Esplorando scopro cose.
In due brani di «Bryter Layter» di Nick Drake suona John Cale: viola e clavicembalo su Fly; celesta, piano e organo su Northern Sky.
Spettacolo
Esplorando scopro cose.
In due brani di «Bryter Layter» di Nick Drake suona John Cale: viola e clavicembalo su Fly; celesta, piano e organo su Northern Sky.
Spettacolo
🔥🔥🔥
Miles Davis – What I Say
[from the album «Live-Evil», 1971]
The Rolling Stones – Sister Morphine
[from the album «Sticky Fingers», 1971]
Bob Marley and The Wailers – Sun Is Shining
[from the album «Soul Revolution Part II», 1971]
In questo thread sul 1971 e ieri in un'altra occasione ho affermato con una certa sicurezza di non essere un amante del soul. È verissimo, è uno dei generi musicali che faccio più fatica a mandar giù (anche se poi ne ingurgito discrete quantità attraverso la sua variante giamaicana, il rocksteady). Stamattina però ho messo su «Curtis/Live» di Curtis Mayfield e quella certezza si è leggermente incrinata
Un'avvertenza. Attenzione alla versione che ascoltate online o che scaricate. Fino a qualche tempo fa* il disco presente sulle piattaforme di streaming conteneva una versione sbagliata di We the People Who Are Darker Than Blue, proveniente da un altro live degli anni Ottanta: una cosa abbastanza indecente. A me è capitato di scaricare il disco contenente quella versione e mi ha rovinato l'ascolto (ti parte inevitabilmente un «nooooooo, porcodio, cosa cazzo sta succedendo qui? Cos'è sta roba?»).
*non so se è ancora così sui vari spotify, apple music, ecc., non sono in grado di controllare perché non ho account; l'informazione sull'errore l'ho trovata su RYM ed è un messaggio del 2022
The Beach Boys – Long Promised Road
[from the album «Surf's Up», 1971]
E ovviamente il 1971 è anche l'ultimo album degli MC5 e in particolare the fuckin' Sister Anne
La cosa difficile di questo viaggio nel 1971 è districarsi nel mare di dischi #HardRock, #HeavyPsych, proto metal e affini figli o cugini dei recenti successi planetari di Led Zeppelin, Black Sabbath e Deep Purple, e del povero ma molto influente esordio dei Blue Cheer.
Oltre quelli già citati nel thread, vanno segnalati almeno: «Fireball» dei Deep Purple, anche se soffre schiacciato tra due capolavori; «Aqualung» dei Jethro Tull, siamo in territori più progressive ma la vena hard si sente; «Split», l'altro album bello dei Groundhogs; il mitico «Satori» dei giapponesi Flower Travellin' Band; «Growers of Mushroom» dei Leaf Hound, sfigatissimo nel 1971 ma diventato poi il Sacro Graal della scena stoner. E fin qui sono le mie acque, le conosco, poi l'ignoto: https://cloud.disroot.org/s/bJm2iAZR4Mkdcmi
Due perle:
Dust – From a Dry Camel
[from the album «Dust», 1971]
Nei Dust suonava la batteria Marc Bell, passato alla storia qualche anno più tardi come Marky Ramone. Yesss, Marky.
Stray – Jericho
[from the album «Suicide», 1971]
Tornando a «Never Never Land» dei Pink Fairies.
Plagio dei Pink Floyd un cazzo, c'è una catena di influenze che segue questo filo qui:
Inserire pezzo folk pastorale dei Pink Floyd pre-1971 (io posso dire Pillow of Winds perché l'ho ascoltato ieri, ma tu fan dei Pink Floyd ne troverai sicuramente uno più adatto) --> Heavenly Man dei Pink Fairies <https://youtu.be/Cuc5-BqcZ-o> --> Us and Them dei Pink Floyd <https://youtu.be/HoLhKJuGhK0> 😮
Plagio dei King Crimson? Anche qui direi di no, parliamo di somiglianze piuttosto, tra Track One, Side Two (s'intitola così, non l'ho deciso io) dei Fairies <https://youtu.be/eLhbSZVYid4> e I Talk to the Wind dei Crimson <https://youtu.be/UlKrH07au6E>
A questo punto la questione più spinosa da affrontare riguardo a «Never Never Land» è la seguente.
È il 1971, ti compri il disco, qualche mese prima hai divorato il singolo The Snake/Do It. Ci poggi la puntina sopra e parte proprio quella bestia di Do It <https://youtu.be/LxjV2tQXWkk>, una canzone che non si sa bene cosa sia nel 1971, una specie di anticipo dell'hardcore (non a caso coverizzata dalla Rollins Band <https://youtu.be/OSxbmueg0eM>). Godi come un riccio, vuoi spaccare tutto. Finisce Do It e parte 'sto maledetto folk pastorale di Heavenly Man. Delusione enorme (la delusione del 1971), bestemmi in aramaico.
Che cazzo di scelta è mai questa?
Tra l'altro The Snake (bella) non è nel disco, ma ciò è normale per l'epoca (Strange Kind of Woman non è in «Fireball» in UK, per dire)
Van Morrison – Wild Night
[from the album «Tupelo Honey», 1971]
Ho passato il tardo pomeriggio e la serata sui dischi degli Atomic Rooster (non fatelo mai; nel caso fermatevi alla fine del secondo), poi mi sono innamorato dei primi due brani di «Tupelo Honey» di Van Morrison
(Straight to Your Heart) Like a Cannonball
Bob Marley & The Wailers – African Herbsman
Ieri sera mentre viaggiavo nel 1971 ho scoperto questa brutta storia che ovviamente sapete già tutti. Without You, Mariah Carey, presente? Ma certo! Be', non è affatto di Carey; è la copia di una cover di un pezzo dei Badfinger del 1970. Lo trovate su «No Dice», è un brano come gli altri, arrangiamento povero, ritornello cantato male, sbagliatissimo. Nel 1971 la riarrangiò Harry Nilsson per il disco «Nilsson Schmilsson» e ne fece un singolo. Hit immediata, successo mondiale. Nessuno dei due autori, Ham e Evans, è arrivato a ricevere un soldo dalle due cover: derubati dal manager, finiti suicidi entrambi. La cover di Carey non l'hanno proprio mai sentita, ma d'altronde è uguale a quella di Nilsson.
Badfinger: https://youtu.be/8Xp-5qVQYWc
Nilsson: https://youtu.be/8dnUv3DUP4E
No Mariah, sorry.
Ascoltando questa bellezza:
Comus – First Utterance [1971, full album]
https://www.youtube.com/watch?v=fhAmkEB94fA&list=OLAK5uy_mUNzulfrFcvCxz5EPN9wCrILZTXP39wbc&index=2
#FediRadio #1971ACaso #ProgressiveFolk #PsychedelicFolk #Comus
Van Morrison – Moonshine Whiskey
#FediRadio #MorningEarworm #1971ACaso #CountryRock #VanMorrison
Humble Pie – Strange Days
[from the album «Rock On», 1971]
Stamattina mi gira in testa uno dei brani più heavy del 1971. Purtroppo chiude un disco mezzo sbagliato e il testo fa un po' ridere, ma a livello di pesantezza siamo qualche anno avanti.
Sir Lord Baltimore – Caesar LXXI
#MorningEarworm #FediRadio #1971ACaso #HeavyPsych #SirLordBaltimore
“Recordings made by some of the biggest classic rock artists of the era dominated the list of 1971’s top-selling albums in the U.S. The chart, compiled by the former music industry trade magazine, Record World, features several all-time classics among the year’s Top 20 sellers, including legendary albums by Rod Stewart, the Rolling Stones and Carole King, as well as recordings from three members of The Beatles.”
https://bestclassicbands.com/1971-top-selling-albums-4-1-188/
Herbie Hancock – Wandering Spirit Song
[from the album «Mwandishi», 1971]
Reality is hard to find
Like finding the moon if I was blind
It's there so stark, so undefined
I must get help before I lose my mind
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The Groundhogs – Split (Pt. 2)
[from the album «Split», 1971]
from the album Split
Mi sono impantanato su «Split» dei Groundhogs, avrei dovuto prevederlo. È diventato il disco dei viaggi in macchina, e stamattina mi regala anche il tormentone primomattutino
The Groundhogs – A Year in the Life
from the album Split
Questione metodologica. Nel listone del 1971 devo includere anche dischi postumi? Tipo: «Sun Ship» di John Coltrane lo devo considerare? Se la risposta alla prima domanda è no a prescindere allora devo cassare anche «Pearl» di Janis Joplin. Oppure quello lo tengo perché il disco era quasi finito quando lei è morta? «Sun Ship» lo era? Boh, sinceramente dubito, perché Coltrane è morto nel 1967. Se invece la risposta è sì a prescindere allora è un casino, devo rivedere tutti i listoni che ho partorito in questi anni
Sarei per la soluzione intermedia, moderata
Questo è un capolavoro senza fine, per dire.
Gong – Camembert electrique [1971, full album]
11 track album
Dopo una piccola pausa si torna al 1971, ci si torna coi fondamentali:
The Kinks – Skin and Bone
[from the album «Muswell Hillbillies», 1971]
The Kinks - Alcohol
[from the album «Muswell Hillbillies», 1971]
Ma torniamo al 1971 (👆). Tra i gruppi che bazzicavano in zona hard rock, blues rock, heavy psych, prog (sempre poco, ché altrimenti stucca), questi Frumpy sono stati una delle scoperte migliori.
Tedeschi, fronteggiati da una cantante donna con voce maschile (io non l'ho capito che era una donna ascoltando il disco, poi l'ho letto e sono caduto dal pero), sostenuti da un organista mostruoso, stanno in mezzo a un trivio dove confluiscono Deep Purple, Led Zeppelin e Black Sabbath, ma facciamo un quadrivio e mettiamoci pure i Free.
Il disco del 1971, «2», ha una delle copertine più brutte che abbia mai visto, ma è davvero un bel disco.
Mi sono fissato su questo pezzo, How the Gypsy Was Born
Ash Ra Tempel – Amboss
[from the album «Ash Ra Tempel», 1971]
Jan Garbarek · Bobo Stenson · Terje Rypdal · Arild Andersen · Jon Christensen – Sart
[from the album «Sart», 1971]
https://www.youtube.com/watch?v=cg719suQDRk
L'insonnia di stanotte ha trovato la sua colonna sonora, mettere sto pezzo a ripetizione e via andare
Oggi ho rifatto un salto nel 1971 e ho scoperto questo disco acidissimo, esordio della band svizzera Brainticket, che è semplicemente perfetto per accompagnare i postumi che si vanno attenuando
Un altro salto, sempre molto casuale, nel 1971:
Sandy Denny – Crazy Lady Blues
[from the album «The North Star Grassman and the Ravens», 1971]
Amon Düül II – The Marilyn Monroe-Memorial-Church (Impr.)
[from the album «Tanz der Lemminge», 1971]
https://www.youtube.com/watch?v=W2s0NrmbRbk
#FediRadio #1971ACaso #ExperimentalRock #SpaceRock #AmonDüülII
Tra i dischi del 2025 da recuperare piano piano nel 2026 ci metto «Find El Dorado» di mr. Paul Weller, un disco di cover: lo sto ascoltando oggi per la prima volta e già mi ha fatto innamorare di due-tre canzoni che non conoscevo. Per esempio di questa One Last Cold Kiss:
https://song.link/y/AsPATqz-guw
L'originale è dei Mountain, stava sul loro disco «Flowers of Evil» del 1971:
https://song.link/y/74Op0Ukji_s
Nel 1971 i Mountain pubblicano due album. «Flowers of Evil» (👆) è il secondo, è mezzo in studio e mezzo dal vivo ed è l'ultimo disco prima dello scioglimento della band. Il primo di quell'anno è «Nantucket Sleighride», che si apre con una cavalcata hard rock-metal potentissima, Don't Look Around:
Qui c'è una versione mostruosa registrata dal vivo al programma televisivo musicale tedesco Beat-Club, con il batterista Corky Laing che pare determinato a perdere l'uso delle braccia. Leslie West, chitarrista e cantante, è veramente un fico:
Nota: il bassista Felix Pappalardi è il produttore di «Disraeli Gears» e «Wheels of Fire» dei Cream.

Timbales!
«I was the only drummer that had timbales for tom-toms because they cut like neutron bombs, they were very loud. Timbales really cut».
https://medium.com/the-riff/mountain-drummer-corky-laing-on-the-bands-thunderous-sound-50c2b1c79584
