Quando la metropolitana diventa museo: Roma inaugura le “archeostazioni” di Colosseo e Porta Metronia, sulla Linea C

Redazione

Roma aggiunge un nuovo capitolo alla sua lunga storia di dialogo – spesso complesso – tra tutela archeologica e sviluppo urbano. Con l’inaugurazione delle stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nel nuovo tratto della Linea C della metropolitana, la Capitale mostra come un’infrastruttura strategica possa trasformarsi in luogo di conoscenza e valorizzazione del patrimonio.

Non semplici stazioni, ma veri e propri spazi museali integrati, nati da anni di indagini archeologiche condotte tra il 2015 e il 2020, che hanno restituito una stratigrafia continua dal VI secolo a.C. all’età imperiale.

Due stazioni tutte nuove ora in funzione

L’inaugurazione si è tenuta il 16 dicembre con il taglio del nastro  da parte del sindaco Roberto Gualtieri, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Presenti ad accogliere le istituzioni i rappresentanti delle società che compongono il general contractor, Metro C, tra cui Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild, e Vincenzo Onorato, Amministratore Delegato di Vianini Lavori, insieme agli ingegneri, Franco Cristini e Fabrizio Paolo Di Paola, rispettivamente Presidente ed Amministratore Delegato Metro C S.c.p.A.. Fra le istituzioni presenti Bruno Sed legale rappresentante Roma Metropolitane, Andrea Sciotti direttore tecnico Roma Metropolitane e RUP Linea C, Alessandro Rivera Paolo Aielli, rispettivamente Presidente e Direttore Generale Atac. Presenti infine per la Soprintendenza Speciale di Roma, la soprintendente Daniela Porro, e il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Alfonsina Russo, e il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici.

Dal “rischio archeologico” al potenziale culturale

Il progetto rappresenta uno dei casi più avanzati in Italia di archeologia preventiva applicata a grandi cantieri urbani. In un contesto di eccezionale complessità come quello romano, archeologi, restauratori, architetti e ingegneri hanno lavorato insieme per trasformare il vincolo in opportunità.

Il risultato è il passaggio da una logica difensiva – il cosiddetto rischio archeologico – a una visione proattiva, che riconosce il potenziale archeologico come risorsa per la città e per i cittadini.

Porta Metronia: una caserma romana sotto la città

Durante i lavori della stazione di Porta Metronia è emerso un complesso di eccezionale interesse: una caserma romana del II secolo d.C., completa della casa del comandante, accompagnata da circa 600 reperti archeologici.

Il complesso diventerà un museo autonomo, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con apertura prevista nella primavera prossima. Stazione e museo saranno collegati da una piazza ipogea, ma con accessi distinti: i viaggiatori potranno osservare le strutture antiche attraverso grandi vetrate, mentre il museo offrirà un percorso immersivo con realtà virtuale e ricostruzioni 3D, raccontando l’evoluzione dell’area dall’età repubblicana a oggi.

Colosseo/Fori Imperiali: duemila anni di storia in discesa

La stazione Colosseo/Fori Imperiali ospita uno dei più ambiziosi progetti di museografia sotterranea mai realizzati a Roma. Il percorso accompagna il visitatore in una vera discesa nel tempo, dalla Roma dei Re fino all’età imperiale.

Tra i rinvenimenti principali spiccano 28 pozzi di età repubblicana (V–II secolo a.C.), legati alla captazione delle acque; un balneum privato con vasca e laconicum, databile tra il II secolo a.C. e il 64 d.C. e una domus imperiale affrescata, con materiali in eccezionale stato di conservazione.

Un grande oculus vetrato, nel passaggio tra Linea B e Linea C, restituisce una visione inedita del Colosseo dal basso, ricalcando lo stesso punto di vista degli archeologi durante lo scavo.

Il pozzo come metafora del tempo

L’allestimento museografico ruota attorno a un’immagine potente: il pozzo. Come un pozzo scende in profondità alla ricerca dell’acqua, così la stazione scava nel sottosuolo per riportare alla luce il passato.

Luce e ombra, materiali preziosi, strutture reticolari e grandi teche cilindriche in vetro accompagnano il racconto delle seconde vite dei pozzi, utilizzati tra IV e I secolo a.C. come depositi rituali, legati al culto delle acque e delle divinità ctonie.

Una stazione-museo per la città del futuro

L’apertura delle stazioni-museo della Linea C dimostra come Roma possa trasformarsi senza rinnegare se stessa, integrando mobilità, tutela e divulgazione. È un modello che restituisce senso civico all’archeologia e rende il patrimonio parte dell’esperienza quotidiana di cittadini e viaggiatori.

Una metropolitana che non cancella la storia, ma la porta con sé, fermata dopo fermata.

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@zeppe mo vado a farmi un giro sulla C solo per la soddisfazione di scendere a #PortaMetronia
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Dice il sindaco che l'8 dicembre apriranno le stazioni #PortaMetronia e #Colosseo della #metroC, che finalmente quindi scambierà con la #metroB

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