Il Fatto Quotidiano: “Orgoglio nostro”: la curva dell’Inter omaggia Bastoni e poi gli dedica un coro

“Bastoni orgoglio nostro”. Con questo striscione la curva dell’Inter ha voluto omaggiare Alessandro Bastoni nel match contro l’Atalanta di sabato alle 15, giocato a San Siro. Match in cui Bastoni è rimasto in panchina perché non al meglio: al suo posto in campo Carlos Augusto. Dopo il tanto discusso episodio di Inter–Juventus, Alessandro Bastoni è diventato il bersaglio di tutte le tifoserie di Serie A (e anche in Champions League), con tantissimi fischi. Motivo per cui i tifosi nerazzurri hanno voluto mostrare il loro sostegno al giocatore.
A distanza di un mese esatto, infatti, dell’episodio tra Alessandro Bastoni e Pierre Kalulu – espulso dopo una simulazione del difensore interista – si continua a parlare sia sui social che in varie trasmissioni. L’ultima news che riguarda Bastoni è la decisione di inserirlo tra i premiati con la “Rosa Camuna“, la più alta onorificenza conferita dalla Regione Lombardia. La candidatura è stata presentata dal presidente del Consiglio regionale Federico Romani (Fratelli d’Italia) e sottoscritta anche dal consigliere regionale Pietro Bussolati (Pd), in un raro momento di sintonia bipartisan che però ha finito per scatenare una polemica tutta interna alla destra e a FdI.
Bastoni viene indicato dai promotori come “uno dei volti più rappresentativi del calcio lombardo, italiano ed europeo”. Nella motivazione si sottolineano “il valore sportivo dimostrato nel corso della carriera e il ruolo simbolico che ricopre nel calcio regionale”. A rafforzare le tesi della candidatura c’è – secondo Romani e Bussolati – il fatto che “ha saputo distinguersi anche per la maturità dimostrata nel riconoscere pubblicamente un proprio errore, assumendosi la responsabilità di un gesto avvenuto in campo. Un atteggiamento non scontato e non comune e che testimonia il rispetto per il gioco, per gli avversari e per i tifosi”.
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“Our Pride”: The Inter fans honor Bastoni and then dedicate a chorus to him.

“Our Pride Sticks.” With this banner, the Inter ultras wanted to honor Alessandro Bastoni in the match against Atalanta on Saturday at 3 p.m., played at San Siro. A match in which Bastoni remained on the bench because he wasn’t at his best: Carlos Augusto played in his place. Following the much-discussed Inter–Juventus episode, Alessandro Bastoni became the target of all Serie A (and also Champions League) fan bases, with countless whistles. That’s why the Nerazzurri fans wanted to show their support for the player.

A month after the episode between Alessandro Bastoni and Pierre Kalulu – who was expelled after a simulation by the Inter defender – the discussion continues on social media and in various broadcasts. The latest news concerning Bastoni is the decision to include him among the recipients of the “Rosa Camuna,” the highest honor awarded by the Lombardy Region. The candidacy was presented by Regional Council President Federico Romani (Fratelli d’Italia) and signed by Regional Councilor Pietro Bussolati (Pd), in a rare bipartisan moment that ultimately sparked a controversy entirely within the right and FdI.

Bastoni is cited by the promoters as “one of the most representative faces of Lombardy, Italian, and European football.” The justification highlights “the sporting value demonstrated throughout his career and the symbolic role he plays in regional football.” According to Romani and Bussolati, strengthening the candidacy is “the fact that he was also able to distinguish himself through the maturity he demonstrated in publicly acknowledging his own mistake, taking responsibility for an action that occurred on the field. An attitude not commonplace and not common and that testifies to respect for the game, for opponents and for fans.”

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“Orgoglio nostro”: la curva dell’Inter omaggia Bastoni e poi gli dedica un coro

A distanza di un mese il difensore è ancora bersaglio di tutte le tifoserie di Serie A, che non gli risparmiano fischi per il caso Kalulu

Il Fatto Quotidiano

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Tra storia e leggenda, il forte concentrico del Dorset che salvò i Britanni dalla tirannia d'oltremare - Il blog di Jacopo Ranieri

Al principio luminoso dell’alba, una formazione serrata di lanceri avanzava lungo la pianura verdeggiante. Schiere di 15 uomini affiancati da altrettanti portatori di scudi rotondi per proteggersi i fianchi, ripetute per 10 volte. I loro gridi di guerra scacciano gli uccelli dalla pianura, mentre gli avversari in posizione sopraelevata li osservano con salda convinzione, preparandosi ... Leggi tutto

Il blog di Jacopo Ranieri
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Beyond Remembrance: Why the Roma Holocaust Never Ended

Every year, we gather to remember the Holocaust. We light candles.

Scoperti quattro accampamenti romani in Germania: nuove prove della presenza oltre l’Elba

Monete, chiodi delle caligae e tracce di strutture e fossati rivelano una presenza romana più profonda del previsto nei territori germanici

Elena Percivaldi

22 Gennaio 2026

Che le legioni romane si siano spinte più volte in Germania, oltre il Reno e fino all’Elba, è cosa ben nota dalle fonti. Quello che mancava, finora, era la controprova fisica della loro presenza: tracce materiali chiare e riconoscibili, attribuibili con certezza all’esercito romano. In Sassonia-Anhalt, tra il Nordharz e il medio corso dell’Elba, questo vuoto si è finalmente colmato grazie alle indagini condotte dal Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie, che hanno portato alla scoperta, ad Aken, Trabitz e Deersheim, dei resti di quattro accampamenti da marcia romani, i primi finora documentati nella regione.

Le campagne romane in Germania

Già in età augustea, tra il 13 a.C. e il 9 d.C., Roma aveva tentato di trasformare l’area oltre il Reno in una provincia stabile, la Germania Magna. Conosciamo dalle fonti le spedizioni di Druso (9 a.C.), Lucio Domizio Enobarbo (3 a.C.) e Tiberio (5 d.C.), così come è celebre la brusca interruzione dei progetti di espansione imperiale dopo la disfatta di Teutoburgo del 9 d.C. – il celebre disastro di Varo narrato da Tacito – che comportò la drammatica perdita di tre intere legioni. Per secoli, tuttavia, l’archeologia ha restituito solo indizi indiretti e sporadici, in particolare monete e i chiodi fissati sotto le suole delle caligae, le ben note e iconiche calzature dei legionari, che spesso venivano smarriti durante le marce.

Germania libera nell’area dell’attuale Sassonia-Anhalt dal 60 a.C. al 180 d.C. Sono segnalati i percorsi di marcia delle truppe romane, ricostruiti sulla base di reperti monetali. © Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt, Klaus Pockrandt, Nora Seeländer.

Nel III secolo d.C., con la formazione di nuove confederazioni germaniche e, dal 233, l’acuirsi delle minacce ai confini imperiali, Roma fu costretta a tornare all’offensiva. Secondo le fonti coeve Caracalla (211-217 d.C.) e Massimino il Trace (235 al 238 d.C.) organizzarono nuove spedizioni, ma finora le prove archeologiche sono sempre state labili.

Disegno della planimetria documentata del potenziale accampamento romano di Trabitz (sopra) e ricostruzione della sua disposizione generale (sotto). © Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt, Martin Freudenreich.

Accampamenti “da manuale”

La svolta è arrivata proprio dagli ultimi scavi, che hanno individuato due campi nei pressi di Aken, uno a Deersheim e uno a Trabitz. Tutti e quattro, spiegano gli archeologi, presentano le caratteristiche tipiche degli accampamenti da marcia, strutture altamente standardizzate che ne permettevano la costruzione in tempi rapidi: perimetro rettangolare con angoli arrotondati, suddivisione ortogonale con il quartier generale (principia) al centro e un tratto di fossato protetto da un bastione difensivo (titulum) situato davanti ai passaggi delle porte.

Ingresso dell’accampamento di Trabitz con il caratteristico “titulus” . (Credit: GeoBasis-DE / LVermGeo ST, Datenlizenz Deutschland – Namensnennung – Version 2.0 (https://www.govdata.de/dl-de/by-2-0).)

La scoperta è avvenuta a partire dal 2020 esaminando un’immagine satellitare del territorio di Aken. Alla raccolta dei dati provenienti da altre immagini satellitari e dalle prospezioni geofisiche sono seguiti gli scavi veri e propri, che hanno riportato alla luce i quattro accampamenti, caratterizzati da fossati larghi fino a 1,8 metri, e un numero significativo di reperti metallici, oltre 1.500. Tra questi spiccano molti frammenti di fibule, diverse monete e – ancora una volta – i chiodi fissati sotto le suole delle caligae, che agevolavano la presa sul terreno durante le interminabili marce effettuate dai soldati su suoli spesso accidentati. La “firma” inconfondibile, insomma, dei legionari.

Profilo di un tipico fossato romano a forma di V, accampamento da marcia di Aken 1. © Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt, Thomas Koiki.

Caracalla oltre il Limes

I reperti sono databili all’inizio del III secolo d.C. Eloquente, a tal proposito, un denario di Caracalla riemerso a Trabitz, che consentirebbe di ricollegare gli accampamenti alla spedizione condotta nel 213 d.C. nella Rezia per fermare le incursioni degli Alemanni lungo il Limes germanico. Una campagna militare che si concluse vittoriosamente per i romani e valse a Caracalla il titolo di Alamannicus.

Monete coniate sotto gli imperatori Antonino Pio (138-161 d.C.), Marco Aurelio (161-180 d.C.) e Caracalla (211-217 d.C.) © Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt, Anika Tauschensky.

L’importanza delle scoperte, spiegano gli archeologi del Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie, è cruciale sul piano storico. I dati raccolti finora consentivano infatti di localizzare la presenza delle legioni soltanto entro l’area del Limes e nelle sue immediate vicinanze. Le nuove scoperte indicano invece che penetrarono molto più profondamente nel territorio germanico, spingendosi fino al medio bacino dell’Elba.

Carta geofisica della posizione dell’angolo del fossato nell’accampamento di Deersheim. © Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie Sachsen-Anhalt, Eastern Atlas.

Le ricerche proseguiranno nei prossimi mesi e promettono di ridefinire il ruolo della Sassonia-Anhalt come snodo strategico delle operazioni militari romane nel cuore d’Europa. E ancora una volta confermano il ruolo cruciale dell’archeologia non solo per la puntuale verifica di quanto tramandato dalle fonti, ma anche per la possibilità di andare oltre.

📘 Fonte notizia

  • 📄 Landesamt für Denkmalpflege und Archäologie – Comunicato stampa ufficiale

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