Il Tempo: Vino, Coldiretti: le catene della burocrazia e i dazi pesano per 1,6 mld, liberare il settore
Verona, 12 apr. (Adnkronos) - Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle etichette allarmistiche farebbe recuperare 1,6 miliardi di euro alle aziende vitivinicole italiane, liberando risorse per continuare a investire sulla qualità, sull'innovazione, sull'enoturismo e sulla promozione nei mercati internazionali. E' quanto emerge dall'analisi della Coldiretti diffusa in occasione dell'inaugurazione del Vinitaly. Simbolo della 58a edizione del salone del vino è infatti una grande bottiglia di vino avvolta da catene spezzate che campeggia all'ingresso di Casa Coldiretti e rappresenta la condizione attuale del settore vitivinicolo italiano. "Liberare il vino dalle catene della burocrazia, dei dazi e delle distorsioni che oggi penalizzano il settore non è uno slogan ma una necessità economica concreta. Parliamo di 1,6 miliardi di euro che possono tornare direttamente nelle tasche delle imprese vitivinicole italiane. Per questo oggi più che mai serve fare sindacato per una filiera centrale del Made in Italy" sottolinea il segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo.
“Il vino italiano con un valore complessivo di 14 miliardi di euro resta una delle principali bandiere anche del nostro export agroalimentare, avendo sfiorato nel 2025 gli 8 miliardi di euro, nonostante la difficile situazione internazionale. Le grandi incertezze generate dai dazi di Trump hanno complicato il mercato negli Stati Uniti che sono il primo sbocco di riferimento". Ad affermarlo è il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. "È un mercato che non si può perdere e proprio per questo come Coldiretti saremo a New York a giugno per la promozione anche del vino. Oggi il settore sta affrontando una fase di forte pressione, - osserva il presidente - ma emergono anche segnali di recupero e, soprattutto, un potenziale enorme su cui costruire la ripartenza. La strada è chiara: innovazione, qualità e capacità di crescere aumentando il valore medio del vino italiano, salito del 39% nell'ultimo decennio, puntando su identità e distintività. Con il piano straordinario di promozione e il lavoro delle imprese, il vino italiano ha tutte le carte per recuperare terreno e continuare ad essere protagonista sui mercati globali” conclude Prandini.
Come, Coldiretti: the bureaucratic chains and tariffs weigh 1.6 billion, liberate the sector.
Verona, April 12 (Adnkronos) - Releasing wine from the chains of bureaucracy, tariffs, and alarmist labels would recover 1.6 billion euros for Italian wine companies, freeing up resources to continue investing in quality, innovation, enotourism, and promotion in international markets. This emerges from a Coldiretti analysis released during the inauguration of Vinitaly. The symbol of the 58th edition of the wine trade fair is a large bottle of wine wrapped in broken chains that appears at the entrance to Casa Coldiretti and represents the current state of the Italian wine sector. “Releasing wine from the chains of bureaucracy, tariffs, and distortions that currently penalize the sector is not a slogan but a concrete economic necessity. We are talking about 1.6 billion euros that can directly return to the pockets of Italian wine companies. Therefore, more than ever, we need to form a union for a central Made in Italy supply chain,” says Coldiretti General Secretary Vincenzo Gesmundo.
“Italian wine, with a total value of 14 billion euros, remains one of the main flags of our agro-food export, having reached nearly 8 billion euros by 2025 despite the difficult international situation. The great uncertainties generated by Trump’s tariffs have complicated the market in the United States, which is the primary export destination.” This is stated by Coldiretti President Ettore Prandini. “It is a market that cannot be lost and precisely for this reason, as Coldiretti, we will be in New York in June to promote wine. Today the sector is facing a phase of strong pressure, - observes the president - but there are also signs of recovery and, above all, enormous potential on which to build the restart. The road is clear: innovation, quality and the ability to grow by increasing the average value of Italian wine, which has risen by 39% in the last decade, focusing on identity and distinctiveness. With the extraordinary promotion plan and the work of companies, Italian wine has all the cards to regain ground and continue to be a protagonist on global markets” concludes Prandini.
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