Poesia di Lidia Popa, ‘Cruelia contro la Temeraria Rivale’ ci troviamo in questa nuova epoca che è stata brillantemente definita «feudalesimo tecnologico», caratterizzata dalla sostituzione etnica delle parole, dove i linguaggi divenuti dis/funzionali diventano impropri e inadeguati a com/prendere il mondo.

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Glossa di Giorgio Linguaglossa

Un linguaggio poetico deve essere incoglibile per essere significativo e significante, altrimenti ricade nella accessibilità tipica del linguaggio informazionale. È che ci troviamo in questa nuova epoca che è stata brillantemente definita «feudalesimo tecnologico», caratterizzata dalla sostituzione etnica delle parole, dove i linguaggi divenuti dis/funzionali diventano impropri e inadeguati a com/prendere il mondo. Si falsificano i linguaggi. Si falsifica la realtà. Si falsifica la Fantasia. Si falsificano le «voci», come hanno fatto di recente dei truffatori che hanno falsificato la «voce» del ministro Crosetto per estorcere denaro ad alcuni ricchissimi imprenditori. Le «voci» oggi sono state dis/funzionalizzate e mistificate. Le «voci» della poesia di accademia hanno perduto la loro «origine». Le «voci» hanno perduto la loro «origine». E allora ecco la necessità di una poesia anch’essa dialetticamente dis/funzionale perché basata sul Fattore Fantasy come questa di Lidia Popa, dove la «voce» viene destrutturata nella sua origine e ritorna nominante, nomina il mondo della fantasia, nomina il nulla di cui siamo circondati. Scrive Lidia Popa: «Per mantenere la mia coerenza in un mondo del dubbio e delle maschere ho scritto questo poema è mi concedo perché non mi piace stare ferma su un argomento. Con fede nella poesia contemporanea».

Scrive Lacan

«Nella misura in cui il linguaggio diventa funzionale si rende improprio alla parola, e quando ci diventa troppo peculiare, perde la sua funzione di linguaggio.
È noto l’uso che vien fatto, nelle tradizioni primitive, dei nomi segreti nei quali il soggetto identifica la propria persona o i suoi dei, al punto che rilevarli è perdersi o tradirli […]
Ed infine, è dall’intersoggettività dei “noi” che assume, che in un linguaggio si misura il suo valore di parola.
Per un’antinomia inversa, si osserva che più l’ufficio del linguaggio si neutralizza approssimandosi all’informazione, più gli si imputano delle ridondanze […]
Infatti la funzione del linguaggio non è quella di informare ma di evocare.
Quel che io cerco nella parola è la risposta dell’altro. Ciò che mi costituisce come soggetto è la mia questione. Per farmi riconoscere dall’altro, proferisco ciò che è stato solo in vista di ciò che sarà. Per trovarlo, lo chiamo con un nome che deve assumere o rifiutare per rispondermi.

Io m’identifico nel linguaggio, ma solo perdendomici come un oggetto. Ciò che si realizza nella mia storia non è il passato remoto di ciò che fu perché non è più, e neanche il perfetto di ciò che è stato in ciò che io sono, ma il futuro anteriore di ciò che sarò stato per ciò che sto per divenire.»1]

1] J. Lacan Ecrits, 1966,Scritti I, trad. it. Einaudi, 1974, p. 293

Lidia Popa

Cruelia contro la Temeraria Rivale

I
Il duello all’ultima stoccata tra Cruelia e la temeraria Rivale,
un confronto tra ingegno e audacia, un gioco di arte marziale.
L’una con l’eleganza della crudeltà, l’altra con il fuoco dell’ardire,
tra loro un destino incerto, difficile a definire.

Cruelia, con il suo sguardo gelido, come ghiaccio in un inverno profondo,
protegge il suo regno oscuro, il potere di un mondo.
La sua voce è un sussurro, un bisbiglio d’ombra e terrore,
capace di far tremare anche il più impavido cuore.

Rivale, con occhi di fiamma, brillante di spirito e passione,
non teme il buio, affronta ogni lotta con determinazione.
Nel suo cuore arde la fiamma della giustizia e dell’onore,
una forza che risplende come il sole nel suo splendore.

Il campo di battaglia è teso, ogni respiro è una promessa di scontro,
la tensione si intensifica, è palpabile come un vento controvento.
Le spade si incrociano, scintille volano nell’aria,
ogni colpo una danza, una sinfonia di forza straordinaria.

Il duello continua, nessuna delle due cede il passo,
Cruelia con il suo gelo, Rivale con il suo impeto grasso.
Ogni mossa è un enigma, un mistero da risolvere,
chi trionferà in questa lotta, il destino saprà rispondere.

E così la lotta imperversa, tra l’oscurità e la luce,
un’epica sfida che il tempo stesso conduce.
E mentre il mondo assiste, con il fiato sospeso e il cuore in festa,
si scrive una nuova leggenda, la lotta testa a testa.

II
Le ore scorrono lente, sotto il cielo d’un blu profondo,
le guerriere si muovono con precisione, uniche nel loro mondo.
Ogni colpo è un racconto, un’epica narrazione,
la lotta si fa più intensa, una danza d’ispirazione.

Cruelia, con occhi scintillanti come stelle oscure,
maneggia la sua lama con movenze sicure.
Rivale risponde con grinta, il cuore che batte forte,
non c’è paura, solo il destino a guidare le loro sorti.

Il clangore delle spade, come musica di guerra,
riempie l’aria, un’eco tra terra e terra.
Nessuna si arrende, nessuna vuole cedere,
nel loro scontro epico, il coraggio a prevalere.

Un attimo di esitazione, una pausa nel conflitto,
occhi che si incontrano, un rispetto non detto.
Perché in questa lotta, tra gelo e fiamma ardente,
c’è una bellezza unica, un legame latente.

Ma il tempo è tiranno, e il duello deve riprendere,
ognuna con la propria forza, il proprio volere.
Cruelia e Rivale, due facce della stessa moneta,
continuano a combattere, una danza senza meta.

E mentre il mondo osserva, in un silenzio sovrano,
la storia si scrive, mano nella mano.
La lotta continua, tra ombre e luce fiammante,
un’epica sfida che resterà nel cuore di ogni amante.

III
La notte cala lentamente, avvolgendo il campo di battaglia
in un manto di stelle lucenti, un tappeto che assomiglia
a un sogno senza fine, un palco per questo dramma,
dove le eroine si affrontano, ognuna con la propria fiamma.

Cruelia, maestra dell’ombra, oscura come una notte senza luna,
la sua presenza un enigma, un rompicapo senza fortuna.
Con movimenti eleganti, sfiora l’aria con grazia,
una regina del mistero, una figura che non si scaccia.

Rivale, ardente come il sole al mattino,
la sua energia contagiosa, un faro di destino.
Combattendo con passione, ogni colpo un inno all’onore,
lei è il fuoco che risplende, una forza che non conosce timore.

Il duello si prolunga, in un crescendo di emozioni,
le spettatrici guardano con fervore, in attesa di soluzioni.
Ogni ferita e ogni colpo, un capitolo di questa saga,
ogni passo un verso, un poema che mai s’appaga.

Il terreno è intriso di sudore, il respiro si fa corto,
ma né Cruelia né Rivale danno segno di sconforto.
Con cuore impavido, continuano a lottare,
in questa danza epica, nessuna si può fermare.

E così, la lotta testa a testa si fa eterna,
un ciclo di forza e passione, un fuoco che mai si spegne.
L’una con il gelo della notte, l’altra con la luce del giorno,
le loro storie intrecciate, un destino che ormai hanno fatto proprio.

IV
L’alba inizia a tingere il cielo di un tenue arancio dorato,
il mondo si risveglia, ma il duello non ha ancora trovato
la sua risoluzione, un esito definitivo,
tra Cruelia e Rivale, il conflitto resta incisivo.

Le forze cominciano a calare, il respiro si fa pesante,
ma le guerriere perseverano, ognuna fiera e incessante.
Un’ultima serie di colpi, un’esplosione di determinazione,
un confronto finale, una sinfonia di passione.

Cruelia, l’incarnazione del gelo, l’eterna regina della notte,
con un’ultima mossa, prova a prevalere, gioca la sua carta forte.
Rivale, il fuoco indomito, una stella che non si estingue mai,
con un grido di vittoria, si erge, luminosa e senza freni.

Il mondo trattiene il fiato, nell’istante del climax,
e poi, in un attimo di silenzio, si svela il fato.
Un sorriso di complicità tra le due, un rispetto guadagnato,
la loro lotta, una leggenda, un legame ormai indissolubile e consacrato.

Non ci sono vincitori né vinti, solo la forza dell’onore,
una storia di coraggio, un poema che palpita ancora nel cuore.
Cruelia e Rivale, due anime legate dal destino,
un’epica battaglia che il tempo racconta come un antico vino.

E così si conclude la loro lotta, ma non la loro storia,
perché in ogni cuore che ascolta, resta viva la loro gloria.
Due eroine indimenticabili, una danza di luce e ombra,
un duello che risplende, come un sole che tramonta.
©️ Lidia Popa

(Roma, 7 febbraio 2025)

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Nata in Romania nel comune di Piatra Șoimului, nella contea di Neamț, il 16 aprile 1964, Lidia Popa ha terminato gli studi con un diploma di maturità e altri corsi amministrativi a Piatra Neamț, dove ha lavorato fino a quando ha deciso di emigrare in Italia. Vive e lavora da 21 anni a Roma dove è arrivata sull’ondata di emigrazione intellettuale dopo la caduta del muro di Berlino. Ha scritto la sua prima poesia all’età di 7 anni. È poetessa, saggista, narratrice, riconosciuta in Italia e all’estero per la sua attività letteraria. Collabora con associazioni culturali, cenacoli letterari, riviste e pubblicazioni cartacee e online di letteratura romena, italiana e internazionale. Scrive in ​​romeno e italiano e anche in altre lingue come esercizio di conoscenza.
Ha pubblicato le sue poesie in cinque libri: in Italia, Punto differente (essere), 2016; Nell’antro dei miei pensieri (Dacia), ed. bilingue romeno-italiana, 2016; Anfora di cielo, ed. bilingue romeno-italiana, Edizioni Divinafollia, 2017; in Romania, Sufletul cuvintelor/ Shpirti i fjalëve (L’anima delle parole), ed. bilingue romeno-albanese, Amanda Edit Verlag, 2021, Sintagme cu dor de trifoi (Sintagmi con desiderio di trifoglio), ed. romena, Editura Minela, 2021, e in 40 antologie letterarie e riviste letterarie online dal 2014 ad oggi in Italia, Romania, Spagna, Canada, Serbia, Bangladesh, Regno Unito, Libano, ecc. Le sue poesie sono tradotte in italiano, francese, inglese, spagnolo, arabo, tedesco, bengali, portoghese, serbo. I suoi scritti sono pubblicati regolarmente su riviste in Romania, Italia e all’estero. È promotrice della letteratura romena, italiana e internazionale, e fa parte delle giurie di alcuni concorsi. Traduce da autori classici o contemporanei, che si distinguono per la raffinatezza e la qualità dei loro versi, in italiano, romeno, inglese, spagnolo, francese, tedesco, affermando che «è solo un esercizio di scrittura per imparare ed evolvere come persona con amore per l’umanità, per l’arte, la poesia e la letteratura».
È stata premiata in importanti concorsi internazionali con diplomi di riconoscimento, targhe, trofei e medaglie*. Lidia Popa è membro della Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS), membro onorario della Società Letteraria Internazionale Casa Poética Magia y Plumas, Repubblica di Colombia, membro dell’Unione Ispanomondiale degli Scrittori (Unión Hispanomundial de Escritores) (UHE) e vicepresidente UHE Romania, consigliera per l’Italia della Suryodaya Literary Foundation Odisha India, membro Motivational Strips – Oman e di numerosi altri gruppi letterari a livello internazionale. È stata invitata al Congresso Mondiale dei Poeti organizzato da World Academy of Arts and Culture che si è tenuta a Budapest in Ungheria dal 20 al 27 settembre 2021.

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