Scoperta una villa romana imperiale a Castel di Guido: mosaici, affreschi e una statua emergono dopo uno scavo abusivo | LE FOTO
Una grande villa romana di età imperiale, con ambienti decorati, mosaici raffinati e una statua marmorea di pregio, è stata scoperta nella tenuta agricola di Castel di Guido, alle porte di Roma. Il rinvenimento è avvenuto grazie al rapido intervento della Soprintendenza Speciale di Roma, attivata dopo la segnalazione di uno scavo abusivo individuato nel febbraio scorso in un’area di proprietà della Regione Lazio.
La vicenda ha preso avvio il 16 febbraio scorso, quando la Polizia della Città Metropolitana di Roma Capitale ha denunciato la presenza di attività non autorizzate. Nel giro di pochi giorni sono stati coinvolti il Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e i funzionari del Ministero della Cultura, che hanno avviato le operazioni di messa in sicurezza e tutela del sito.
Veduta da drone della villa (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)Secondo quanto emerso, i tombaroli avevano già intercettato una struttura archeologica di notevole importanza, provocando danni con mezzi meccanici pesanti e lasciando sul posto grandi accumuli di terreno. L’intervento d’urgenza ha consentito non solo di salvaguardare quanto rimasto, ma anche di avviare una vera e propria indagine archeologica.
Gli ambienti visti da drone (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)L’atrio monumentale e i mosaici perfettamente conservati
Le indagini, dirette dall’archeologa Alessia Contino, hanno riportato alla luce l’atrio principale della residenza, caratterizzato da un elegante impluvium centrale destinato alla raccolta dell’acqua piovana.
Attorno a questo ambiente si sviluppavano diverse stanze, almeno tre delle quali conservano ancora ampie porzioni dei pavimenti originali. I mosaici presentano motivi geometrici particolarmente raffinati: riquadri decorati in bianco e nero, sequenze di ottagoni, rettangoli dai profili concavi e convessi e cornici intrecciate che testimoniano l’elevata qualità artistica dell’intero complesso.
Nelle foto, i mosaici prima del restauro (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)Sono stati recuperati anche numerosi frammenti di affreschi policromi, alcuni dei quali suggeriscono la presenza di pareti decorate con pannelli gialli, rossi e forse azzurri, arricchiti da elementi vegetali e figure umane.
Le murature, conservate in alcuni punti fino a un’altezza di circa un metro e mezzo, suggeriscono che si tratti di una residenza prestigiosa, probabilmente appartenuta a membri dell’aristocrazia romana.
Una statua misteriosa emerge dall’impluvium
Tra i ritrovamenti più significativi figura una statua marmorea frammentaria alta circa 80 centimetri, rinvenuta all’interno della vasca dell’impluvium.
L’impluvium (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)L’opera raffigura un uomo barbuto con una corta tunica e una cinghia sulla spalla. Il personaggio sembra trasportare una gerla contenente frutti e volatili, mentre nella mano destra potrebbe aver sostenuto un piccolo animale.
La statua barbuta, forse raffigurante Silvano (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)Gli studiosi stanno ancora analizzando il reperto, ma tra le ipotesi più accreditate vi è quella che possa rappresentare Silvano, antica divinità romana legata ai boschi, ai campi e alla fertilità. Non si escludono tuttavia altre interpretazioni, come quella di un sileno del corteo dionisiaco o di una figura pastorale associata al mondo rurale.
Un possibile legame con gli imperatori antonini
La villa sorge in un territorio di straordinaria importanza storica: l’area dell’antica Lorium, stazione lungo la via Aurelia e sede di proprietà imperiali frequentate da Antonino Pio, che qui trascorse parte della sua vita e dove, secondo le fonti, morì nel 161 d.C.
Anche l’imperatore Marco Aurelio frequentò questi luoghi, rendendo plausibile il collegamento della nuova scoperta con il vasto sistema di residenze aristocratiche e imperiali distribuite nel suburbio occidentale di Roma.
La ricchezza delle decorazioni e la qualità dei materiali suggeriscono che i proprietari appartenessero a un’élite particolarmente influente, forse direttamente collegata all’amministrazione delle proprietà imperiali.
Una parte della villa destinata alle attività produttive
Oltre agli ambienti di rappresentanza, gli archeologi hanno individuato una vasca rivestita in cocciopesto e alcuni spazi che potrebbero essere stati destinati a funzioni agricole o produttive.
La statua barbuta (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)Questa combinazione tra settore residenziale e aree di lavoro era tipica delle grandi ville romane, che rappresentavano non solo luoghi di prestigio e svago, ma anche centri economici dedicati alla gestione delle attività rurali.
Lo studio dei reperti ceramici e dei materiali recuperati permetterà nei prossimi mesi di definire con maggiore precisione la cronologia dell’edificio e le sue diverse fasi di utilizzo e abbandono.
Open day e trekking archeologico per il pubblico
Per condividere i risultati della scoperta, la Soprintendenza Speciale di Roma organizzerà il 20 giugno un trekking archeologico gratuito che consentirà di visitare l’area di scavo e osservare da vicino i mosaici attualmente in corso di restauro.
I mosaici in corso di restauro (©Soprintendenza Speciale Roma. crediti: Fabio Caricchia)L’iniziativa rappresenta un’occasione rara per conoscere un sito appena emerso e comprendere il lavoro svolto dagli archeologi nella tutela del patrimonio.
Come sottolineato dal Ministero della Cultura, la scoperta dimostra ancora una volta quanto il territorio romano conservi un patrimonio archeologico straordinario e quanto sia fondamentale la collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e cittadini per proteggerlo dalle attività illegali.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Soprintendenza Speciale Roma ✅



