Ci ho provato davvero.
Ho indossato l’armatura della pace, ho lucidato lo scudo del “dai, ripartiamo”, ho scavato con le mie mani la fossa del passato per seppellirci dentro rancori, screenshot, ripicche, e tutto quel museo delle cere che ci portiamo dietro.
Poi però.
Poi arriva quello che ti guarda e fa… “perché”
Poi arriva quello che ti fa la predica… “non è giusto dimenticare”
Poi arriva quello che sclera contro chiunque respiri
Poi arriva l’ennesimo progetto nato “per il bene comune” e lasciato lì come un’aiuola senza acqua, un cartello e un mozzicone.
E in mezzo… il solito coro di fesserie da tastiera, roba che ti fa venire voglia di spegnere il router e coltivare patate.
E allora niente.
Mi arrendo.
Non perché non ci credo, ma perché non ho più voglia di fare da mediatore, da psicologo, da parafulmine, da prete laico della riconciliazione.
Noi andiamo avanti col nostro stile.
Con la nostra idea di spazio civile.
Con la nostra ironia, la nostra cura, la nostra dignità.
Gli altri… facciano quello che vogliono.
Io torno a fare una cosa rivoluzionaria… vivere sereno.
#Fediverso
@fediverso