata, che crea un piccolo incendio mediatico. Risultato: riempire l’aria di scintille per non parlare del fuoco vero.

C’è un principio non scritto: se ripeti molte frasi esagerate, scollegate dai fatti, la soglia di accettazione pubblica si abbassa. Si rende il grottesco parte della normalità.

Ormai tutte le destre - con dosaggi diversi - hanno adottato queste tecniche. La logica è dire qualunque cosa pur di occupare la scena. È un tratto comune ai governi che vivono nel ciclo perenne di talk show, social e dichiarazioni lampo.

È un populismo di governo: chi ha il potere parla come se fosse sempre all’opposizione. È sempre colpa degli Altri o di chi li ostacola. Il caso Albania, su tutti. Serve a parlare non al paese intero, ma a un blocco preciso di sostenitori. «Chi non salta comunista è». (Magari.)

Questo linguaggio discende da una corrente comunicativa che privilegia l’emozione sopra l’analisi. Se la frase crea una reazione forte, ha già vinto. L’origine sta nelle tecniche di marketing politico importate dagli USA dagli anni ’90, oggi moltiplicate dai social e da un gangster alla Casa Bianca.

Una pratica che mira a ridefinire i confini del dicibile. Si lanciano frasi iperboliche per abituare il pubblico a un tono sempre più spinto, fino a far sembrare moderate posizioni che non lo sono affatto.

Intanto Meloni Nordio, Roccella, Tajani: la vita vera resta offesa da questo circo di parole. Chi subisce la violenza non vuole sentire parlare di geni impazziti. Chi educa non vuole farsi dire che il suo lavoro è inutile. Chi vive nel Sud non merita di essere usato come scenario di fantasie distopiche.

Quando si banalizza la violenza sulle donne, quando si nega l’importanza della cultura, quando si trasforma un progetto infrastrutturale in un racconto da guerra fredda, si costruisce un paese che deve abituarsi al ridicolo. Ed è lì che il potere smette di essere solo inadeguato e diventa pericolosissimo: perché governa come parla, senza misura e senza vergogna.

#AlfredoFacchini

#meloni #nordio #roccella #tajani # violenzaDonne

@attualita

Nei libri di testo sull'evoluzione della specie umana, si metteranno #Roccella e #Nordio come esempi del fatto che non tutte le persone arrivano ad essere mediamente intelligenti. Infatti sono ministri (minuscolo) di un esecutivo che brilla per acume e preparazione. Calci sul culo.
Le "gite" della #Roccella. Cadere nella trappola di sottovalutare i tantissimi segnali del ritorno del fascismo (e anche dell' #antisemitismo, quello vero), rende più forti governi e politicanti di destra. Non è una questione di confini, ma di intenzioni, che sono eguali ovunque. #Antifascismo