La legge israeliana sulla pena di morte segna una nuova fase nella disumanizzazione dei palestinesi.
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Bisogna "riconoscere #Israele per quello che è: uno Stato che uccide sistematicamente i palestinesi nell’impunità e mina il diritto internazionale e le norme morali fondamentali."
✍️ #YuliNovak, direttrice esecutiva di @btselem

#GENOCIDIO #PULIZIAETNICA #GazaGenocide#Gaza #WestBank #Israel #Peace #2aprile

https://www.theguardian.com/commentisfree/2026/apr/02/israel-death-penalty-law-dehumanisation-palestinians

⟦ Questa settimana #Israele ha approvato una legge che istituzionalizza l’esecuzione dei palestinesi.

I tribunali del Paese possono ora infliggere la pena di morte ai palestinesi «condannati per attacchi mortali», ampliando così un sistema giuridico concepito per prenderli di mira, privarli dei loro diritti, sottoporli ad abusi sistematici e, in ultima analisi, proteggere dalla responsabilità penale i responsabili israeliani di crimini contro i palestinesi.

Sebbene questa legislazione non crei una realtà completamente nuova, segna l’inizio di una nuova e preoccupante fase dell’oppressione israeliana dei palestinesi, sancendo per legge una politica di lunga data che prevede l’uso della forza letale contro di loro. ⬇️2

È inquietante che questa realtà sia già stata normalizzata in Israele.

Molto prima di questa legge, i palestinesi venivano sistematicamente uccisi.
A #Gaza, le uccisioni di massa sono continuate anche dopo la dichiarazione di un “cessate il fuoco”.

In #Cisgiordania, i palestinesi vengono uccisi quotidianamente dall’esercito israeliano durante raid e sparatorie e, sempre più spesso, da violente milizie di coloni che mirano a cacciarli dalla loro terra e dalle loro comunità.

Da tempo, i soldati e i coloni israeliani possono agire in condizioni di quasi totale impunità.

La stessa realtà è emersa con estrema chiarezza nel sistema carcerario israeliano. ⬇️3

Nei mesi successivi all’ottobre 2023, Israele ha portato il numero dei palestinesi detenuti nel proprio sistema carcerario a oltre 10.000, molti dei quali senza processo e senza alcuna possibilità concreta di difendersi.

Sono detenuti in condizioni che di fatto trasformano il sistema carcerario israeliano in una rete di campi di tortura, dove i palestinesi sono sottoposti a violenze sistematiche, abusi e privazione deliberata del cibo.

Più di 80 palestinesi sono morti in custodia israeliana durante questo periodo, tra abusi documentati, condizioni disumane e negazione delle cure mediche.

La nuova legge non rompe con questo sistema; lo estende, radicandone la logica più profondamente nel quadro giuridico.

Ora, molti più palestinesi moriranno legalmente in detenzione. ⬇️4

Questa legge emerge sotto una leadership politica che abbraccia apertamente la violenza e la disumanizzazione, guidata da importanti ministri del governo che hanno costruito il loro potere sull’incitamento e sulla normalizzazione del danno contro i palestinesi.

La sua promozione nei media ha visto una retorica che glorifica l’uccisione, comprese discussioni sfociate in descrizioni grafiche e inquietantemente spietate delle esecuzioni – riflettendo un più ampio cambiamento sociale dove le vite dei palestinesi sono sempre più viste come sacrificabili.

Come ha dimostrato #BTselem nel suo rapporto del 2025 intitolato *Our Genocide*, la disumanizzazione dei palestinesi è un processo di lunga data. ⬇️5

Tale processo aiuta a spiegare come una legge come questa possa diventare immaginabile e accettabile per ampie fasce della società israeliana.

La normativa non incontra praticamente alcuna opposizione politica e suscita pochissimo dibattito pubblico in Israele.

A livello globale, gli Stati democratici si stanno allontanando dalla pena di morte, riconoscendola come una violazione dei diritti umani fondamentali, sia a livello nazionale che internazionale.

In tempi in cui lo stesso diritto internazionale è sempre più sotto attacco, Israele non è un'eccezione, ma uno dei principali motori di questa erosione, mantenendo sistemi di violenza letale e oppressione contro i palestinesi e radicandoli sempre più profondamente nel proprio quadro giuridico. ⬇️6

Israele continua a presentarsi come una democrazia, ma uno Stato che istituzionalizza l'esecuzione di una popolazione sotto il proprio controllo, sottoponendola al contempo a violenza e discriminazione sistematiche, non è democratico; è un sistema di controllo letale.

Tutto questo è già sotto gli occhi di tutti.
Il dibattito non verte sui fatti.
Si tratta piuttosto di riconoscere Israele per quello che è: uno Stato che uccide sistematicamente i palestinesi nell’impunità e mina il diritto internazionale e le norme morali fondamentali.

Ciò che sta accadendo ai palestinesi sta già ridefinendo i confini politici e morali al di là della #Palestina, anche negli #USA.
Poiché questa situazione viene tollerata, si diffonde. ⬇️7

Una volta che lo smantellamento del diritto internazionale e delle protezioni fondamentali per la vita umana viene accettato in un luogo, diventa molto più facile giustificarlo ovunque.⟧
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