#The4.30Movie è il nuovo film di #KevinSmith, sì il regista del celebre #Clerks che negli anni #90 è stato un po' il manifesto di tutta una generazione (tra cui la mia).
Dico subito che il film mi ha commosso ed emozionato: questo non solo perché mi sono ritrovato in molte situazioni raccontate nel film che erano tipiche di chi era adolescente come me negli anni #80, ma perché questo film è un po' una grande dichiarazione d'amore rivolta a quegli anni e soprattutto 1/8
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una bellissima celebrazione della #nerditudine
Il film racconta le vuote e superlogorroiche giornate di un trio di ragazzi, di uno in particolare, il protagonista, con il loro rapporto nei confronti del mondo (che negli anni 80 è zeppo di metafore), l'altro sesso e il morboso attaccamento con il cinema. Proprio la dimensione del cinecosmo è quella che il protagonista vive come binocolo della sua personalità, del fatto che sta crescendo e diventando 2/8
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grande, che comincia ad innamorarsi di qualcuno e la sua passione cinefila diventa l'attenzione con cui interpretare la realtà e le sue emozioni
Il film è un'orgia totale e continua di citazioni cinefile verbali, e del cinema visto come luogo di collegamento tra la realtà e l'immaginazione, un vero posto di aggregazione culturale, ma anche umana, come in effetti era, soprattutto in quegli anni con il rito collettivo del cinema che oggi si è un po' perso o che cmq è molto cambiato 3/8
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Le prime cotte, le prime emozioni da adolescente che è incuriosito e intimorito dalla sessualità, e con tutto il contorno di un mondo che non esiste più, gli anni #80, ma che sono celebrati senza nostalgia, in una sorta di autoanalisi di gruppo a suon di musiche glam, colori desaurati e grana grossa della pellicola
Il punto più bello e toccante del film, IMHO, è il dialogo tra il protagonista sconsolato sulle scale 4/8
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nel retro del cinema, e quella che sembrava essere una scorbutica (ma bellissima) cassiera e maschera del cinema stesso che si era ritirata dietro per fumarsi una sigaretta: improvvisamente si scopre essere una cinefila ancora più incallita del protagonista (a suon di citazioni a mitraglia), e che confessa di voler diventare una regista per fare film, per quello lavorava in un cinema, perché voleva vederne più che poteva, era la sua passione del resto 5/8
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Perché in fondo l'idea del film è tutta qui: una passione è tale se tu voi viverla sempre, senza limitazioni, è più forte di te. Ma chi è veramente appassionato di fumetti (quelli che io chiamo i "fanzinari" :-)), di giochi, di lettura, di matematica, di musica o qualsiasi arte/cultura aggregata complessa, come è pure il cinema (e all'ennesima potenza), in fondo si immerge in questo perché vuole diventare o fare ciò che pratica 6/8

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Nel film dicono infatti una frase bellissima che suona più o meno così: noi spettatori e amanti del cinema, siamo tanti registi che ancora non hanno girato il loro film

E' la pura verità, e nel film viene raccontato in modo esemplare, con anche momenti di commedia e ilarità spinta che sono poi anche lo stile vero della comicità di KevinSmith 7/8

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Un film che definirei *obbligatorio* per chi è vissuto negli anni 80-90, ma che purtroppo non so quanta presa possa avere con uno nato nel nuovo millennio: ecco forse questo è l'unico difetto che posso trovare (otre ad alcune scene e dialoghi sicuramente perfettibili), ovvero quello di essere per un pubblico molto di nicchia. Per il resto è, come detto, una dichiarazione d'amore, è come tale va raccolta: prendere o lasciare.

Film imperdibile 8/8 [END]