Il Msi elesse un consigliere a Bolzano

Il 18 aprile 1948 si tennero le elezioni politiche che per il Msi rappresentarono l’«esame definitivo» <147. Alla Camera si presentarono le liste in 29 circoscrizioni su 31. Inoltre, c’era la Lista Nazionale, che indicava i voti ottenuti dal partito in tutta Italia ma che non servirono per eleggere candidati nei collegi. Infine, al Senato furono presentati candidati solo in circa 30 collegi del Centro-Sud. Nella Lista Nazionale erano presenti i nomi di alcuni dirigenti missini, come Almirante, Michelini, Massi e Roberti <148. La Dc ottenne il 48,51% dei voti, mentre il Fronte popolare (socialisti e comunisti) il 31%. Il Msi, invece, registrò 526.882 voti alla Camera, ovvero il 2% e riuscì ad eleggere sei deputati. Quindi, il Msi entrò in Parlamento e si immise nella vita politica italiana <149.
Due mesi dopo, tra il 27 e il 29 giugno 1948, a Napoli si svolse il I Congresso del Msi <150. Quella fu la prima occasione in cui le diverse correnti si confrontarono. Il dibattito si svolse su tre temi principali: la «Politica sociale ed economica», la «Politica interna e costituzionale» e la «Politica estera» <151. Inoltre, si polemizzò contro l’istituto delle Regioni, previsto dalla Costituzione, e contro lo «strapotere dei partiti» <152. Infine, per quanto riguarda la politica estera, si chiese una revisione del Trattato di Pace e, dal punto di vista economico, si sostenne una sintesi tra il corporativismo del fascismo-regime e la socializzazione del fascismo repubblicano.
Durante il Congresso emerse e mantenne il controllo del partito la corrente di sinistra, i cui maggiori esponenti erano Ernesto Massi, Giorgio Bacchi, Gianluca Gatti e Giorgio Almirante <153. Un’altra figura di spicco fu quella di Augusto De Marsanich, considerato un mediatore tra le varie componenti, il quale sintetizzò la posizione del Movimento nei confronti del fascismo nella frase «Non rinnegare e non restaurare» <154. Infine, la decisione più importante fu riconfermare Almirante alla Segreteria, al quale furono affiancati come vicesegretari Michelini, Roberti e Massi <155.
Il 28 novembre 1948 ci fu un altro appuntamento elettorale, ovvero le prime elezioni regionali in Trentino-Alto Adige. Il Msi ottenne l’1,3% dei voti e elesse un consigliere a Bolzano <156.
L’anno dopo, l’8 maggio, ci furono le elezioni per il primo consiglio regionale della Sardegna, dove il Movimento ottenne il 6,1% dei voti ed elesse tre consiglieri a Cagliari, Nuoro e Sassari <157.
Quindi, già dal I Congresso emersero due diverse anime del partito, una di sinistra e una più moderata. La prima, capeggiata da Almirante, insisteva su temi sociali, come la socializzazione dei mezzi di produzione, sulla memoria della Repubblica di Salò, sulla polemica contro le potenze vincitrici della Seconda guerra mondiale e contro i partiti moderati e, infine, sulla volontà di attribuire alla nazione un ruolo internazionale <158.
Obiettivo della sinistra era quindi conservare la purezza rivoluzionaria e ideologica e aspettare che i partiti del Cln entrassero in crisi per poi imporsi nella vita politica dell’Italia.
L’altra corrente, invece, quella moderata, comprese che il fascismo era un evento storico da ricordare, ma non da riproporre <159. Tra gli esponenti figuravano Michelini, Romualdi, Roberti e De Marsanich, i quali si rivolgevano all’elettorato conservatore, cattolico e anticomunista e sostenevano la tesi secondo cui il Msi dovesse abbandonare l’isolamento e allearsi con le altre forze anticomuniste e antisocialiste.
Tra il 28 giugno e il 1° luglio 1949, a Roma, si svolse il II Congresso del Msi, in cui si delinearono le posizioni in politica estera e sociale <160. Un argomento centrale fu il Patto Atlantico <161. Vi era una profonda divergenza tra chi voleva aderire e chi invece preferiva che l’Italia rimanesse neutrale. Concetto Pettinato, un esponente della corrente di sinistra, riteneva che l’adesione fosse «un atto di servizio nei confronti dei nemici» <162.
La segreteria del Msi riprese l’ordine del giorno presentato dai parlamentari missini alla Camera il 14 marzo 1949 e continuò a sostenere la necessità di rivedere il Trattato di pace. Il Segretario Almirante aprì il Congresso con un appello alla pacificazione degli italiani e dichiarò doveroso rivedere la Costituzione, in quanto frutto del compromesso dei partiti del Cln. Infine, decise di lasciare nelle mani del gruppo parlamentare missino la decisione dell’atteggiamento che il Movimento avrebbe dovuto assumere nei confronti del Patto Atlantico <163. Inoltre, la sinistra desiderava che il partito assumesse una direzione più sociale. Ad esempio, realizzare la socializzazione per gradi, attraverso consigli di gestione e partecipazione agli utili. Il II Congresso si conclude quindi con l’affermazione del principio anti-regionalista e della necessità di revisionare la Costituzione.
Pochi giorni dopo, il 10 luglio, Almirante fu riconfermato Segretario e Roberti, Michelini e Massi vicesegretari. Nonostante ciò, la posizione del Segretario apparì indebolita. Infatti, si doveva affrontare la questione della sinistra più intransigente, ancora legata al mito della Repubblica di Salò e sostenitrice della «terza via» <164 tra Russia e America (quindi contraria al Patto Atlantico). Tuttavia, anche i moderati, guidati da Michelini, Roberti e De Marzio, aprono una polemica contro Almirante, criticando la sua politica di isolamento e di intolleranza nei confronti del vecchio fascismo <165.
Per rinsaldare la propria posizione, Almirante convocò a Lucca, dal 3 al 5 dicembre 1949, il Comitato centrale e il Consiglio nazionale, un organo consultivo che riunì per la prima volta tutti i segretari provinciali. In quella occasione venne redatto un documento, considerato un vero e proprio «ponte» <166 verso la sinistra finalizzato a compattare di nuovo il movimento intono alla figura del segretario. A questo stesso scopo avrebbero dovuto mirare i comizi che, soprattutto in Emilia, Almirante avrebbe organizzato, tuttavia senza il successo sperato. Non a caso, il 15 gennaio 1950 il segretario rassegnava le dimissioni durante la riunione del Comitato centrale, in cui venne approvato l’ordine del giorno di Massimo Aureli, con il quale si chiedeva la nomina di una nuova direzione nazionale. Il giorno seguente, il moderato Augusto De Marsanich veniva scelto come successore alla guida del movimento, affiancato da Massi alla vicesegreteria e da Michelini alla segreteria amministrativa <167.
[NOTE]
147 Baldoni, A., Destra senza veli 1946-2018, cit., p. 37.
148 Ivi, p. 39.
149 Ibidem.
150 dellaRepubblica, I Congresso – Napoli, 27-29 giugno 1948, http://www.dellarepubblica.it/congressi-msi/i-congresso-napoli-27-29-giugno-1948.
151 Ibidem.
152 Ibidem.
153 Ibidem.
154 Baldoni, A., Destra senza veli 1946-2018, cit., p. 42.
155 Ignazi, P., Postfascisti? Dal Movimento sociale italiano ad Alleanza nazionale, cit., p. 17.
156 Baldoni, A., Destra senza veli 1946-2018, cit., p. 43.
157 Ibidem.
158 Ivi, p. 45.
159 Ivi, p. 46.
160 Ibidem.
161 Ivi, p. 47.
162 Ibidem.
163 Ivi, p. 48.
164 Ibidem.
165 Ivi, p. 49.
166 Ibidem.
Elisa Tanchi, L’evoluzione dei partiti di matrice fascista e neofascista: PNF, MSI, CPI, Tesi di Laurea, Università Luiss “Guido Carli”, Anno Accademico 2021-2022

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