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Il Fatto Quotidiano: Firenze, due giovani accoltellano e colpiscono con una catena un uomo davanti al figlio di 10 anni

Un uomo di 45 anni è stato aggredito a Firenze da tre ragazzi davanti al figlio di 10 anni. I tre, identificati come giovani nordafricani tra i 17 e i 18 anni, lo hanno accoltellato e colpito con una catena poco dopo le 15 in piazza dei Tigli, nel rione dell’Isolotto. Il padre è stato trasportato in pronto soccorso mentre la polizia sta cercando gli aggressori che sono stati ripresi in un video circolato sui social.
L’uomo secondo le prime ricostruzioni era in macchina con il figlio quando la baby gang avrebbe attraversato la strada di corsa all’improvviso. A quel punto è nato un diverbio da cui è scaturita l’aggressione. “Ero al telefono, sento urlare, mi affaccio e vedo un gruppo che si affronta con una mazza e una catena“, ha raccontato un testimone a La Nazione. “Hanno lasciato lì quest’uomo ferito, che perdeva molto sangue dalla testa e aveva ferite alle braccia, dove era stato pugnalato”.
Secondo le persone presenti sul luogo, si tratta della stessa baby gang che poco prima aveva cercato di rapinare una giovane coppia di 15 e 16 anni. “Mi chiedono se avevo due euro per le sigarette – racconta una delle due vittime –. Rispondo che non ho soldi, mi chiedono di far vedere il portafoglio, ma avevo solo quello della mia ragazza. Mi dicono di aprirlo e nello scomparto delle monete c’erano sei euro. Me li prendono e mi dicono: “levati”, poi sono saliti sulla tramvia in direzione opposta”. La giovane ha riconosciuto uno dei tre ragazzi nel video dell’aggressione all’uomo con suo figlio.
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Florence, two young people stab and strike a man with a chain in front of a 10-year-old boy.

A 45-year-old man was attacked in Florence by three teenagers in front of his 10-year-old son. The three, identified as young North Africans between 17 and 18 years old, stabbed and struck him with a chain shortly after 3:00 PM in Piazza dei Tigli, in the Isolotto district. The father was taken to the emergency room while police are searching for the attackers, who were captured on video circulating on social media.

According to initial reconstructions, the man was in a car with his son when the group of young people suddenly ran across the street. A dispute arose from that point, leading to the attack. “I was on the phone, I heard shouting, I looked out and saw a group confronting each other with a club and a chain,” a witness told La Nazione. “They left this man injured, who was losing a lot of blood from his head and had wounds on his arms, where he had been stabbed.”

According to those present at the scene, it is the same group of young people who had earlier attempted to rob a young couple of 15 and 16 years old. “They asked me if I had two euros for cigarettes – one of the victims recounts –. I told them I didn’t have any money, they asked to see my wallet, but I only had my girlfriend’s. They told me to open it and there were six euros in the coin compartment. They took them and said, “Get lost,” then they got on the tram in the opposite direction.” The young woman recognized one of the three boys in the attack video with her son.

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/10/baby-gang-firenze-accoltellamento-isolotto-notizie/8351458/

Firenze, due giovani accoltellano e colpiscono con una catena un uomo davanti al figlio di 10 anni

I tre sono stati identificati come giovani nordafricani tra i 17 e i 18 anni. L'uomo è stato trasportato in pronto soccorso e la polizia sta cercando gli aggressori ripresi in un video. Poco prima avevano rapinato una giovane coppia

Il Fatto Quotidiano

Questo fine settimana dal 10 al 12 aprile Festival della letteratura working class alla #GKN a Campi Bisenzio - #firenze

https://insorgiamo.org/festival-di-letteratura-working-class-2026/

tellurica
firenze 10-11-12 aprile @ csoa next emerson

"L’obiettivo di questa tre giorni è concentrare le energie sulle lotte ambientali, territoriali e sulla gestione delle crisi dal basso. Non ci interessa l’autocelebrazione, né il solo racconto di ciò che già facciamo: vogliamo costruire strumenti operativi e iniziative condivise, favorendo forme di supporto e mutuo soccorso a livello nazionale."

https://tellurica.accrocchio.org/cose/

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cos’è – Tellurica

𝗡é 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗶𝗮𝗻𝗼❟ 𝗻é 𝘁𝘂𝗿𝗰𝗼❟ 𝗻é 𝗲𝘂𝗿𝗼𝗽𝗲𝗼: 𝗹'𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗲𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗣𝗶𝘁𝘁𝗶 è 𝗰𝗶𝗻𝗲𝘀𝗲

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➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: https://wp.me/p7tSpZ-cQA

https://storiearcheostorie.com/2026/04/07/tappeto-cinese-palazzo-pitti/?utm_source=mastodon&utm_medium=jetpack_social

Né persiano, né turco, né europeo: l’origine del tappeto di Palazzo Pitti è cinese

S&A

Per secoli è stato catalogato come persiano, turco o, più recentemente, europeo: ora un nuovo studio guidato da una ricercatrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia ha rivelato che il grande tappeto ricamato, oggi nei depositi di Palazzo Pitti, è in realtà una manifattura cinese del XVII secolo. La ricerca, basata sulla disamina del manufatto, indagini diagnostiche e d’archivio, rimette in discussione l’origine di altri esemplari analoghi conservati al Museo del Palazzo Topkapı di Istanbul e al Museo del Louvre di Parigi. L’articolo scientifico, firmato dalla storica dell’arte Ilenia Pittui, è stato pubblicato sulla rivista Kervan – International Journal of Afro-Asiatic Studies, diretta da Mauro Tosco (Università di Torino).

Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

L’enigma del tappeto da tavola

Il protagonista di questa storia è un grande tappeto “da tavola”, lungo oltre quattro metri e largo due, composto da quattro pezze di velluto rosso tagliato unito in seta, cucite insieme a formare il supporto per il ricamo fitomorfo, eseguito con fili d’oro e di seta policroma. Ascrivibile al XVII secolo, il manufatto è stato a lungo considerato un prezioso “tappeto orientale” di produzione persiana e/o turca, fino a quando alcune ricerche più recenti non hanno suggerito una possibile origine europea. Lo studio dimostra, invece, che si tratta di un ricamo Macao che emula, nell’iconografia, coevi tappeti provenienti dall’Iran e, tracciando una fitta rete di scambi tra Asia e Mediterraneo, ne circoscrive l’ingresso nelle collezioni fiorentine alla prima metà del Settecento.

Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

L’indagine ha avuto inizio nel marzo 2023, nello studio fiorentino dell’architetto, antiquario e noto esperto di tappeti Alberto Boralevi, quando alla ricercatrice è stato segnalato l’esemplare di Palazzo Pitti come un tappeto discusso meritevole di attenzione. A seguito di valutazioni preliminari, il progetto ha preso forma nonostante le difficoltà logistiche ed economiche. «Fin dall’inizio era chiaro che ci trovavamo di fronte a un’opera straordinaria, che meritava di essere studiata, valorizzata e restituita alla pubblica fruizione», racconta Ilenia Pittui. «La sfida era capirne l’origine e continuare a ricostruirne la storia, anche collezionistica».

Caratteri cinesi dorati

Un passo decisivo è arrivato con il primo sopralluogo, il 13 maggio 2024, in occasione del quale la ricercatrice ha interagito con un team di specialiste e specialisti composto da Alberto Boralevi, Giovanni CuratolaMarina Carmignani e dalle restauratrici tessili Carla Molin Pradel Jasmine Sartor. Sulla base di nuove evidenze documentarie, è stata, poi, richiesta e ottenuta l’autorizzazione delle Gallerie degli Uffizi alla rimozione della fodera applicata durante un intervento di restauro eseguito da Alfredo Clignon e Marietta Vermigli nel 1977. L’operazione ha permesso di portare alla luce, sul retro dell’opera e in prossimità delle cimose, una serie di caratteri dorati dipinti, attualmente ancora in fase di studio. Il sistema di scrittura dei caratteri leggibili è ritenuto essere cinese.

Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

«Lo studio riconferma certamente anche la grande rilevanza di una figura come quella di Alfredo Clignon nella storia del restauro dei tessili, sottolineando la necessità e l’importanza di una sinergia tra storici dell’arte e restauratori», prosegue Pittui. «Se, infatti, Clignon non avesse notato e riferito, nella sua dettagliatissima e meticolosa relazione, di questi caratteri “in lingua orientale”, “in cinese”, dipinti sul “vivagno del velluto”, l’informazione sarebbe andata perduta forse per sempre. Mi sembra, allora, opportuno porre l’accento sull’importanza della relazione di restauro come documento che preserva e tramanda una memoria storica».

Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

La diagnostica svela il mistero

La metodologia impiegata si è avvalsa anche di analisi diagnostiche sui materiali, condotte da Silvia Bruni e Margherita Longoni del Dipartimento di Chimica dell’Università Statale di Milano. Lo studio delle fibre tessili, dei coloranti e del filato d’oro cartaceo ha confermato la coerenza del manufatto con le tecniche di produzione dell’area cinese, supportando e rafforzando l’ipotesi che potesse trattarsi di un ricamo Macao. Le movimentazioni del tappeto e le operazioni logistiche più delicate sono state affidate a Opera Laboratori Fiorentini, sotto il coordinamento della funzionaria storica dell’arte Alessandra Griffo, con il supporto della registrar Cinzia Nenci e del personale di Palazzo Pitti, su autorizzazione del Direttore Simone Verde.

Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

La ricerca non si fermerà a Palazzo Pitti. Si conoscono, infatti, due tappeti strettamente comparabili: un esemplare di dimensioni analoghe conservato al Museo del Palazzo Topkapı di Istanbul, ad oggi considerato ottomano, e un altro tappeto delle collezioni del Musée des Arts Décoratifs, oggi al Louvre, considerato indiano o persiano. Mettere in relazione questi tre manufatti è il passo successivo per capire se condividano lo stesso centro di produzione, se possano essere ricondotti a un unico laboratorio, se clientela e usi a cui queste opere erano destinate possano essere meglio conosciuti e indagati.

Tre tappeti da riunire e studiare

«L’obiettivo ora è pensare e pianificare un’operazione internazionale di valorizzazione delle opere nei depositi e riunire questi tre tappeti esponendoli insieme, così da poterli studiare e apprezzare uno accanto all’altro», osserva Pittui.

La pubblicazione su Kervan consolida ora il quadro delle evidenze e apre il confronto alla comunità scientifica internazionale, in vista anche della prossima International Conference on Oriental Carpets (ICOC), uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati ai tappeti orientali, prevista in Italia nel 2027.

Ilenia Pittui

La vicenda del tappeto di Palazzo Pitti è anche la storia di una giovane ricercatrice che si muove tra archivi, depositi museali e laboratori scientifici. Storica dell’arte e ricercatrice al Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea di Ca’ Foscari, Ilenia Pittui ha ricevuto nel 2024 il Seal of Excellence delle azioni Marie Skłodowska-Curie della Commissione Europea ed è risultata vincitrice del bando del Ministero dell’università e della Ricerca “Young Researchers 2024”, con un progetto supervisionato da Simone Cristoforetti, professore di Storia dei paesi islamici. Nel 2025, Pittui ha vinto la Laura Bassi Scholarship come giovane ricercatrice. Nel 2026, ha ottenuto, inoltre, una Marie Skłodowska-Curie Global Postdoctoral Fellowship, tra le diciannove che hanno scelto Ca’ Foscari come istituzione ospitante. Riconoscimenti che testimoniano la qualità di una ricerca capace di unire istituzioni culturali diverse e competenze interdisciplinari in grado di riscrivere la biografia delle opere entro una prospettiva globale.

Tutte le foto: Tappeto ricamato, inv. n. MPP 10562, XVII sec., Firenze, Palazzo Pitti © Gabinetto Fotografico delle Gallerie degli Uffizi. Immagini riprodotte su concessione del Ministero della Cultura – Gallerie degli Uffizi. Sono vietate ulteriori riproduzioni o duplicazioni con qualsiasi mezzo

📘 Fonte scientifica (primaria)

  • 📄 Ilenia Pittui, Persian, Turkish, or European? An investigation into a table carpet at the Pitti Palace and its place in history
  • 🏛️ Ca’ Foscari University of Venice
  • 📚 Kervan – International Journal of Afro-Asiatic Studies (peer-reviewed) 29, 1 (2025)
  • 🔗 https://doi.org/10.13135/1825-263X/13115

📘 Notizia verificata

  • 📄 Fonte: Ca’ Foscari ✅
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Il Fatto Quotidiano: Firenze, la protesta dei lavoratori dei musei davanti alla Venere di Botticelli: “Senza salario dopo anni di precariato”

“Abbiamo portato la protesta davanti alla Venere di Botticelli” dentro la Galleria degli Uffizi, “per pretendere risposte urgenti per coloro che dopo anni di precarietà di ritrovano senza lavoro e salario. C’è bisogno urgentemente di stabilizzare i precari storici” dei musei fiorentini “e non di assumere nuovo personale con contratti a chiamata ancora più precari”. Così i manifestanti per la mobilitazione promossa da Sudd Cobas che sta andando avanti da giorni e proseguirà anche domani nel piazzale degli Uffizi mentre il 9 aprile in piazza Duomo sotto il palazzo della Regione Toscana, dove si terrà l’incontro con l’unità di crisi. Agli Uffizi i manifestanti hanno anche esposto uno striscione davanti alla Venere con scritto: ‘Basta vite precarie“. “Intanto – questo l’annuncio – ci prepariamo a raggiungere con una protesta il ministero della Cultura a Roma il prossimo 13 aprile. È l’ora di finirla con la precarietà e con il sistema malato degli appalti”.
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Florence, the protest of museum workers in front of Botticelli’s Venus: “Without pay after years of precariousness”

We brought the protest in front of Botticelli’s Venus inside the Uffizi Gallery, “to demand urgent answers for those who, after years of precariousness, find themselves without a job and salary. There is an urgent need to stabilize the historic temporary workers of the Florentine museums “and not to hire new staff with temporary contracts even more precarious.” Thus, the protesters for the mobilization promoted by Sudd Cobas, which has been going on for days and will continue tomorrow on the Uffizi square, while on April 9th in Piazza Duomo under the headquarters of the Tuscany Region, where the meeting with the crisis unit will be held. At the Uffizi, the protesters also displayed a banner in front of the Venus with the words: ‘Enough precarious lives.’ “Meanwhile – this is the announcement – we are preparing to reach the Ministry of Culture in Rome with a protest next April 13th. It’s time to end with precariousness and with the sick system of public tenders.”

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/06/protesta-precari-musei-uffizi-venere-botticelli-notizie/8346961/

Firenze, la protesta dei lavoratori dei musei davanti alla Venere di Botticelli: “Senza salario dopo…

Esposto striscione nella Galleria degli Uffizi, annunciate nuove iniziative a Firenze e al Ministero a Roma

Il Fatto Quotidiano