Per una nuova "laboratorialità popolare" contro il "classismo digitale" che lucra sulle vite

Il valore culturale della competizione agevola lo sfruttamento di classe anche online, con piattaforme tutt'altro che neutre a far proliferare i ceti "dominanti". Nel loro saggio Martina Miccichè e Saverio Nichetti mostrano come dietro la funzione interattiva si nascondano dunque le stesse discriminazioni del mondo offline. Trasformando l’esposizione, il tempo personale, le preferenze e i posizionamenti, in dati monetizzabili. Esistono spazi di resistenza

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