colAZIONE radioATTIVA
Centro di ricerca del Brasimone, mercoledì 22 ottobre alle ore 08:00 CEST
Per contrapporsi al pericoloso trascinarsi di esperimenti, ricerche e sperperi presso il centro di ricerca del Brasimone, invitiamo alla prima
di una serie di colazioni ricorrenti davanti ai cancelli dell’ex-centrale, per un mercoledì al mese a partire dal 22 ottobre alle ore 8:00.
Per una difesa popolare del territorio,
Rete SOLLEVAMENTI DELLA TERRA – autunno 2025
Scrivici via email a sollevamenti @ riseup . net
Ricevi aggiornamenti scrivendo a sollevamentiterra @ liste . esiliati . org
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Non vogliamo il nucleare, ogni risorsa sprecata così è una risorsa strappata a
sanità, scuola pubblica, trasporti, cura del territorio e servizi che servono davvero
a chi vive qui. In questo territorio, prima del referendum del 1987, c’è già stata
una grande battaglia contro la centrale del Brasimone. Alcuni di noi c’erano. Tanto
quanto le false promesse del nucleare, torniamo anche noi.
Ci dicono che il nuovo nucleare sia pulito, sostenibile sicuro ed economico per i
cittadini, ma oltre agli annunci propagandistici, emergono enormi problemi:
1) Insostenibilità economica. Il nuovo nucleare rimane solo sulla carta: tuttora
non esiste alcun prototipo. Ci spiega Nicola Armaroli: “ripartendo da zero,
parliamo di oltre 100 miliardi di investimenti… manca un quadro economico
realistico”. Si racconta di avere già in tasca la soluzione al problema energetico,
quando invce si tratta solo di finanziare la ricerca; la produzione rimane un
lontano miraggio. Intanto si elargiscono risorse pubbliche, poi si vedrà. E chi
pagherà? Lo stesso ministro Frattin ha affermato, in un intervista a Radio 1, che
gli incentivi saranno largamente a carico dei cittadini, con prelievi in bolletta.
Quella stessa bolletta che il nucleare, ci dicono, avrebbe forse un giorno
contribuito a ridurre.
2) Sicurezza e salute. La storia ce lo insegna, il nucleare sicuro non esiste. Anche
nel nuovo nucleare, l’energia si ottiene dalla fissione degli atomi di uranio,
radioattivo e quindi intrinsecamente pericoloso. Chernobyl, Fukushima e
Zaporijia sono solo tre esempi di come incidenti, eventi naturali (come un
terremoto) o minacce militari possano fare esplodere la portata devastante insita
in ogni rattore nucleare , anche il più “sicuro”. Non è un caso che tra i maggiori
partner del governo nel progetto per il nuovo nucleare ci sia Leonardo: la
potenzialità esplosiva del nucleare è proprio quello che interessa a molti di coloro
che lo propagandano. La distinzione tra nucleare civile e militare è sempre molto
labile.
3) Scorie, cioè gli scarti della fissione nucleare, materiali che mantengono la loro
altissima pericolosità per un tempo inimmaginabile (per l’uranio 235 si parla di
710 milioni di anni). Ad oggi non si è ancora risolto il problema di dove
posizionarle in modo definitivo e sicuro, né in Italia né altrove. E se Newcleo
afferma di voler addirittura riciclare le scorie per produrre nuova energia, nulla
di concreto esiste ancora, e nulla garantisce che mai esisterà: la ricerca procede a
rilento e i partner commerciali e i finanziamenti sono sempre più difficili da
trovare. Intanto, le scorie si continuano ad accumulare.
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