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Il governo italiano, asservito agli interessi della #guerra e dell’industria della morte, ha approvato in Commissione #Difesa l’acquisto di strumenti bellici per 1,5 miliardi da un’azienda #israeliana. Non si tratta solo di mercimonio d’#armi: è complicità attiva con un sistema che fa della #sopraffazione il proprio mestiere.
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#Israele, come ben documenta il libro-inchiesta Laboratorio #Palestina, è divenuto “all’avanguardia” nella tecnologia militare non per ingegno o progresso, ma perché ha trasformato la #StrisciadiGaza in un campo di sperimentazione. Un laboratorio di #guerra dove i #palestinesi — uomini, donne, bambini — sono ridotti a cavie viventi, bersagli da testare per #droni, #algoritmi e altri strumenti d’annientamento.
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Questa non è civiltà. È #barbarie moderna, mascherata da #sicurezza. È la #scienza messa al servizio della #repressione e dello #sterminio. E a ben vedere, non c’è nulla che differenzi tali pratiche da quelle dei regimi più oscuri del Novecento. Il paragone con il #nazismo non è un’iperbole, è il riflesso fedele di una realtà in cui la vita umana è merce.
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Chi fa compravendita di #armi con chi opprime, ne legittima i #crimini. Chi investe in guerra, semina #morte. I #popoli liberi non fanno affari con gli #oppressori: li combattono. E solo abolendo gli eserciti, distruggendo le frontiere e rifiutando la logica della violenza organizzata, si potrà un giorno parlare davvero di giustizia e libertà.