[film] Un semplice incidente
Titolo: Un semplice incidente
Regia: Jafar Panahi
Sceneggiatura: Jafar Panahi
Fotografia: Amin Jafari
Montaggio: Amir Etminan
Scenografia: Leila Naghdi
Costumi: Leila Naghdi
Altro: Lingua originale: persiano; Paese di produzione: Iran, Francia, Lussemburgo; Anno 2025; Durata 102 min; Genere: drammatico; direzione del doppiaggio: Alessandro Rossi; titolo originale: یک تصادف ساده
Interpreti e personaggi:
Vahid Mobasseri: Vahid
Mariam Afshari: Shiva
Ebrahim Azizi: Eghbal
Voto: 9/10
(dati da Wikipedia e AntonioGenna per il doppiaggio.)
Io non so come faccia, ma Panahi è riuscito a trattare la persecuzione politica del suo paese, l’Iran, con estrema naturalezza e leggerezza. Di sicuro non sono i termini miglior i per descrivere il suo stile, ma cercherò di spiegarmi. (Forse non è un caso che ha vinto la Palma D’Oro al 78° Festival di Cannes.)
Un uomo con una moglie incinta e una bambina piccola è in viaggio su una strada di notte e ha un’avaria all’auto come conseguenza dell’investimento di un cane randagio. Chiede aiuto a una officina e il meccanico riconosce la voce e il passo dell’uomo: è colui che l’ha torturato nel carcere di Evin. L’uomo decide di vendicarsi. Ovviamente non vi anticipo il seguito, che non è niente affatto banale. Si tratteranno due temi: come essere sicuri che l’uomo sia il vero torturatore? È giusto vendicarsi uccidendolo?
Panahi riesce a trattare i vari sentimenti umani che il proprio torturatore suscita con molto tatto e molta maestria, rendendo evidente non solo la banalità del male, ma anche la semplicità del bene. Basta una minimo di empatia, infatti, per evitare di cadere nel baratro della cieca violenza che il regime inculca ai suoi fedelissimi. Nello stesso tempo Panahi non minimizza affatto la rabbia, umanissima, che provoca l’avere a che fare con il proprio torturatore. In tutto questo riesce anche a inserire alcune scene decisamente divertenti.
Il film scorre via veloce, nonostante le quasi due ore. E si esce forse con un briciolo di speranza in più per l’umanità.
Nel frattempo Panahi continua a essere perseguitato per i suoi film, che sono ovviamente girati senza il consenso del regime. (Anche questa è una cosa incredibile, di come riesca a girare i suoi film in Iran nonostante il regime.)
Qui Panahi intervistato da Cecilia Sala.
Buona visione!
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