«La stessa persona che non riesce a leggere un romanzo può guardare un video saggio di tre ore sul declino dell'Impero Ottomano. Lo stesso adolescente che dovrebbe mancare di attenzione può mantenere il focus sul gioco per ore mentre analizza una narrazione complessa attraverso più storie, coordinandosi con i compagni di squadra, adattando la strategia in tempo reale. Non è cognizione inferiore. È una cognizione diversa. E la differenza non è lo schermo. È l'ambiente.»
https://aeon.co/essays/what-we-think-is-a-decline-in-literacy-is-a-design-problem
@G3rt Ottimo spunto di riflessione: l'elaborazione cognitiva non è perduta, ma attenzione al passaggio successivo: "Diamo loro informazioni infinite e ci chiediamo perché affoghino. Diamo loro strumenti progettati per frantumare l'attenzione e li biasimiamo quando la loro attenzione si frantuma. Abbiamo costruito un mondo che trae profitto dalla distrazione e poi patologizza chi è distratto."
Mai come oggi siamo in guerra cognitiva.
#CognitiveWar

@G3rt direi che c'è anche un altro fattore da considerare, l'intero complesso multimediale comprende diversi media, che a me piace considerare più come dei sistemi, che si influenzano reciprocamente. Per fare un esempio, penso alla tv che ha spinto l'inserimento degli esercizi e delle immagini all'interno dei libri di testo, perchè chi apprendeva aveva ormai la necessità di un maggiore coinvolgimento.

Cosa significa con quanto detto nell'articolo?

@G3rt rileggendo bene tutto l'articolo, a me vien da dedurre che sia incentrato su due concetti fondamentali: esistono diversi sistemi mentali di elaborazione cognitiva quindi non c'è uno standard del cogito univoco e che quando si citano schermi, libri e ambiente si possa parlare più semplicemente di interfacce con cui si relaziona la mente. L'attenzione arriva quando c'è risonanza e qualche relazione fra mente X ed intterfaccia Y ergo l'ambiente adatto.