La vicenda dell'assalto al coltello di #Mannheim mi pare emblematica di un nodo che viene al pettine.

A sinistra stiamo continuando su una linea che non ci porterà da nessuna parte: ributtare la palla al centro o insabbiare il movente islamico di attentatori e di soggetti politici, pur di non dare una risposta sensata ad un sentimento ur-fascista di chi finora abbiamo considerato oppresso.

Suggerisco di considerarli così: saranno stati anche oggetto di #xenofobia, ma sempre fascisti sono.

Oggi a #Mannheim un fondamentalista islamico ha accoltellato dei reazionari tedeschi in una piazza centrale.

Ho scorto i commenti dei miei stessi compagni locali ed il punto focale fatica a rivelare un senso compiuto.

Chiaramente non ci può essere empatia con dei neofascisti tedeschi, ma ad ogni allarme islamismo, e sarebbe l'ennesimo in Germania, si sfodera il buon vecchio benaltrismo. Però da "sinistra".

E così la domanda è diventata: "Ma voi sapete chi è #Stuerzenberger?"

Innanzitutto, chi manco se lo incula #Stuerzenberger.
Si lu intendo un'àtera borta, est sa sigunda.

In secondo luogo, manca la problematizzazione della radicalizzazione islamica.
Si vede tutto un ambientino di sinistra tacere sul movente di un afghano a caso che va ad accoltellare altri reazionari. Questo, lo ripeto, senza empatia per gli attivisti di #PaxEuropa.

Eppure loro stanno dalla stessa parte della barricata. O per lo meno, islamici e neofascisti dovrebbero essere considerati così.

Invece che organizzarci fra compagni per sgomberare il gazebo di #PaxEuropa, stiamo lasciando che l'estrema destra confermi pubblicamente le proprie tesi attraverso vicende come questa.

Alle prossime elezioni questa cosa sarà spendibile, come se non ci fossero già state abbastanza occasioni per ottenere consenso per i reazionari tedeschi.

Voglio ricordare che, nella sola #Amburgo negli ultimi sei mesi, hanno fatto due manifestazioni islamiste. Volevano la legge coranica, gli oppressi.

E così, nonostante dovremmo essere lontanissimi dal fiancheggiare l'#islamismo (più o meno ingenuamente), ci siamo di nuovo trovati a doverci accontentare di qualcuno che politicamente si colloca ad estrema destra (#fondamentalismoislamico) per contrastare qualcun altro che si colloca ad estrema destra (#PaxEuropa), pur di vedere dei #neofascisti locali colpiti.

Non solo non riusciamo a far valere la nostra linea socialista e laica, ma ci accontentiamo di inquietanti alleati politici di fatto.

@cafeindy mi permetto di suggerire una lettura molto valida sui problemi che ha avuto la sinistra francese, presa nel mezzo tra neofascismo e fondamentalismo islamico (perché è quello il problema, non l’islamismo in sé) senza trovare nulla di meglio del cerchiobottismo ipocrita. L’autrice è una redattrice di Charlie Hebdo, che ha reagito alla colpevolizzazione delle vittime dell’attentato, accusate di islamofobia solo per aver difeso la laicità. https://www.grasset.fr/livre/eloge-du-blaspheme-9782246853732/
Eloge du blasphème (Grand format - Broché 2015), de Caroline Fourest | Grasset

« Menacés par les fanatiques, censurés par les lâches, les esprits libres de tous les continents n’en finissent p

@gubi grazie del suggerimento!

@gubi ci terrei a specificare che quando si parla di islamismo, si mette l'accento sull'aspetto politico dell'islam moderno. Non è un termine limitato al semplice culto.

E va detto anche che l'aspetto politico è molto presente nell'islam, poiché il testo sacro di riferimento è già di per sé un corpus giuridico. Ci sono norme in quasi ogni cazzo di sura.

Ergo, non si parla solo di fede e di un testo vago da cui elabori delle norme, ma di un codice antico da dover conservare ed applicare.

@cafeindy capisco la vostra prospettiva, ma ho amici convertiti all’islamismo negli anni 70 durante i loro viaggi spirituali in Afghanistan: sono laici, libertari e antifascisti, e praticano la loro dimensione spirituale per loro stessi, senza imporla a nessun altro. Per considerazione verso di loro distinguo tra islamismo e fondamentalismo islamico come distinguo tra cristianesimo e fondamentalismo cattolico. Non tutti i credenti scivolano nel clericofascismo, e meno male…

@gubi cosa facciamo? parliamo di etichette senza metterci dentro i contenuti?

Laici, libertari, oppure musulmani. Delle due una.

@cafeindy io mi considero laico, libertario e anticlericale sul piano sociale e politico anche se persuaso dal cristianesimo sul piano spirituale e filosofico. La laicità non implica l’ateismo, ma il rifiuto di religioni di Stato. Il direttore di C.Hebdo distingue tra spiritualità individuale e religione organizzata: la prima è espressione interiore, la seconda l’esercizio di un potere politico su altre persone per condizionarne la vita in nome di Dio. https://www.laicite.be/magazine-article/miroir-de-cloche-entretien-gerard-biard/
Le miroir de ce qui cloche. Rencontre avec Gérard Biard

Rédacteur en chef de « Charlie Hebdo », Gérard Biard dresse le bilan de l’après-Charlie, cinq ans après l’événement dramatique qui a décimé la rédaction et ses amis. Alors que le journal satirique souffle ses 50 bougies, côté liberté d’expression, de la presse, droit au blasphème et juste place de la laïcité, le bilan ne fait pas vraiment […]

Centre d'Action Laïque
@gubi Guarda anche io ho un amico che si definisce cattolico, però:
- non riconosce l'autorità del papa;
- crede della predestinazione;
- crede della metempsicosi;
- crede che esista più di un dio.
Però è cattolico, eh!
@cafeindy magari quel tuo amico farebbe meglio a definirsi cristiano, se non si riconosce nel cattolicesimo... io sono passato dal cattocomunismo al cristoanarchismo quando ho capito i limiti delle "due chiese" (Cattolica e Comunista) rispetto alle possibilità spirituali e politiche dell'umanità. E ho rifiutato il rito cattolico del matrimonio perché mi pareva una bestemmia anticristiana: nega il perdono in caso di errore (divorzio) mentre il messaggio di Cristo è centrato sul "non giudicare"

@gubi è vero che la laicità possa essere sinonimo di secolarismo più che di ateismo.
È tuttavia l'ammissione che la religione possa vacillare e che non valga la dimensione politica: l'ateismo deve stare sullo sfondo, affinché una laicità sia possibile.

Altrimenti la religione è legge rivelata, e quindi merita una dimensione politica. Secolarismo come ateismo soffice.

Tuttavia mi preme di dire che la spiritualità sia una puttanata. È lo scarto di produzione della religione organizzata.

@cafeindy per me un inganno del clericalismo è anche aver affermato l'idea che non ci possa essere spiritualità fuori dalla religione. Ma se indichiamo con "spiritualità" un moto interiore che guarda una realtà possibile al di là della realtà materiale, vedo tante "negazioni spirituali" di una realtà materialista, capitalista, consumista e neofascista. Le vedo nello "spirito" che anima l'ecopacifismo, nei "pellegrinaggi" sui luoghi della resistenza, nella "sacralità" dei valori Costituzionali.

@gubi senza un sistema di immaginario ordinato, non puoi avere "moti interiori che guardano al di là della realtà materiale". Non è un inganno del clericalismo.

Sai perché? Perché i binari della spiritualità sono disegnati storicamente da una cerchia di addetti ai lavori (il clero, i sacerdoti, i savi, gli imam, o chi minchia per loro) che ne ridefiniscono periodicamente il percorso.

L'autonomia di chi crede di credere, è comunque dentro un quadro derivante dall'ufficialità religiosa.

@cafeindy nel mio sentire il credo riguarda la fede, ma non c’è solo la spiritualità che nasce da fedi religiose. C’è anche quella contemplativa, come la spiritualità di chi va in montagna o naviga contemplando la natura, o quella umanistica, come la spiritualità laica di chi salva vite in mare pur essendo ateo. Sono persuaso del fatto che esista una spiritualità laica che guarda alla dichiarazione universale dei diritti umani come la spiritualità cristiana guarda al Vangelo.
@gubi sì ma questo è giocare con le parole e sostenere la qualunque. Vabbè.
@cafeindy non è una cosa negativa. Una società laica, multietnica e multiculturale ha un minimo comune denominatore, il patto sociale (Costituzione + Dichiarazione dei diritti umani) e in questa cornice si sceglie di “sostenere la qualunque” per dare spazio e rispettare ogni sensibilità politica, culturale, religiosa e blasfema, purché altrettanto rispettosa delle sensibilità altrui. Liberi di pregare, ma non nel consultorio. Liberi di bestemmiare, ma non nei luoghi di culto.
@gubi liberi di pregare, ma se si prega, non si è liberi.
In astratto posso concordare sul fatto che la preghiera religiosa ti “rinchiude” in un sistema di credenze oltre il quale non sei libero di muoverti spiritualmente, in concreto sospendo il giudizio perché ho visto gli effetti della preghiera religiosa su alcune persone in certe situazioni, (ad esempio anziani terminali in condizioni di grave fatica o sofferenza fisica)
@cafeindy nel contesto italiano vanno registrati anche casi di “cortocircuito politico” dove finti nemici sui social (destra leghista e fondamentalismo islamico) diventano veri alleati in campagna elettorale. Come la lista civica che appoggiava la leghista Cisint, dove il candidato minacciava nella moschea di tagliare le dita a chi non lo avrebbe votato. Cfr.
https://www.ilgazzettino.it/AMP/nordest/bengalese_taglia_dita_voto_monfalcone_lega-6736195.html
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Gazzettino