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ancora fino al 19 novembre, a milano: “l’altra pittura” di gianni asdrubali

L’ALTRA PITTURA
A CURA DI LORENZO MADARO 
A ARTE INVERNIZZI

VIA DOMENICO SCARLATTI 12 20124 MILAN ITALY

CATALOGO CON SAGGIO DI LORENZO MADARO

24 SETTEMBREfino al 19 NOVEMBRE 2025
IN CONTEMPORANEA ALLA GALLERIA ARTRA DI MILANO

CATALOGO DELLA MOSTRA

MOSTRA E PDF

Le gallerie A arte Invernizzi e Artra hanno inaugurato mercoledì 24 settembre 2025 la mostra Gianni Asdrubali. L’altra pittura, a cura di Lorenzo Madaro.

La mostra, articolata nelle due sedi delle gallerie, con cui l’artista dialoga intensamente da decenni, diviene una antologica in grado di tracciare i punti focali imprescindibili di tutta la sua ricerca sin dagli esordi. Le due sezioni sono una in continuità con l’altra con incroci, tangenze speciali e a volte intrecci che le connettono costantemente.

Gianni Asdrubali (Tuscania, 1955) sviluppa la propria ricerca con convinzione dai primissimi Ottanta, rimanendo già in quegli anni autosufficiente e originale, fuori da ogni possibile categoria di riferimento, lontana dagli ismi e da ogni perimetro critico/curatoriale, fatta eccezione per l’Astrazione povera teorizzata da Filiberto Menna includendo oltre allo stesso Asdrubali anche Mariano Rossano, Bruno Querci e altri artisti.

L’arte con Gianni Asdrubali torna ad assumere una funzione primaria di spazio che indaga il sé della pittura, dopo la bolgia di colore, immagini, simboli, allegorie a cui la pittura in quegli anni ci stava abituando anche nelle sue espressioni più stimolanti, innovative, coinvolgenti.

Gianni Asdrubali già da quel decennio è infatti un battitore libero e solitario. Non silenzioso, non inerme, non immobile. La sua storia in quei primi momenti di sperimentazione è di impegno massimo nelle stanze dei suoi studi, alla ricerca della radice originaria di un segno mai incerto ma in costante movimento, proiettato – all’epoca come oggi – in una persistente fuoriuscita dalla tela, dal muro o comunque dal quadro in senso stretto. Tutto è propedeutico alla gestazione, al concepimento e all’affinamento di uno stile che non diventa mai un genere, che non inciampa mai nel caos totale della replica, bensì nell’ossessiva, meditata e insieme voluttuosa e caparbia capacità di costruzione di un alfabeto in costante movimento.

Opere in mostra come Camurro (1981) e Diodiavolo (1980) rivelano grovigli, contorsioni, capriole, tracce, alle volte forti e penetranti, altre che si assottigliano man mano che si allargano dalla matrice cromatica, rigorosamente nera, che quasi esplode in un lato dell’opera per farsi altro, per liberarsi della propria energia intrinseca. Ecco allora che con il passare degli anni – pensiamo a Aggroblanda del 1984, Bestia del 1985, Zaazze del 1986, per citare alcune tra le opere in mostra – la traccia di ogni segno si regolarizza in un sistema di coordinate ancor più approfondite, precise, che si allontana dalla gestualità informale per ricomporsi in un sistema in cui il segno si assottiglia per diventare un elemento autonomo, un apparente tubo che si apre per creare spazi di pieno e di vuoto in cui si inserisce il bianco della superficie che diviene “corpo”.

E se in opere come Malumazac del 1990 il segno inizia nuovamente ad allargarsi, ma non come groviglio bensì come traccia libera che si espande, in opere come Tromboloide del 1992 l’opera stessa diventa sagoma fatta esclusivamente di segno e il supporto è ritagliato attorno al segno stesso. Svolta, prende impossibili diagonali, alle volte torna indietro, si stratifica, poi si innalza, è come un’onda che si increspa e poi esplode nella libertà assoluta di una superficie che – ed è questo il filo conduttore di questa nuova fase, quella dei Novanta, più matura dell’artista – non finisce più sul proprio perimetro ma idealmente inizia a ampliarsi e sfrangiarsi del tutto sullo spazio attorno. Questa attitudine poi si svilupperà completamente negli anni più recenti, soprattutto negli interventi che realizza o sulle tele sagomate e assemblate, messe assieme a mo’ di arcipelago sprigionando un’energia sempre inesausta.

Energia. La pittura di Asdrubali è un concentrato che concilia riflessione e azione, impeto e calma, quella che occorre nello spazio concentrato dello studio, luogo di elaborazione progettuale, ma anche di allenamento verso quel continuo evolversi del segno stesso.

Tromboloide è una delle opere centrali di un transito in grado di generare nuove possibili traiettorie: il segno qui fa emergere un’altra delle identità della pittura di Asdrubali. Da un lato c’è quello netto, profondamente denso, totalizzante, e poi c’è la traccia del pennello semi asciutto che genera altre prospettive interne. Quindi la pittura non è soltanto il risultato della sua azione su una superficie ma anche il suo farsi, il suo essere processo.

La mostra poi prosegue con un’ampia sezione, divisa nelle due gallerie, di opere degli anni Duemila e, soprattutto, di quelli più recenti, dove l’energia di Asdrubali si è completamente dilatata e in cui la superficie assume un ruolo a volte perfino primario nella definizione degli spazi e delle prospettive delle pennellate, che si fanno sempre più tumultuose, irradianti, talvolta nevrotiche, iperattive, avvolgenti, dilatate, in un continuo rincorrersi di asimmetrie, di rinunce a una possibile regola stagnante.

Anche nell’opera recente comprendiamo come la ricerca di Asdrubali sia un battito cardiaco di un’esperienza che esplora il problema interno della pittura, ovvero l’energia e il vuoto.

In occasione della mostra è stato pubblicato un catalogo bilingue con un saggio di Lorenzo Madaro, la riproduzione delle opere esposte nelle due gallerie e un aggiornato apparato bio-bibliografico.

#AArteInvernizzi #abstract #abstractArt #art #arte #arteAstratta #catalogo #GalleriaArtra #GianniAsdrubali #LorenzoMadaro

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oggi, 21 ottobre, allo studio campo boario (roma): in occasione delle mostre “fausto battelli, pittore paparazzo” e “aria di famiglia”, talk su “le dicotomie dell’arte”

Nel contesto di RAW – Rome Art Week, 2025 –
e parallelamente alle mostre
“Aria di famiglia” e “Fausto Battelli, pittore paparazzo” –

allo Studio Campo Boario
(Roma, viale del Campo Boario 4/a)

Oggi, martedì 21 ottobre, h. 17:30-19:30

Talk: LE DICOTOMIE DELL’ARTE

a cura di
Alberto D’Amico e Roberta Melasecca

intervengono
Maurizio G. De Bonis, Giuseppe Garrera, Pericle Guaglianone

https://romeartweek.com/it/eventi/?code=BMNEMH

Il talk prenderà in esame cinque contrapposizioni che, nel corso del tempo, hanno definito e trasformato la ricerca artistica:

– Pittura e fotografia : due linguaggi che si osservano, si contaminano e si ridefiniscono a vicenda.
– Astrazione e figurazione : tensione costante tra dimensione espressiva metaforica e rappresentazione del reale.
– Arti maggiori e minori : una distinzione oggi sempre più fragile, che invita a rivalutare pratiche considerate “marginali”.
– Notorietà e anonimato : due destini che spesso si alternano nella vita degli artisti, tra riconoscimento e oblio.
– Arte e artigianato : un confine mobile in cui si incontrano manualità, riflessione estetica e concetto di riproducibilità. 

Verrà presa come punto di partenza la figura di Fausto Battelli, fotoreporter e pittore, ma anche ceramista e autore di manufatti polimaterici, la cui opera riflette molte di queste tensioni: tra arte “alta” e produzione artigianale, tra linguaggio visivo e vita vissuta.
Sarà un’occasione per interrogarsi su come le contrapposizioni, più che dividere, possano diventare motore di creatività e dialogo tra generazioni, linguaggi e sensibilità diverse.

#abstractArt #AlbertoDAmico #AntonioDAmico #AriaDiFamiglia #art #arte #arteAstratta #arteEArtigianato #artiMaggioriEArtiMinori #artiMaggioriEMinori #artigianato #astrazione #astrazioneEFigurazione #confronto #dialogo #FaustoBattelli #FaustoBattelliPittorePaparazzo #GiuseppeGarrera #LeDicotomieDellArte #MaurizioGDeBonis #mostra #notorietàEAnonimato #oblio #paparazzi #paparazzo #PericleGuaglianone #pittura #pitturaEFotografia #RAW #RAWRomeArtWeek #RobertaMelasecca #RomeArtWeek #successo #successoEOblio #talk

Talk “Le dicotomie dell’arte | 21 Ott 2025 | Rome Art Week

Lo Studio presenta il Talk “Le dicotomie dell’arte”, un dialogo sulle opposizioni che rendono l’arte viva e in continua trasformazione. Con Claudia Chianese, Maurizio G. De Bonis, Giuseppe Garrera e Pericle Guaglianone.

Rome Art Week

oggi, 21 ottobre, allo studio campo boario (roma): “fausto battelli, pittore paparazzo” – esposizione nel contesto della mostra “aria di famiglia”

In occasione di RAW – Rome Art Week, 2025 – e nel
contesto della mostra “Aria di famiglia”

allo Studio Campo Boario
(Roma, viale del Campo Boario 4/a)

Fausto Battelli, pittore paparazzo

vernissage oggi, martedì 21 ottobre, h. 17:00-20:00

https://romeartweek.com/it/eventi/?code=BMAEMZ

La mostra “Fausto Battelli, pittore paparazzo” ripercorre il percorso artistico di un autore italiano che ha attraversato molteplici stagioni creative, muovendosi con libertà tra linguaggi e discipline. Dagli esordi come ceramista, Battelli approda negli anni della dolce vita alla fotografia, intraprendendo la carriera di fotoreporter e documentando volti e atmosfere di un’epoca irripetibile.

Negli anni successivi, torna alla pittura, sua prima passione, sviluppando una ricerca personale che oscilla tra figurazione e astrazione, tra arte e artigianato. Le sue opere polimateriche più recenti testimoniano una continua sperimentazione, in bilico tra gesto artistico e pratica manuale.

Un percorso irregolare e indipendente, che non ha trovato pieno riconoscimento nella storia dell’arte ufficiale, ma che solleva una domanda cruciale: come guardiamo oggi ai cosiddetti “minori”?

In mostra, una selezione di opere rappresentative di questa ricerca complessa e sfaccettata, capace di toccare i confini dell’arte “alta” per immergersi, senza pregiudizi, in una produzione ibrida e commerciale, che pure ha incontrato il favore del pubblico.

*

Aria di famiglia — Rome Art Week 2025

Aria di famiglia evoca la nozione wittgensteiniana di somiglianze di famiglia: non un marchio identico che uniforma, ma una costellazione di segni che si richiamano l’un l’altro, come echi che risuonano nello spazio tra le opere e le persone. È in questa trama di rimandi sottili, di affinità impreviste e di differenze che si sfiorano, che prende forma il senso della mostra”

In questo caso il nucleo è quello di una famiglia romana che, nel corso di tre generazioni, ha intrecciato vite e linguaggi artistici diversi, passando dalla pittura alla ceramica, dal design tecnico alla scrittura, dalla fotografia alla musica.

  • Fausto Battelli (1934–2018)
    Pittore e fotografo, fratello maggiore, ha attraversato l’arte italiana dal dopoguerra in poi, oscillando tra fotografia di cronaca e di costume e una pittura che spazia dall’astratto materico alle periferie urbane. La sua produzione riflette tensioni, ossessioni e cambiamenti di un’epoca.
  • Dora Battelli (1931 – 1981)
    Sorella di Fausto, madre di Alberto e Stefano. Ceramista dalla mano sensibile, ha unito gesto artigianale e spirito creativo, lasciando una traccia personale e intima nella tradizione familiare.
  • Antonio D’Amico (1926 – 1996)
    Marito di Dora, padre di Alberto e Stefano. Pur lavorando al di fuori del campo artistico, ha coltivato con passione le sue ossessioni meccaniche: radio, orologi, schemi tecnici. Oggetti e invenzioni che testimoniano un modo diverso di fare arte, a cavallo tra mestiere, tempo e immaginazione, con rare ma significative incursioni artistiche.
  • Alberto D’Amico (1962)
    Artista dal percorso accidentato, tra cinema e arti figurative, con un gusto per l’ibridazione e la contaminazione. Espone le sue false copertine di Urania, che reinventano il linguaggio della fantascienza popolare e dell’editoria di massa. Autore anche del libro Aenigma, in cui scrittura e immagine si intrecciano.
  • Stefano D’Amico (1966)
    Diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti, si esprime con disegni e acquerelli di grande sensibilità. Accanto alla pratica visiva coltiva la passione per il canto e per il pianoforte, che suona “a orecchio” con dedizione, rivelando un’altra sfumatura della creatività familiare.

#abstractArt #AlbertoDAmico #AntonioDAmico #AriaDiFamiglia #art #arte #arteAstratta #astrazione #ceramica #dolceVita #DoraBattelli #FaustoBattelli #FaustoBattelliPittorePaparazzo #fotoreportage #fotoreporter #mostra #paparazzi #paparazzo #pittura #RAW #RAWRomeArtWeek #RomeArtWeek #StefanoDAmico

Fausto Battelli, pittore paparazzo | 21-25 Ott 2025 | Rome Art Week

La mostra ripercorre il percorso di Fausto Battelli, tra ceramica, fotografia e pittura, in un continuo dialogo tra arte e artigianato, figurazione e astrazione, successo popolare e ricerca personale.

Rome Art Week

21 ottobre, studio campo boario (roma): talk su “le dicotomie dell’arte”, in occasione delle mostre “fausto battelli, pittore paparazzo” e “aria di famiglia”

Nel contesto di RAW – Rome Art Week, 2025 –
e parallelamente alle mostre
“Aria di famiglia” e “Fausto Battelli, pittore paparazzo” –

allo Studio Campo Boario
(Roma, viale del Campo Boario 4/a)

Martedì 21 ottobre, h. 17:30-19:30

Talk: LE DICOTOMIE DELL’ARTE

a cura di
Alberto D’Amico e Roberta Melasecca

intervengono
Maurizio G. De Bonis, Giuseppe Garrera, Pericle Guaglianone

https://romeartweek.com/it/eventi/?code=BMNEMH

Il talk prenderà in esame cinque contrapposizioni che, nel corso del tempo, hanno definito e trasformato la ricerca artistica:

– Pittura e fotografia : due linguaggi che si osservano, si contaminano e si ridefiniscono a vicenda.
– Astrazione e figurazione : tensione costante tra dimensione espressiva metaforica e rappresentazione del reale.
– Arti maggiori e minori : una distinzione oggi sempre più fragile, che invita a rivalutare pratiche considerate “marginali”.
– Notorietà e anonimato : due destini che spesso si alternano nella vita degli artisti, tra riconoscimento e oblio.
– Arte e artigianato : un confine mobile in cui si incontrano manualità, riflessione estetica e concetto di riproducibilità. 

Verrà presa come punto di partenza la figura di Fausto Battelli, fotoreporter e pittore, ma anche ceramista e autore di manufatti polimaterici, la cui opera riflette molte di queste tensioni: tra arte “alta” e produzione artigianale, tra linguaggio visivo e vita vissuta.
Sarà un’occasione per interrogarsi su come le contrapposizioni, più che dividere, possano diventare motore di creatività e dialogo tra generazioni, linguaggi e sensibilità diverse.

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Talk “Le dicotomie dell’arte | 21 Ott 2025 | Rome Art Week

Lo Studio presenta il Talk “Le dicotomie dell’arte”, un dialogo sulle opposizioni che rendono l’arte viva e in continua trasformazione. Con Claudia Chianese, Maurizio G. De Bonis, Giuseppe Garrera e Pericle Guaglianone.

Rome Art Week

21 ottobre, studio campo boario (roma): “fausto battelli, pittore paparazzo” – esposizione nel contesto della mostra “aria di famiglia”

In occasione di RAW – Rome Art Week, 2025 – e nel
contesto della mostra “Aria di famiglia”

allo Studio Campo Boario
(Roma, viale del Campo Boario 4/a)

Fausto Battelli, pittore paparazzo

vernissage martedì 21 ottobre, h. 17:00-20:00

https://romeartweek.com/it/eventi/?code=BMAEMZ

La mostra “Fausto Battelli, pittore paparazzo” ripercorre il percorso artistico di un autore italiano che ha attraversato molteplici stagioni creative, muovendosi con libertà tra linguaggi e discipline. Dagli esordi come ceramista, Battelli approda negli anni della dolce vita alla fotografia, intraprendendo la carriera di fotoreporter e documentando volti e atmosfere di un’epoca irripetibile.

Negli anni successivi, torna alla pittura, sua prima passione, sviluppando una ricerca personale che oscilla tra figurazione e astrazione, tra arte e artigianato. Le sue opere polimateriche più recenti testimoniano una continua sperimentazione, in bilico tra gesto artistico e pratica manuale.

Un percorso irregolare e indipendente, che non ha trovato pieno riconoscimento nella storia dell’arte ufficiale, ma che solleva una domanda cruciale: come guardiamo oggi ai cosiddetti “minori”?

In mostra, una selezione di opere rappresentative di questa ricerca complessa e sfaccettata, capace di toccare i confini dell’arte “alta” per immergersi, senza pregiudizi, in una produzione ibrida e commerciale, che pure ha incontrato il favore del pubblico.

*

Aria di famiglia — Rome Art Week 2025

Aria di famiglia evoca la nozione wittgensteiniana di somiglianze di famiglia: non un marchio identico che uniforma, ma una costellazione di segni che si richiamano l’un l’altro, come echi che risuonano nello spazio tra le opere e le persone. È in questa trama di rimandi sottili, di affinità impreviste e di differenze che si sfiorano, che prende forma il senso della mostra”

In questo caso il nucleo è quello di una famiglia romana che, nel corso di tre generazioni, ha intrecciato vite e linguaggi artistici diversi, passando dalla pittura alla ceramica, dal design tecnico alla scrittura, dalla fotografia alla musica.

  • Fausto Battelli (1934–2018)
    Pittore e fotografo, fratello maggiore, ha attraversato l’arte italiana dal dopoguerra in poi, oscillando tra fotografia di cronaca e di costume e una pittura che spazia dall’astratto materico alle periferie urbane. La sua produzione riflette tensioni, ossessioni e cambiamenti di un’epoca.
  • Dora Battelli (1931 – 1981)
    Sorella di Fausto, madre di Alberto e Stefano. Ceramista dalla mano sensibile, ha unito gesto artigianale e spirito creativo, lasciando una traccia personale e intima nella tradizione familiare.
  • Antonio D’Amico (1926 – 1996)
    Marito di Dora, padre di Alberto e Stefano. Pur lavorando al di fuori del campo artistico, ha coltivato con passione le sue ossessioni meccaniche: radio, orologi, schemi tecnici. Oggetti e invenzioni che testimoniano un modo diverso di fare arte, a cavallo tra mestiere, tempo e immaginazione, con rare ma significative incursioni artistiche.
  • Alberto D’Amico (1962)
    Artista dal percorso accidentato, tra cinema e arti figurative, con un gusto per l’ibridazione e la contaminazione. Espone le sue false copertine di Urania, che reinventano il linguaggio della fantascienza popolare e dell’editoria di massa. Autore anche del libro Aenigma, in cui scrittura e immagine si intrecciano.
  • Stefano D’Amico (1966)
    Diplomato in scultura all’Accademia di Belle Arti, si esprime con disegni e acquerelli di grande sensibilità. Accanto alla pratica visiva coltiva la passione per il canto e per il pianoforte, che suona “a orecchio” con dedizione, rivelando un’altra sfumatura della creatività familiare.

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Fausto Battelli, pittore paparazzo | 21-25 Ott 2025 | Rome Art Week

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