In Israele l'incitamento al genocidio si è diffuso in tutti i media come un discorso legittimo.🧵1/8

“C'era da aspettarselo: il dibattito ha assunto caratteristiche neonaziste.”
✍️#GideonLevy

#CeasefireNOW
#GazaGenocide#Gaza #WestBank
#Israel #ZionistTerrorism #IsraeliOccupation #Peace #29aprile

https://www.haaretz.com/opinion/2025-04-27/ty-article-opinion/.premium/israeli-incitement-to-genocide-in-gaza-goes-mainstream/00000196-7333-dd54-a7d6-f337cf500000

⟦ C'era da aspettarselo: il dibattito ha assunto caratteristiche neonaziste.
I confini sono caduti e il bagno di sangue è stato legittimato.

Il parlamentare del Likud #MosheSaada ha proclamato alla TV "Channel 14" di essere “interessato” ad affamare un'intera nazione.

“Sì, farò morire di fame gli abitanti di Gaza, sì, questo è il nostro obbligo”;

Un cantante relativamente popolare, #KobiPeretz, è invece convinto che ci sia stato “ordinato” di annientare Amalek [l'arcinemico biblico].

“Non ho pietà per nessun civile di Gaza, giovane o vecchio che sia… non ho un briciolo di pietà”, ha dichiarato sulla copertina della rivista del fine settimana del quotidiano "Yedioth Ahronoth". ⬇️2

Questi due, #Saada e #Peretz, non sono che pesci piccoli, ma lo stagno è pieno di dichiarazioni di questo tipo e molti hanno interesse a metterle in risalto per assecondare l'opinione pubblica.

Un personaggio pubblico in Europa, sia esso un parlamentare o un cantante, che pronunciasse tali dichiarazioni verrebbe etichettato come neonazista.
La sua carriera si fermerebbe e da quel giorno sarebbe per sempre ostracizzato.
In #Israele, questi dichiarazioni fanno vendere i giornali.

Bisognerebbe chiamare questo fenomeno col suo nome: si tratta di incitamento al #genocidio.
A merito di Saada e Peretz, si potrebbe dire che hanno tolto tutte le maschere e rimosso tutti i filtri. ⬇️3

Quello che una volta era un dibattito spazzatura che si trovava spesso sui social media è diventato il dibattito pubblico standard, che solleva domande come chi è a favore e chi è ancora contro il genocidio.

Saada e Peretz sono a favore dell'omicidio di massa, mentre altri sostengono solo il “blocco degli aiuti umanitari”, che è la stessa cosa, solo con una formula più raffinata. È la stessa crudeltà, solo in forma educata; la stessa mostruosità, solo aderendo a una forma presumibilmente più adatta.

È vero che è importante smascherare le tendenze neofasciste che si diffondono nella società e strappare le maschere, ma questo smascheramento conferisce a questo discorso palesemente illegittimo la legittimità e la normalità che gli mancavano fino a poco tempo fa. ⬇️4

Da qui in poi si dovrebbe dire: tu ucciderai.
Saada e Peretz dicono che sia addirittura un comandamento.
Non resta che discutere su chi debba essere ucciso e chi debba essere risparmiato.

Lentamente ma inesorabilmente, i danni a lungo termine causati dall'assalto del 7 ottobre stanno venendo alla luce.
Al di là delle orribili tragedie personali e nazionali, quell'attacco ha completamente sconvolto la società israeliana.

Ha distrutto, forse per sempre, ogni vestigia del campo della pace e dell'umanità, legittimando la barbarie come un alto comandamento.
Non esistono più “permesso” e “proibito” per quanto riguarda la malvagità di Israele nei confronti dei palestinesi. ⬇️5

È permesso uccidere decine di prigionieri e far morire di fame un intero popolo.
Un tempo ci vergognavamo di queste azioni; la perdita della vergogna sta ora smantellando ogni barriera residua.

Forse la cosa peggiore di tutte è il pensiero che porti vantaggio ad un media cinico e populista come "Yedioth Ahronoth", soprannominato “il giornale del Paese”, sempre in sintonia con i suoi lettori, per dare risalto a questo discorso genocida.

Il genocidio in copertina non solo lo legittima, i redattori lo sanno, ma piace anche ai lettori.
Il cantante Eyal Golan può essere ostracizzato a causa della sua cattiva condotta sessuale, ma chi ostracizzerà Kobi Peretz il jihadista?

Dopo tutto, ha ragione.
“Hanno mutilato i nostri fratelli e i nostri figli”, ha detto.
Ora tocca a noi mutilare. ⬇️6

Non sono solo "Yedioth Ahronoth" e "Channel 14 TV".
I dibattiti sul genocidio si sono diffusi in tutti gli studi televisivi come discorsi legittimi.

Ex colonnelli, ex membri dell'establishment della difesa, siedono nei talk show e invocano il genocidio senza battere ciglio.
Non sono importanti o interessanti, ma sono i protagonisti del dibattito pubblico.

Quando un giorno, nel futuro, gli storici cercheranno di capire cosa sia successo in Israele in questi anni, troveranno queste voci come voce del popolo.
Questo contribuirà alla loro comprensione: Israele era così allora.

Questa legittimazione finirà in lacrime, le lacrime dei media che ora promuovono questi discorsi mostruosi. ⬇️7

Chiedete a chi vuole affamare 2 milioni di persone, a chi pensa che un bambino di 4 anni meriti di morire e che un disabile su una sedia a rotelle sia un bersaglio facile da affamare, cosa pensino della libertà di stampa e di espressione, e scoprirete come siano favorevoli alla chiusura della maggior parte dei media o almeno alla censura.

L'apice di questo assecondare la destra estremista sarà che le cose si ritorceranno contro i media che hanno promosso questa condotta.

Peretz, Saada e i loro simili non hanno solo voglia di sangue arabo.
Vogliono anche che noi stiamo zitti.⟧🔚8