#sondaggione di Febbraio. Vorreste essere immortali?

#sondaggio #immortalità #vita #vecchiaia

Assolutamente sí
2.6%
Sí, ma sub conditione
32.9%
No
55.3%
Dammi un'anteprima dei risultati.
9.2%
Poll ended at .
Tiro fuori questo sondaggio da una discussione che si stava avendo su un altro thread. La mia risposta (ma perché non si può votare ai proprî sondaggi?) sarebbe «Sí, sub conditione», ed inviterei chi vota per questa opzione di spiegare le condizioni.

Questa è qualcosa su cui io rimugino da età insospettabili, e forse l'unica cosa che è cambiata nel tempo è di aver fatto piccoli aggiustamenti alle condizioni.

Il classico è associare l'mmortalità all'eterna giovinezza, e CI STA, ma bisognerebbe anche capire cosa si intende per giovinezza (max 20? 25? 30?) e capire se questa eterna giovinezza significa anche una certa incapacità di maturare psicoemotivamente o se è solo una questione fisica.

Piú recentemente (ma nemmeno tanto, è la pena che ho inflitto al protagonista di qualcuna delle mie fantasie narrative, quindi è roba che avrà quasi 20 anni ormai, anche se ha radici ancora piú antiche) mi sono orientato su un invecchiamento “asintotico”, o quanto meno logaritmico (maggiore è l'età, piú lento è l'invecchiamento).
La vera domanda da porre è forse: ma l'immortale sei solo tu o anche gli altri? Perché ovviamente se lo sono anche gli altri (TUTTI gli altri) allora COL CAZZO (penso che tutti quanti possiamo pensare ad una manciata di persone che siamo tutti felici abbiano tirato le cuoia, o presto le tireranno, o non le tireranno mai abbastanza presto). Ma se l'immortale sei solo tu, si pone un altro problema, ovvero quello che tutti i tuoi legami affettivi saranno persone che prima o poi non ci saranno piú.

Ci si farebbe l'abitudine? Ci si uscirebbe di testa? Ci si rassegnerebbe in qualche modo alla loro precarietà?

Ovviamente non possiamo dare una risposta se non immaginata, e non è nemmeno detto che la risposta sia la stessa per tutti.

E se ci fosse un procedimento che permetta di acquisire detta immortalità, lo proporremmo ai nostri legami affettivi? Li sottoporremmo al trattamento anche contro la loro volontà?

Bisognerebbe anche capire cosa si intende esattamente per immortalità. Non morire di vecchiaia? Invulnerabilità? Una capacità rigenerativa talmente estensiva e veloce da non solo riparare i danni da invecchiamento ma anche la maggior parte delle (ma non tutte) ferite? E le malattie, che effetti avrebbero?

Ho visto commenti (qui e nella discussione che ha ispirato il sondaggio) con posizioni tipo «eh ma il lavoro» «eh ma la noia» che penso meritino di essere considerati.

La questione della noia sinceramente non me la sarei mai posta. Ci sono talmente tante cose da studiare, da imparare, da fare che non sarei detto «e mo' che faccio» (relevant XKCD: https://xkcd.com/505/).

(Ovviamente il fatto che ci siano cose da fare non vuol dire che si facciano, vedi il mio nick.)

A Bunch of Rocks

xkcd
Prima di toccare la questione “lavoro”: mi sono dimenticato di aggiungere alla questione “immortalità in che senso?” un riferimento ad un racconto di fantascienza di cui ora mi sfuggono titolo ed autore (forse Fritz Leiber?) il cui tema di base è l'idea che gli esseri umani in realtà sarebbero immortali, se non per un agente infettivo che causa la vecchiaia.
(È un racconto di fantascienza quindi la questione viene sollevata dopo il “first contact” con le prime civiltà aliene, vertendo su quella che di fatto è una quarantena della specie umana per evitare che il virus della vecchiaia distrugga la civiltà galattica. Poi visto che vi piacciono le barzellette a sfondo sessuale vi racconto quella dello scambio di coppia con gli alieni.)

Ora veniamo alla questione lavoro, che poi in realtà dovrebbe essere piú una questione «immortalità e società», ovvero: come reagirebbe le nostre società al caso di un singolo individuo (o una manciata di individui) che avessero ottenuto l'immortalità (almeno in termini di “non morire di vecchiaia”)?

Per cominciare, il soggetto in questione finirebbe intanto nel mirino della guardia di finanza dopo aver superato tutti i limiti attualmente considerati per la vita umana.

Diventerebbe quindi un caso mediatico, e non è difficile immaginare che ci sarebbero estensivi tentativi di trasformarlo in una cavia, o quanto meno assoggettarlo a tutta una serie di verifiche per cercare di capire il funzionamento di questa immortalità.

L'alternativa sarebbe di cercare di fare come gli immortali di Highlander, saltando di identità in identità e simulando la propria morte ogni volta.

In realtà sospetto che la cosa non sarebbe facile, soprattutto ai giorni nostri, a meno di non lavorare all'anagrafe o avere comunque agganci là dentro (e mantenerli “di generazione in generazione”). Con questa soluzione ci si potrebbe quanto meno evitare indagini scomode, ma a meno di non saltare da pensionato a pensionato, rimarrà comunque la necessità di lavorare.
Piú che parlare di lavoro però sarebbe piú opportuno parlare di “trovare sostentamento”; si potrebbe scegliere (o cercare) di vivere piú o meno ai margini della società, magari con la fortuna di procurarsi una casetta con un pezzo di terreno sufficienti a camparci di sopra, magari vendendo l'eccesso al mercato rionale (o dove che sia) per avere anche qualche soldo per le spese necessarie.

Ovviamente se si ha fortuna si può magari trovare un lavoro che piace e che si possa svolgere da remoto dalla suddetta casetta con terreno, il che peraltro aiuterebbe anche a guadagnare indipendenza (i pannelli solari costano, le batterie non sono eterne etc).

È curioso che questa soluzione possa funzionare molto meglio ora che, per dire, mezzo secolo fa.

(Chiaramente anche in questo caso la soluzione ideale sarebbe la darebbe il #RedditoDiBaseIncondizionato (#UBI), ma siamo realistici.)
L'unica cosa su cui mi sembra si sia tutti d'accordo è che se si conduce una vita di merda non vale la pena; questo chiaramente non sorprende, e conferma il perché tra le condizioni per l'immortalità non può mancare «quando mi rompo, stacco».

C'è in realtà un'altra questione complementare al «immortale in che senso?», ed è la *coscienza* dei limiti della propria (im)mortalità. Questo diventa particolarmente rilevante nel caso in cui l'immortalità sia un “unicum”, anche perché in questo caso il soggetto non è detto che se ne accorga subito.

Per uscire dall'ottica del famoso film di cui non faccio il nome per non spoilerarlo a chi non l'avesse già visto, rimaniamo nel campo del “non morire di vecchiaia”.

Come già detto, questo potrebbe prendere varie forme:

a) continuare ad invecchiare all'infinito (vedi Titone)
https://it.wikipedia.org/wiki/Titone

b) crescere/invecchiare fino ad una certa età e poi basta (o avvicinarsi asintoticamente ad un'età limite, ma in maniera tale da vedere le differenze solo dopo una certa età; pensate al grafico di 200*arctan(x/100)/pi come esempio)

c) un misto, crescendo all'infinito ma sempre piú lentamente (andamento logaritmico).

Titone - Wikipedia

Nel caso a), ci si accorgerebbe della propria immortalità solo molto tardi; sarebbe anche difficile non solo pianificare la propria vita, ma anche affrontarla bene man mano che si invecchia. Il caso peggiore (non a caso Titone fu poi “salvato” trasformandolo in cicala).

Negli altri due casi, è probabile che ci si accorgerebbe prima della differenza nella velocità di invecchiamento rispetto agli altri, ed a seconda del ritmo a cui si invecchia dopo la presa di coscienza, nonché dell'età limite >

> si potrebbe avere una buona fetta della vita (relativamente alla vita diun essere umano) da organizzare senza ancora essere fisicamente troppo deperiti.

E qui parlo di deperimento fisico intenzionalmente, perché come alcuni di voi hanno già osservato, bisognerebbe capirci anche su cosa significhi essere giovani o vecchi. (Ho già accennato a questo anche prima <https://sociale.network/@oblomov/116005887367992150>, ma evidentemente il discorso merita di essere meglio sviscerato.)

Oblomov (@[email protected])

Questa è qualcosa su cui io rimugino da età insospettabili, e forse l'unica cosa che è cambiata nel tempo è di aver fatto piccoli aggiustamenti alle condizioni. Il classico è associare l'mmortalità all'eterna giovinezza, e CI STA, ma bisognerebbe anche capire cosa si intende per giovinezza (max 20? 25? 30?) e capire se questa eterna giovinezza significa anche una certa incapacità di maturare psicoemotivamente o se è solo una questione fisica.

sociale.network
@oblomov in pratica ci dobbiamo trasferire dentro l'arco narrativo della Cultura di Ian Banks. Che non sarebbe affatto male come prospettiva

@oblomov io avevo capito immortalità = invecchiamento infinito, e quindi era un NO categorico. Già adesso non credo di voler arrivare ad età importanti se il prezzo è un declino importante delle mie facoltà soprattutto mentali. Perdere qualche colpo ci sta, ma mi spaventano demenze in cui neppure riconosci chi ti sta vicino.

Se immortalità = no vecchiaia, si presentano però quei problemi pratici del sostentamento economico. 35 anni di contributi inps son già abbastanza, di più no grazie

@Ann_in_a @oblomov è una coincidenza inquietante leggere questo lungo thread proprio dopo aver letto I viaggi di Gulliver. Secondo me chiunque legga il capitolo sugli Struldbrugg non può auspicare l'immortalità, per sé o per altrə. Vi metto qui un pezzetto

@oblomov chiarisco anche: io queste cose non le voglio per me, se altrə sono felici di arrivare a 100+ anni seppur con declino buon per loro, o se hanno accanto persone care con demenza e sono comunque contentə, hanno il mio rispetto.

Ma per il corpo mio, sul quale decido io, preferisco di no.

@oblomov non so, questo genere di congetture mi lascia perplesso, cioè è interessante se ci fa scoprire qualcosa in più su di noi o sulla realtà, d'altra parte chi lo sa dove si arriva, e poi chissà gia solo se se aumentiamo la longevità cosa succede
Però ecco l'argomento e "freddo" per me
Non so se hai letto Sandman, c'era un personaggio reso immortale
L'universo è mutamento, per essere immortali dovremmo mutare anche noi, saremmo gli stessi? (Già solo la nave di Teseo) Già ora se incontrassi
@oblomov il me giovane ci prenderemmo a sberle forse o chissà
Insomma neppure un me eterno eternamente uguale forse non si sopporterebbe
O eterno edonismo?
@oblomov mi ricorda un po' Ricomincio da capo
Altro esempio di longevità è l'imperatore dio di Dune (ma anche la trasmissione tra le bene gesserit della "consapevolezza" delle altre sorelle decedute)
In ogni caso longevità e immortalità sono cose ben diverse
Chissà come vivono la vita gli alberi millenari...
E ci sono le fasi della vita, quindi cosa vuol dire essere in fasi della vita per noi inimmaginabili?
@oblomov @filobus le mie condizioni: allungare indefinitamente il periodo della maturità psico/fisica (30/40 anni), poter decidere che anche basta, oppure mettersi in uno stato di sonno/trance stile vampiro. In questo periodo ci sto pensando molto, complice anche il rewatching dell'ottimo Frieren, che sul tema dell'estrema longevità e dello straniamento che questa comporta nella percezione del tempo e nei rapporti personali fa pensare parecchio.
@filobus giusta osservazione quella sulla longevità. D'altronde visto che potersi levare di torno quando si hanno le gonadi piene è una condizione molto gettonata per l'immortalità, direi che la longevità è in realtà ciò che si cerca. Riguardo alle fasi della vita, non credo che vi siano altre fasi, ma che cambi la loro durata (a seconda di quale si allunga).
@oblomov eh ma non possiamo saperlo, se non viviamo duecento, cinquecento, 10.000 anni
Se ci aspettasse dietro l'angolo, dopo infanzia adolescenza età adulta matura vecchiaia vetustità illuminanza depressità vuoto rinascita falso nirvana nuova consapevolezza dimenticanza
E tutti i peccati errori rimpianti restano lì a roderci come tarli? O rinasciamo?
E in effetti oltre longevità immortalità c'è anche la rinascita (consapevole?), e magari il satori
@oblomov ci ho pensato dopo aver risposto. Subito l'ho interpretato come invulnerabilità ma potrebbe essere più verosimile il non morire di vecchiaia e quindi potenzialmente avere la capacità di essere immortali a livello fisico che però andrebbe incontro ad infinite occasioni di non riuscirci.
@oblomov si, così, immortale ma perennemente vecchia, tipo 80 anni che si dilatano, senza acciacchi invalidanti però, grazie.

@oblomov immortale è troppo pericoloso, preferirei l'eterna giovinezza, definita come un corpo il più possibile in salute e che non degrada nel tempo

poi vabbé, non che il trucco sia che il corpo non invecchia perché muori prima: associata dovrebbe esserci anche una vita lunga, ma non eterna

@oblomov ma hai provato a chiedere all'INPS o alla Fornero?

@oblomov Ho votato "No".
Votare sì con beneficio di inventario non penso abbia senso: allora ognunə si faccia le proprie domande e si dia le risposte (sì, oggi è proprio una bella giornata 😅).

L'opzione eutanasia contraddice il concetto stesso di immortalità e figuriamoci se devo passare un tempo infinito a sorbirmi le magiche avventure di Trump, Musk, Thiel e tutto ciò che produrranno nei prossimi infiniti anni (perché se sono immortale io, lo sono sicuramente pure loro).

@sparkit vedi, dovevo mettere il sondaggio condizionato «se avete votato no, fino a che età vorreste vivere» 8-D

@oblomov Mah... forse 200 anni perché, come stiamo vedendo, nel corso della vita è possibile assistere a cambiamenti epocali i cui effetti però si estenderanno ben oltre la nostra esistenza.

Comunque mi è venuto in mente "The man from earth": https://www.youtube.com/watch?v=9mOIxyRTY5I

The Man from Earth - Movie Trailer

YouTube

@sparkit questo me lo procuro anche perché voglio vedere come spiegano un uomo di 14K anni fa che sembra un uomo moderno ;-)

Comunque sí, il tema nella narrativa è stato toccato un po' di volte.

@oblomov pensavo lo conoscessi già. Mi ricordo di averne sentito parlare perché aveva avuto successo anche grazie alla diffusione via torrent: https://en.wikipedia.org/wiki/The_Man_from_Earth#Publicity_through_filesharing
The Man from Earth - Wikipedia

@sparkit no, questo non lo conoscevo; sul tema solo qualche racconto.
@oblomov Si, ma la mia condizione (due in realtà) è che l'immortale devo essere solo io, altrimenti non cambia nulla, anzi è peggio. E che quando le cose andranno completamente in merda, e succederà sicuramente, avere la possibilità di ricominciare e rifare tutto meglio. Una specie di reincarnazione ma consapevole.
Lo so che questo pone altri problemi e domande da analizzare.

@Yaku @oblomov

In "Storia della filosofia occidentale" (lettura consigliatissima) Bertrand Russell confutava i sillogismi basati su "Tutti gli uomini sono mortali" dicendo che possiamo saperlo solo di quelli già morti, ma non abbiamo alcuna certezza per quelli ancora vivi.

@GustavinoBevilacqua @Yaku e come diceva Hume, non è detto che il sole sorga domani.
Tacchino induttivista - Wikipedia

@GustavinoBevilacqua @Yaku «cosi impara»

@oblomov @GustavinoBevilacqua @Yaku

scusate ma nessuno si pone il problema del vedere tutte le persone che ami morire intorno a te? e magari, se hai figli, veder morire anche loro, in eterno?
non vi ponete questa questione 

@bbacc @oblomov @Yaku

Non solo le persone, ma anche gli animali.

@GustavinoBevilacqua hai ragione ma a quello ci siamo più abituati, anche senza essere immortali gli animali a cui generalmente ci leghiamo hanno vita più breve (purtroppo)

@oblomov @Yaku

Oblomov (@[email protected])

La vera domanda da porre è forse: ma l'immortale sei solo tu o anche gli altri? Perché ovviamente se lo sono anche gli altri (TUTTI gli altri) allora COL CAZZO (penso che tutti quanti possiamo pensare ad una manciata di persone che siamo tutti felici abbiano tirato le cuoia, o presto le tireranno, o non le tireranno mai abbastanza presto). Ma se l'immortale sei solo tu, si pone un altro problema, ovvero quello che tutti i tuoi legami affettivi saranno persone che prima o poi non ci saranno piú.

sociale.network
@oblomov chi me lo fa fare di vivere la vita di merda che faccio a tempo indefinito.
@oblomov Il sondaggio si è concluso: confermato per l'ennesima volta il leggendario doomerismo social!
@sparkit interessante interpretazione 8-D