Assemblea aperta
Centro Sociale Rialzo, venerdì 20 marzo alle ore 18:30 CET
Assemblea aperta
Centro Sociale Rialzo, venerdì 20 marzo alle ore 18:30 CET
Difendiamo gli abitanti del grattacielo
Circolo Blackstar, mercoledì 4 marzo alle ore 17:30 CET
🔴 FERRARA - EMERGENZA GRATTACIELO: NON E' UN FATTO PRIVATO
➡️ ASSEMBLEA PUBBLICA MERCOLEDÌ 4 MARZO: Ore 17.30, Circolo BlackStar, via Ravenna 104
➡️ CORTEO SABATO 7 MARZO: Ore 17.00, Largo Poledrelli 1
Dopo l'incendio dei contatori nella Torre B del grattacielo di Ferrara, l'11 gennaio scorso, ed il successivo sgombero delle torri A e C il 12 febbraio, oltre 600 persone, più del 70% di origine straniera, sono ora senza casa.
Quello che il Comune di Ferrara chiama “questione privata”, lasciando così spazio ad un progetto speculativo, è una tragedia che colpisce tutte le persone sfollate; chi proviene da altri Paesi, però, è ancora più colpito perché non può contare su una vasta rete di supporto.
Lavoratori e lavoratrici italianə e stranierə sfollatə che non ricevono alcuna forma di assistenza pubblica, alcuni alloggiati temporaneamente presso amici, altrə in dormitori di beneficenza, altri semplicemente in macchina o per strada.
Lavoratori e lavoratrici stranierə sfollatə disperatamente preoccupati di non soddisfare il requisito di continuità residenziale per il rinnovo dei permessi di soggiorno e il ricongiungimento familiare.
Famiglie sfollate, alcune delle quali hanno ottenuto un alloggio pubblico temporaneo, ma in alcuni casi al costo di essere separate, con il padre costretto a dormire altrove.
A queste persone, i cui progetti di vita sono stati mandati in frantumi, sembra che lo sgombero sia utilizzato dal Comune, attraverso le barriere burocratiche dell'indifferenza, come pretesto per allontanarle. Alcunə sono già tornatə nel loro Paese di origine, altrə ci stanno pensando e moltə provano un grande senso di rassegnazione e sconfitta, dopo tanti anni di sacrifici.
https://www.fuorinellanebbia.it/event/difendiamo-gli-abitanti-del-grattacielo

Vediamoci per conoscerci e discutere, per organizzare assieme una zona universitaria a misura dei nostri bisogni e dei nostri desideri, per costruire pretese condivise e collettive a partire dalle nostre esperienze e dal sentimento antifascista che ci accomuna. 🔥 In questo presente opprimente e guerrafondaio dalla zona universitaria di Bologna, vogliamo scommettere sulla possibilità di contrattacco. 🔥La zona uni antifa e transfemminista si organizza!
Assemblea pubblica
Zamboni 38, giovedì 26 febbraio alle ore 18:30 CET
Vediamoci per conoscerci e discutere, per organizzare assieme una zona universitaria a misura dei nostri bisogni e dei nostri desideri, per costruire pretese condivise e collettive a partire dalle nostre esperienze e dal sentimento antifascista che ci accomuna.
🔥 In questo presente opprimente e guerrafondaio dalla zona universitaria di Bologna, vogliamo scommettere sulla possibilità di contrattacco.
🔥La zona uni antifa e transfemminista si organizza!
contro guerra e riarmo - assemblea cittadina
La Base Cosenza, venerdì 13 febbraio alle ore 18:00 CET
CONTRO GUERRA E RIARMO
PER LA NOSTRA TERRA
LA CITTÀ SI INCONTRA
13 Febbraio ore 18
Via Macallè - La Base - Cosenza
Viviamo una fase di accelerazione globale verso la guerra, che non è solo un evento militare, ma un progetto politico fondato sulla violenza contro i più deboli, siano essi popoli o classi sociali.
Un’economia di guerra imposta dall’alto viene elevata a ideologia e strumento di governo.
Da qui al 2035 le spese militari aumenteranno fino al 5% del PIL e proseguirà lo smantellamento dello stato sociale, scaricando sulla popolazione il costo della guerra imperialista.
Alla guerra tra Stati per il controllo di risorse e terre si affianca la guerra contro i popoli: repressione del dissenso, precarietà diffusa, controllo sociale.
Miliardi destinati ad armi ed eserciti, mentre sanità, scuola, difesa del territorio e servizi pubblici vengono sistematicamente impoveriti: questa è la loro priorità, questo è il loro modello.
Le mobilitazioni degli ultimi mesi contro il genocidio del popolo palestinese hanno incrinato questa narrazione, mostrando l’esistenza di una frattura reale e di un blocco sociale capace di organizzarsi e incidere.
Dal rifiuto netto della guerra e del genocidio, dalla solidarietà internazionalista con i popoli oppressi, è emersa un’indisponibilità radicale, resa concreta dalle mobilitazioni di massa che hanno attraversato le strade della nostra città.
È nei territori che si manifestano gli effetti concreti del sistema di guerra ed è qui che possiamo costruire un’opposizione reale, attraverso pratiche quotidiane di solidarietà, lotta sociale e costruzione di comunità politica. I nostri territori non saranno sacrificati sull’altare del riarmo e dell’economia di guerra.
Nelle regioni periferiche, come la Calabria, abbiamo già costruito una forza collettiva, mentre loro militarizzano, noi rivendichiamo vita, diritti e futuro.
Riallacciamo quelle istanze, rafforziamo uno spazio comune di discussione e mobilitazione contro il governo della guerra e il sistema che lo sostiene, attraverso le pratiche che caratterizzano le nostre organizzazioni e realtà associative.
Contro guerra e riarmo
Per la nostra terra
Assemblea cittadina https://www.instagram.com/p/DUaivocgiZ_/?igsh=Z2VweGx5ZHZ3ZnRn
https://camifa.net/event/contro-guerra-e-riarmo-assemblea-cittadina

Assemblea di Non Una Di Meno Bologna 📅 8 febbraio 🕞 dalle 15.30 📍 Centro delle Donne 💜 Lo spazio è accessibile 🍷 a seguire aperitivo di autofinanziamento Dieci anni fa veniva lanciato per la prima volta lo sciopero delle donne per l’8M del 2017. Oggi lo sciopero femminista e transfemminista compie dieci anni, in un contesto politico diverso e, per molti aspetti, peggiore. Ciò che accade sul piano internazionale - il genocidio in Palestina, la guerra, il riarmo, l’ascesa delle destre globali, l’attacco ai curdi, la repressione e le stragi in Iran è connesso con ciò che accade anche qui.
Assemblea di costruzione del 8M e 9M
Centro delle donne, domenica 8 febbraio alle ore 15:30 CET
Assemblea di Non Una Di Meno Bologna
📅 8 febbraio
🕞 dalle 15.30
📍 Centro delle Donne
💜 Lo spazio è accessibile
🍷 a seguire aperitivo di autofinanziamento
Dieci anni fa veniva lanciato per la prima volta lo sciopero delle donne per l’8M del 2017. Oggi lo sciopero femminista e transfemminista compie dieci anni, in un contesto politico diverso e, per molti aspetti, peggiore. Ciò che accade sul piano internazionale - il genocidio in Palestina, la guerra, il riarmo, l’ascesa delle destre globali, l’attacco ai curdi, la repressione e le stragi in Iran è connesso con ciò che accade anche qui.
https://balotta.org/event/assemblea-di-costruzione-del-8m-e-9m
PALESTINA LIBERA(CI) - Assemblea pubblica
Zamboni 32, mercoledì 19 novembre alle ore 19:00 CET
Come dare continuità al movimento e alle pratiche messe in campo negli ultimi mesi, tenendo come punto fermo il sostegno alla Resistenza Palestinese?
Come allargare queste pratiche e questo movimento alle altre lotte necessarie per liberarsi dal colonialismo, dall’imperialismo, dal capitalismo?
Continuiamo a parlarne nelle nostre assemblee pubbliche, e a far sì che la bandiera palestinese non sia solo un simbolo! 🔻🇵🇸
https://balotta.org/event/palestina-liberaci-assemblea-pubblica
Assemblea verso le giornate di contestazione alle Olimpiadi Insostenibili Milano-Cortina 2026
Sabato 29 novembre, dalle 10:30 alle 13:30, presso Università degli studi di Milano, Milano, via Festa del Perdono 7
Il 29 novembre mancheranno poco più di 60 giorni all’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026.
Convochiamo un’assemblea pubblica di convergenza e organizzazione delle mobilitazioni di febbraio, marzo e aprile 2026: dall’inaugurazione dei Giochi olimpici il 6 febbraio alla conclusione delle ParaOlimpiadi, fino al periodo successivo, perché il saccheggio di Milano, Cortina e dei 400km di arco alpino che subisce il grande evento non termina con la sua fine e così la nostra lotta sull’eredità olimpica nei quartieri e nei territori di montagna.
Chiamiamo per il 6 febbraio una grande piazza popolare e dell’opposizioni sociale, delle realtà dello sport popolare e di base, dei movimenti civici e ambientalisti, di comitati territoriali e collettivi studenteschi, delle reti di lotta per il diritto all’abitare e del sindacalismo conflittuale, dei movimenti scesi al fianco del popolo palestinese e della Global Sumud Flotilla, degli spazi sociali autogestiti, delle reti che si oppongono alla deriva securitaria del DL 1660 e al razzismo di Stato sui corpi di migranti e persone razzializzate, della rabbia transfemminista contro il patriarcato sociale e istituzionale.
Vogliamo riappropriarci di ogni metro sottratto alla collettività dalla speculazione e dalla privatizzazione della Città Pubblica, moltiplicando l’esperienza delle Utopiadi con cui lo scorso anno liberammo dall’abbandono l’ex Stadio del Ghiaccio di via dei Ciclamini.
Vogliamo attraversare città e terre alte nel periodo conclusivo dei Giochi olimpici per ribadire quanto detto in questi anni: l’evento e il suo spettacolo non ci interessano, vogliamo tenere aperta la partita su ciò che arriverà dopo – che le opere realizzate con fondi pubblici – come il Villaggio Olimpico di Porta Romana e il Pala Italia – restino pubblici; che i fondi per le infrastrutture, la cui realizzazione è prevista a Giochi conclusi, vengano spostati su sanità, scuola, trasporto pubblico locale, cura del paesaggio e del territorio, sostegno all’abitare.
Vogliamo resistere e convergere in un 25 aprile 2026 nel quartiere popolare di Corvetto con la rete Partigian* in ogni quartiere, per una festa popolare, antifascista, antirazzista, che ribadisca che le città e le terre alte appartengono ai loro abitanti e non agli accaparratori privati – fossero essi il padrone del mattone Coima e i signori della neve artificiale Demaclenko e TechnoAlpin; Airbnb e speculatori degli affitti brevi; commercianti del turismo invernale tenuto in piedi solo dai sussidi pubblici e del settore della ristorazione basato su precariato e lavoro nero; amministratori pubblici alla ricerca di volontari da sostituire a lavoratori e lavoratrici pagate; sponsor e proprietari dello sport-spettacolo e privatizzatori di impianti sportivi pubblici.
Nella Finanziaria il sostegno all’industria bellica va di pari passo non solo con il taglio delle politiche sociali su casa, sanità pubblica, istruzione, mobilità locale e sostegno al reddito, ma anche con il finanziamento e una maggiore spesa pubblica per Grandi opere e Grandi eventi, come i Giochi invernali 2026. Questo fatto dimostra la compatibilità del saccheggio olimpico – in città, in montagna e a livello nazionale – con guerre, nazionalismi e politiche securitarie contro migranti e Seconde generazioni alle frontiere, nelle aree metropolitane, sugli antichi passi e sentieri di montagna oggi militarizzati e divenuti spesso terreno di caccia per squadracce di estrema destra e polizie di frontiera. Di più: conferma che non c’è militarizzazione senza privatizzazione, non c’è economia di guerra senza saccheggio di risorse pubbliche a beneficio di padroni italiani e stranieri, autocrati occidentali e loro alleati.
Blocchiamo tutto
Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne.
C.I.O. Comitato Insostenibili Olimpiadi