Edoardo Morello

@Edomor56
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Musicoterapeuta, educatore, musicista. Appassionato di musiche del mondo, curioso di strumenti strani, a volte li costruisco. Scrivo storie, osservo il presente, mi schiero. Vivo a Fiumicino.
Gaza, soldati Idf esultano quando cecchino uccide un bambino palestinese: "Che colpo leggendario a quel figlio di putta*a" - VIDEO

Soldati israeliani festeggiano dopo aver sparato a un bambino palestinese, probabilmente in un campo profughi: "Gran colpo"

Il Giornale d'Italia
Una linea invisibile fatta di dolore e memoria unisce Focene a Betlemme. Sul muro nel campo profughi di Aida Palestina c'è il volto di Renato Biagetti, ucciso dai fascisti a Focene nel 2006. Awdah Hathaleen, attivista ucciso in Cisgiordania, veniva spesso a Roma. Bilal, oggi in carcere, ha vissuto tra noi. Ogni nome chiede riscatto: esistere sembra voler dire pagare un prezzo.
La "città umanitaria" di Israel Katz è come chiamare Auschwitz una "colonia elioterapica" per bambini ebrei e polacchi. Orwell aveva ragione: chi controlla il linguaggio controlla il pensiero. Oggi viviamo una manipolazione linguistica che camuffa realtà brutali con parole rassicuranti. Persone confinati in tende, sorvegliati, senza libertà: è reclusione, non aiuto. La neolingua ci rende complici, facendoci accettare eufemismi che nascondono violenza. Ricordiamo la "colonia elioterapica".

🎵 Under the Same Sky
For oud and military drone – by Edoardo Morello

Tomorrow, Sunday July 27 at 10 PM,
I’ll play the full piece from my rooftop. Loud.

While sirens, bells, pots and whistles rise across Italy,
my oud will join the noise — not to soothe,
but to stand with Gaza.

Let them hear us.
Let the silence of the powerful be shattered.
Let music be witness.

#UnderTheSameSky #Gaza #SoundOfResistance #NotSilent #July27Noise #OudForPeace #LastDayInGaza

post muto
𝐇𝐞𝐛𝐫𝐨𝐧, 𝐥𝐚 𝐪𝐮𝐨𝐭𝐢𝐝𝐢𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐮𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
A Hebron, Cisgiordania occupata, l’umiliazione non è l’eccezione ma la regola. Donne sbattute al muro, ragazzi a terra, padri perquisiti davanti ai figli. Una pedagogia della sopraffazione che insegna chi vale e chi no. Non ci si chiede da dove nasca la rivolta, ma come si sia potuto tollerare così a lungo ciò che la provoca. Una dignità calpestata ogni giorno davanti agli occhi dei bambini.
Call for action to prevent civil war in Syria: Sign this petition

The hope for a peaceful Syria rooted in justice hangs in the balance.

The Syria Campaign
Si chiamava Paolo Fortini.
Non "un operaio di 64 anni". Non "un caduto sul lavoro".
Paolo Fortini. Un nome, una persona.
È morto ieri, all’aeroporto. Caduto da un tetto.
Non un numero da aggiornare in una statistica. Non un trafiletto in cronaca.
Aveva mani, voce, memoria, affetti.
Chiamarlo per nome è un atto di giustizia.
Perché se smettiamo di pronunciarne i nomi, allora è vero: possono ammazzarli due volte.
Amo la musica #Gnawa per la sua forza ipnotica, radicata nel rito e nella trance. È un ponte tra Africa nera e mondo arabo, tra dolore e liberazione. Il #guembri, con le sue tre corde e il corpo scavato nel legno, vibra come un cuore antico. Non accompagna: guida. È tamburo e basso, parola e respiro. Suonarlo è stare in ascolto di qualcosa che viene da lontano e chiama dentro. #musictherapy
Soldati israeliani posano con la biancheria intima di donne palestinesi. Non è solo umiliazione: è una violenza simbolica, una profanazione dell’intimità e della memoria. Ogni indumento rubato è un trofeo, ogni foto un messaggio di dominio. Dietro ci sono corpi, storie, dignità calpestate. Resistere è ricordare, dare volto a chi vogliono cancellare. #Gaza #Palestine #StopWar #HumanRights #RespectDignity #VoicesForTheVoiceless