Bendati. Ammanettati. In ginocchio.
Attivisti umanitari sequestrati in acque internazionali al largo di Creta (a 960 km da Gaza) dalla marina israeliana.
Poi trascinati sul pavimento di Ashdod mentre suonava l'inno nazionale.
E il ministro Ben Gvir? Li filmava ridendo.
"Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa."
Tra i 30 italiani fermati: un parlamentare, medici, giornalisti, lavoratori.
La colpa? Voler portare aiuti umanitari a una popolazione sotto assedio.
Questa è pirateria di Stato, di uno Stato canaglia.
Meloni e Tajani l'hanno definito "inaccettabile". Bene.
Ma le parole non bastano: servono conseguenze.
Diplomatiche, politiche, giuridiche.
Ad esempio, smettere di bloccare le sanzioni UE a Israele e la sospensione dell'Accordo di associazione, che il nostro stesso governo ha contribuito ad affossare ad aprile.
L'Europa non può più tacere mentre Israele fa a pezzi il diritto internazionale.

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@VoltItalia non avete capito, Gvir con bandiera e l'inno nazionale sullo sfondo era in tour per l'Eurovision
Era solo una clip musicale