[2026-03-27] Stasera Siamo Franche @ Laboratorio Giù dall'Arca https://balotta.org/event/stasera-siamo-franche #francarame #teatro
Stasera Siamo Franche

STASERA SIAMO FRANCHE VENERDÌ 27 MARZO CON PAOLA MARINO, TONIA AVELLANO, NICOLA SCAGLIOZZI CONTRABBASSO Stasera Siamo Franche è uno spettacolo teatrale nato dalla passione e dalla complicità artistica di Paola Marino e Tonia Avellano, che ne sono interpreti, registe e adattatrici. Il testo prende vita da tre monologhi di Franca Rame, portavoce instancabile delle donne, delle loro ferite, del loro coraggio, della loro ironia. In scena, le due attrici si alternano e si affiancano per dare voce a una galleria di figure femminili complesse, vere, a volte ferite e altre volte furiose, sempre capaci di rompere il silenzio. È un viaggio attraverso la parola schietta e appassionata di Rame, che ancora oggi riesce a scuotere e a commuovere. I monologhi parlano di donne, come solo Franca Rame sapeva fare: con rabbia e grazia, con politica e poesia, con un’ironia che salva e denuncia. A trasportarci in questo viaggio tra le parole di Franca, quando mai attuali, la musica del Maestro Nicola Scagliozzi e il suo contrabbasso. Recensione Stasera Siamo Franche è un atto d’amore teatrale verso Franca Rame e il suo linguaggio inconfondibile, politico e carnale. Paola Marino e Tonia Avellano affrontano i testi con grande rispetto ma senza timore, restituendo alla scena la forza originaria di parole nate per essere dette a voce alta, per essere ascoltate e, soprattutto, per essere credute. La regia essenziale mette al centro il corpo e la voce delle attrici, che si fanno veicolo potente di storie ancora drammaticamente attuali. Lo spazio scenico si trasforma in una fucina di umanità femminile: vittime, ribelli, amanti, sopravvissute. Marino e Avellano scelgono non solo di reinterpretare Rame, ma di farla risuonare nella loro presenza scenica, in una staffetta emotiva che alterna commozione e sorriso amaro. Il risultato è uno spettacolo che onora la memoria teatrale e politica di Franca Rame con uno sguardo vivo, contemporaneo e appassionato. Il tutto condito con la guida musicale del maestro Nicola Scagliozzi. Anno di produzione 2025 Atto Unico Testo liberamente tratto da MONOLOGHI DI FRANCA RAME E DARIO FO Adattamento Paola Marino e Tonia Avellano Regia Paola Marino Durata 55 minuti Interpreti Paola Marino, Tonia Avellano, Musiche Nicola Scagliozzi Costumi Piccolo Teatro dello Spazio Off Genere Brillante/Drammatico ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30 Inizio live dopo Contributo artistico libero

Balotta

"«Perché, insieme a #FrancaRame, attrice e scrittrice, nella tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere e restituisce la dignità agli oppressi», queste le motivazioni condivise dall'Accademia di Svezia per annunciare l'assegnazione, nel 1997, del Premio Nobel per la letteratura a Dario Fo.

Parole che oggi, in questo tempo buio - segnato da ingiustizie, abusi, sciagure, prevaricazioni - scuote ancora, e forse di più, facendoci sentire profondamente la mancanza di uno dei protagonisti più geniali e talentuosi del teatro e, in generale, dell'arte e della cultura italiane."

#DarioFo #24marzo

https://ilbolive.unipd.it/it/news/cultura/100-anni-nascita-dario-fo

Un giullare da premio Nobel. I cento anni dalla nascita di Dario Fo | Il Bo Live

Dario Fo nasce il 24 marzo 1926. È stato l'ultimo italiano a ricevere il Nobel per la Letteratura: nel 1997 l'Accademia di Svezia lo premia, sottolineando la sua capacità di "dileggiare il potere per restituire la dignità agli oppressi". In questi tempi, manca più che mai. Una selezione di letture, tra nuove uscite e riedizioni, per ritrovarlo

Il Bo Live

Stasera Siamo Franche

Laboratorio Giù dall'Arca, venerdì 27 marzo alle ore 19:30 CET

Stasera Siamo Franche

Venerdì 27 marzo

Con Paola Marino, Tonia Avellano, Nicola Scagliozzi contrabbasso

Stasera Siamo Franche è uno spettacolo teatrale nato dalla passione e dalla complicità artistica di Paola Marino e Tonia Avellano, che ne sono interpreti, registe e adattatrici. Il testo prende vita da tre monologhi di Franca Rame, portavoce instancabile delle donne, delle loro ferite, del loro coraggio, della loro ironia. In scena, le due attrici si alternano e si affiancano per dare voce a una galleria di figure femminili complesse, vere, a volte ferite e altre volte furiose, sempre capaci di rompere il silenzio. È un viaggio attraverso la parola schietta e appassionata di Rame, che ancora oggi riesce a scuotere e a commuovere.

I monologhi parlano di donne, come solo Franca Rame sapeva fare: con rabbia e grazia, con politica e poesia, con un’ironia che salva e denuncia. A trasportarci in questo viaggio tra le parole di Franca, quando mai attuali, la musica del Maestro Nicola Scagliozzi e il suo contrabbasso.

Recensione Stasera Siamo Franche è un atto d’amore teatrale verso Franca Rame e il suo linguaggio inconfondibile, politico e carnale. Paola Marino e Tonia Avellano affrontano i testi con grande rispetto ma senza timore, restituendo alla scena la forza originaria di parole nate per essere dette a voce alta, per essere ascoltate e, soprattutto, per essere credute. La regia essenziale mette al centro il corpo e la voce delle attrici, che si fanno veicolo potente di storie ancora drammaticamente attuali. Lo spazio scenico si trasforma in una fucina di umanità femminile: vittime, ribelli, amanti, sopravvissute. Marino e Avellano scelgono non solo di reinterpretare Rame, ma di farla risuonare nella loro presenza scenica, in una staffetta emotiva che alterna commozione e sorriso amaro. Il risultato è uno spettacolo che onora la memoria teatrale e politica di Franca Rame con uno sguardo vivo, contemporaneo e appassionato. Il tutto condito con la guida musicale del maestro Nicola Scagliozzi.

Anno di produzione 2025 Atto Unico Testo liberamente tratto da MONOLOGHI DI FRANCA RAME E DARIO FO Adattamento Paola Marino e Tonia Avellano Regia Paola Marino Durata 55 minuti Interpreti Paola Marino, Tonia Avellano, Musiche Nicola Scagliozzi Costumi Piccolo Teatro dello Spazio Off Genere Brillante/Drammatico

ingresso con tessera ARCI - ARCIGAY E UISP

Apertura tesseramento e convivialità ore 19,30

Inizio live dopo

Contributo artistico libero

https://balotta.org/event/stasera-siamo-franche

Fascisti carabinieri servizi segreti: tutti insieme per punire l'intelligenza critica, l'impegno civile e morale di una Donna. Punire nell'unica cosa che conoscono e cui danno importanza nelle donne: i loro corpi. Altro non possono. Non possono infierire su intelligenza morale ed etica: non ne sono in grado, deficitano di tutti gli strumenti utili per farlo.
#francarame #neofascisti #9marzo1973

@politica
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SEGUE

https://poliversity.it/@emama/116200236305505812

emama (@[email protected])

#AlfredoFacchini LO STUPRO DI FRANCA 9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata. Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione. Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone. Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco. Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo. Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio. Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo. Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli. Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!». Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto? Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente. Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”. <<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa. Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>. Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013. Alfredo Facchini #francarame #stupro #connivenzefascisticarabinieriservizisegreti #9marzo1973

Poliversity

#AlfredoFacchini

LO STUPRO DI FRANCA

9 marzo 1973. Milano. Nel capoluogo lombardo si consuma una delle pagine più schifose: Franca Rame viene rapita e stuprata.

Attrice militante, femminista, sempre in prima linea insieme al marito, Dario Fo, per i fascisti Franca è una donna troppo scomoda: merita una punizione.

Via Nirone. 18.30. Franca Rame sta passeggiando per il centro quando viene aggredita da cinque infami con il volto coperto da passamontagna e costretta, con una pistola puntata alla schiena, a salire su un furgone.

Viene picchiata, seviziata e violentata per diverse ore da almeno tre uomini, mentre un quarto la tiene ferma, e un quinto guida il furgone. Alla fine viene “scaricata” nei pressi del Castello Sforzesco.

Per anni le indagini contro ignoti ristagnano nelle sabbie mobili. Vengono chiuse, poi riaperte, poi di nuovo chiuse. Fino al 1987, quando nel corso del processo per la Strage di Bologna, Angelo Izzo - uno degli autori del Massacro del Circeo - dichiara di aver saputo da alcuni camerati di cella - Edgardo Bonazzi e Pierluigi Concutelli - che lo stupro ai danni di Franca Rame è stata opera di cinque neofascisti milanesi. Ma c’è di più: la spedizione punitiva è stata ordinata dai Carabinieri della Divisione Pastrengo.

Le sue dichiarazioni, non vengono prese troppo sul serio, ma aprono uno squarcio nell'istruttoria. I sospetti riprendono vigore quando viene ritrovato un appunto dell'ex dirigente dei Servizi Segreti, Gianadelio Maletti, che racconta di uno scontro tra il Comandante della Pastrengo, Giovanni Battista Palumbo, e il suo superiore, futuro capo dei Servizi Segreti, Vito Miceli. I due si sarebbero rinfacciati, l'azione contro Franca Rame. Emergono anche alcuni nomi degli esecutori dello stupro: Angelo Angeli, e poi un certo Muller e un certo Patrizio.

Effettivamente a Milano gira negli ambienti neofascisti un Robert Muller, mercenario, prima nel Congo belga, poi, nello Yemen, ma nessuno si prende la briga di ascoltarlo.

Il giudice Guido Salvini che indaga sull’eversione nera, durante un interrogatorio apprende da Biagio Pitarresi, esponente di spicco della destra milanese, che l’azione in un primo momento fu proposta a lui, da un ufficiale dell’Arma, ma che egli si era rifiutato ed era quindi subentrato Angelo Angeli.

Questa ricostruzione sulle responsabilità dei carabinieri fu confermata dal generale Bozzo, all’epoca dei fatti tenente di stanza alla caserma Lamarmora, che testimoniò il fatto che in caserma si era brindato e che il generale Palumbo, il comandante dell’Italia del Nord dei carabinieri, parlando in ufficio con il suo segretario personale, all’arrivo della notizia, esclamò «Finalmente!».

Chi è Giovanbattista Palumbo? Un ex repubblichino, piduista e sodale del colonnello Dino Mingarelli, uno degli estensori nell’estate del 1964 del fallito golpe ispirato dal generale De Lorenzo, il cosiddetto “Piano Solo”. Il peggio del peggio. Il reato intanto finisce in prescrizione. Di quei cinque fascisti nessuna traccia. Angelo Angeli che fine ha fatto?

Dario Fo scrive al Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Non riceverà mai alcuna risposta. Il Quirinale attribuì questa responsabilità alle poste italiane: la lettera si era sicuramente smarrita in qualche ufficio postale. Un paese indecente.

Nel 1975 Franca racconterà l’allucinante vicenda che l’ha vista protagonista nel monologo “Lo stupro”.

<<Tengo con la mano destra la giacca chiusa sui seni scoperti - diceva Franca Rame - È quasi scuro. Dove sono? Al parco. Mi sento male… nel senso che mi sento svenire… non solo per il dolore fisico in tutto il corpo, ma per lo schifo… per l’umiliazione… per le mille sputate che ho ricevuto nel cervello… per lo sperma che mi sento uscire. Appoggio la testa a un albero… mi fanno male anche i capelli… me li tiravano per tenermi ferma la testa.

Mi passo la mano sulla faccia… è sporca di sangue. Alzo il collo della giacca. Cammino… cammino non so per quanto tempo. Senza accorgermi, mi trovo davanti alla Questura. Appoggiata al muro del palazzo di fronte, la sto a guardare per un bel pezzo. Penso a quello che dovrei affrontare se entrassi ora… Sento le loro domande. Vedo le loro facce… i loro mezzi sorrisi… Penso e ci ripenso… Poi mi decido… Torno a casa… torno a casa… Li denuncerò domani>>.

Franca ci ha lasciati, dopo una lunga malattia, il 29 maggio 2013.

Alfredo Facchini

#francarame #stupro
#connivenzefascisticarabinieriservizisegreti
#9marzo1973

C'est vendredi (27/02/26) à Loriol 😉

#theatre #musique #guitare #livelooping
#francarame #Loriol

FRANCA RAME TRIBUTE

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Dario Fo "rastrellatore di Salò": quando la storia è più forte dell'umorismo - Boomerissimo

L'umorismo contro la verità storica: il processo che rivelò il passato repubblichino di Dario Fo e la lezione di Robin Williams

Boomerissimo
Hätkähdin tänään. Kuuntelin Eila Roineen elämäkertaa ja ensimmäisen kerran päin naamaa lätkäistiin fakta, että #FrancaRame oli joukkoraiskattu. En ollut tiennyt. #DarioFo oli hänen kumppaninsa, palkittu näytelmäkirjailija. #naisviha #Italia #väkivalta #kirjamastodon