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viaggio lungo i sentieri sconnessi della rete, mi sono perso tanto tempo fa e ritrovo tante cose per la strada, cerco di non calpestare i fiori, chissà se nascerà qualche seme che mi sono portato dietro impigliato nel vestito
ho cercato di non fare male
faccio anche satira
(retoot e stelline non indicano necessariamente una preferenza o essere d'accordo con quanto scritto, ma un contenuto interessante)
Sto cercando di condensare i miei fumetti in una libreria Billy... Ma è difficile, quasi impossibile senza lasciare mille cose belle

@paolabonacini L'ibernazione è considerata una feature instabile su Linux. Il suo funzionamento dipende a seconda dell'hardware ed è escluso su sistemi con Full Disk Encryption. I contributor di GNOME stanno progettando un sistema di desktop Session/Restore che è però non banale e verte in tutto lo stack desktop:

https://discourse.gnome.org/t/introducing-the-session-save-restore-initiative/33127

Introducing the Session Save/Restore Initiative

Hi everyone! Over the last few months, I’ve been working on a platform-wide session save/restore infrastructure. This serves a few purposes: User-facing feature: Allows session state to be saved when the session ends (i.e. when the user logs out, reboots, etc.) and restored at the next login. It will capture what apps were running at log-out time, and relaunch them. Window size and position will be restored, as well as app-specific state. Developer Experience: Replaces the per-app code to imp...

GNOME Discourse
@61ennepi in linea di principio la porta alla giustizia riparativa va lasciata sempre aperta. Nella gestione politica dei conflitti sociali invece non solo si può rinunciare alla giustizia riparativa, ma in alcuni casi si è addirittura obbligati a rinunciarvi, ad esempio quando la controparte che dovrebbe riparare al mal fatto non solo non ha preso coscienza dei propri errori, ma applica a chiunque la pensi diversamente una pesante censura ambientale nei luoghi di lavoro.
Per questa ragione, e in virtù di questo degrado culturale oggi vedo meno spazi di allora per una giustizia riparativa, perché non avrebbe basi culturali su cui appoggiarsi nella stagione del “si salvi chi può, ognuno per sé”, e credo analogamente che la nostra società non sia preparata ed evoluta a sufficenza per entrare in questa dimensione di assunzione collettiva di responsabilità, come lo fu invece il Sudafrica del post-Apartheid.
Che il problema sia culturale lo conferma il fatto che in Italia c’è gente convinta che la via per la pace passi attraverso la scorciatoia autoritaria della guerra, che l’ONU e il diritto internazionale siano impicci obsoleti, che le migrazioni le gestiscano meglio le milizie libiche delle ONG, che servano leggi contro l’antisionismo e non sanzioni contro il colonialismo sionista, che servano leader forti e non comunità coese. Se di questo è convinta certa sinistra, figuriamoci l'estrema destra.
Le scuse dello Stato non sono mai arrivate, e quell’esperienza di giustizia riparativa intensa sul piano personale ma irrilevante sul piano istituzionale si scontrò con i limiti dei sindacati di polizia: anche i più progressisti vivevano come tabù i codici identificativi sulle divise. Chiederli avrebbe distrutto il sindacato con fughe di tessere e di colleghi, e lo capimmo chiaramente in un incontro sul tema del sicuritarismo a cui partecipammo io e @guadagnucci per il social forum di Firenze.

La misura più efficace della fattibilità di una giustizia riparativa sarebbe verificare la disponibilità alla riparazione di “coda di Cavallo”, il poliziotto che si è defilato dal processo Diaz perché i più grandi investigatori del paese non sono riusciti a identificarlo, e lui non si è mai voluto assumere le sue responsabilità per violenze classificate come torture dalla Corte Europea dei Diritti Umani, identificato come Luigi de Marinis solo a prescrizione avvenuta.

https://www.genova24.it/2021/07/assalto-alla-diaz-la-vera-storia-del-riconoscimento-di-coda-di-cavallo-e-il-flop-delle-indagini-affidate-alla-polizia-269422/

Assalto alla Diaz, la vera storia del riconoscimento di ‘coda di cavallo’ e il flop delle indagini affidate alla polizia - Genova 24

Fu riconosciuto grazie a un guizzo di uno dei consulenti degli avvocati che supportavano le vittime della Diaz, ma era ormai troppo tardi

Genova24.it

Più che alla tecnologia, direi alla tecnocrazia. E ai tecnorati.

È ben diverso.

Che cosa succede quando le persone si ribellano alla tecnologia? | Rolling Stone Italia

https://www.rollingstone.it/cultura/societa/che-cosa-succede-quando-le-persone-si-ribellano-alla-tecnologia/1026482/

> Violenze, intimidazioni e minacce di morte: lo sviluppo non regolamentato dell'AI sta conducendo alcuni verso la contestazione armata. E non è una buona notizia

Che cosa succede quando le persone si ribellano alla tecnologia?

Violenze, intimidazioni e minacce di morte: lo sviluppo non regolamentato dell'AI sta conducendo alcuni verso la contestazione armata. E non è una buona notizia

Rolling Stone Italia
#fabulamurina (mouse story) 503
omnes pomi in horto florent; cerasus, pirus et morus (All the fruit trees in the garden are blossoming; cherry, pear and mulberry). Silvius malum novellum mavult (Silvius prefers the new apple tree).