Il famoso divulgatore Neil de Grasse Tyson, nel suo Astrofisica per chi va di fretta ammette che la Terra è il suo vero pianeta preferito. Difficile dargli torto, ammirando questa spettacolare panoramica presa dalla Stazione Spaziale Internazionale.

Davvero non c'è pianeta così bello, almeno tra quelli del Sistema Solare. La panoplia di luci fa pensare a tutta la gente che vi abita, a milioni di storie che si intrecciano, di emozioni, di solitudini e compagnie, di struggimenti ed estasi, di perdita del senso del vivere e sua continua instancabile ripresa.
A metà circa si vede benissimo il nostro paese, illuminato nella notte.

Questo è il nostro meraviglioso pianeta. Niente meno, niente più, un piccolo pianeta abitato, popolato da persone che pensano, sperano, pregano, vivono, indagano il mistero del cosmo in cui sono immersi.
Sognano, ancora.

https://youtu.be/FG0fTKAqZ5g

#astrocaffe #terra #stazione spaziale internazionale

All Alone in the Night - Time-lapse footage of the Earth as seen from the ISS

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Al centro visite dei radiotelescopi di Medicina, tracce preziose di antica tecnologia.

Quanta astronomia si è memorizzata su queste bobine a nastro, ormai sconosciute ai più! Eppure perfino le sponde Voyager ai confini estremi del Sistema Solare hanno dei registratori a nastro (orami fermi) al loro interno.

Onore a questa tecnologia ormai obsoleta alla quale però dobbiamo tantissimo!

#astrocaffe #voyager #radioastronomia

Corre l'anno 2005. Sotto cieli densi di metano e azoto, la sonda Huygens tocca finalmente il suolo di Titano, la luna più grande di Saturno.

La discesa, durata due ore e mezza, apre una finestra su un mondo che apparentemente non ci appartiene: rocce composte da acqua e idrocarburi, illuminate da una luce spettrale color arancio. Cosa ha a che fare con noi?

La superficie, morbida come sabbia bagnata, ha accolto il lander che si è infilato appena sotto la crosta. Le batterie hanno resistito per novanta minuti, più che abbastanza per raccontarci un paesaggio che somiglia a un sogno congelato.

A –179 °C, Titano racchiude un ambiente chimico - questa è la cosa notevole - che potrebbe ricordare la Terra prima della vita. Ben più che semplice scienza, questo è un invito a immaginare. Forse, in quelle rocce e in quell’aria densa, si nasconde un’eco del nostro stesso passato. Credo sia così: a volte si deve andare lontano, per capire davvero la propria storia.

Crediti immagine : ESA, NASA, JPL, U. Arizona, Huygens Lander

#astrocaffe #huygens #terra #titano #NASA

L'immagine ha più di quindici anni ma le sorprese continuano ad arrivare. Cosa vediamo qui? Pennacchi spettacolari, sia grandi che piccoli, spruzzano ghiaccio d’acqua da molti punti lungo le celebri tiger stripes, vicino al polo sud della luna di Saturno chiamata Encelado.

Tutto noto, tutto interessante.

Ma c'è di più, adesso.

Uno studio pubblicato nell’ottobre 2025 ha analizzato i dati della missione Cassini della NASA e ha trovato prove di composti organici precedentemente non rilevati in un pennacchio di particelle di ghiaccio come quelli mostrati qui.

Le particelle di ghiaccio sono state espulse dall’oceano che si trova sotto la crosta ghiacciata di Encelado.

I ricercatori hanno individuato non solo molecole già conosciute, ma anche nuove molecole che delineano un potenziale percorso verso attività chimica o biochimica.

Ancora niente di definitivo, ancora manca la notizia epocale. Mi sembra però molto significativo il proliferare di questi, come dire, "segnali incoraggianti". Riflettendo, mi pare alle volte che è come se dovessimo prepararci ad una grande sorpresa.

Una di quelle, per cui il cosmo non sarà mai più visto come prima.

Crediti immagine: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

#astrocaffe #encelado #NASA #cassini

Ci sembra di stare fermi, magari seduti al tavolo o sbragati sul divano, pare che non si muova niente. Epperò ci sbagliamo. Secondo gli ultimi dati il Sistema Solare (e noi con lui) si sta muovendo in questo momento alla velocità di  1357 km/s, ovvero a quasi cinque milioni di chilometri all'ora!
Abbastanza da far girare la testa eh?

Rispetto a cosa, potreste chiedere. Dunque, rispetto ad un elevatissimo numero di radiogalassie, che possiamo scegliere come sistema di riferimento. O se vogliamo prendere la radiazione cosmica di fondo (l'eco del Big Bang, che riempie lo spazio) la velocità “scende” a circa un terzo. Sempre molto elevata, comunque.

Proprio questo scarto sta facendo ragionare gli scienziati. I numeri dovrebbero essere più vicini. Che c'è che non va? Anche qui, c'è chi invoca una nuova fisica, approcci totalmente nuovi che possano far vedere questo ed altri problemi, in modo fresco.

Forse siamo sulla soglia di una rivoluzione. Per intanto, corriamo come pazzi, sfrecciamo nello spazio cosmico, anche quando pensiamo di stare fermi.

https://www.media.inaf.it/2025/11/28/dipolo-radio/

#astrocaffe #velocita #cosmo

Corriamo nel cosmo al triplo del previsto?

Stando a nuove misure basate sulle radiogalassie, l’ampiezza del dipolo dovuto al moto del Sistema solare risulta essere 3,67 volte maggiore di quella stimata dalle mappe del fondo cosmico a microonde. Detto altrimenti, staremmo viaggiando nell’universo a 1357 km/s, molto più veloci di quanto si pensasse. Ne parliamo con Benedict Bahr-Kalus dell’Inaf di Torino

MEDIA INAF

La splendida galassia NGC1068 contiene un buco nero nella zona centrale, che è di massa doppia rispetto a quello che abita il centro della Via Lattea. I dati dell’Osservatorio a raggi X Chandra della NASA mostrano che un vento di 1,6 milioni di km/h viene generato dal buco nero di NGC 1068, illuminando il centro della galassia nei raggi X. Questa immagine combina diversi tipi di osservazioni: Raggi X da Chandra, dati radio dal Karl G. Jansky Very Large Array e dati ottici ed infrarossi dal Telescopio Spaziale Hubble e dal Telescopio Spaziale James Webb.

Tale composizione multibanda rivela la potenza del buco nero centrale e la complessità dello struttura della galassia. Ci rende altresì consapevoli che ormai gli oggetti celesti (e non solo loro) possono essere adeguatamente compresi solo adottando una modalità di approccio composita ed articolata, mettendo insieme dati da diverse fonti, tentando un paziente lavoro di composizione di indicazioni anche eterogenee. Solo così si comprende veramente lo spazio - e tutto il resto.

Crediti immagine: X-ray: NASA/CXC/SAO; Optical/IR: NASA/ESA/CSA/STScI (HST and JWST); Radio: NSF/NRAO/VLA; Image Processing: NASA/CXC/SAO/J. Schmidt and N. Wolk

#astrocaffe #galassia #buconero

Che posso dire? Sono pieno di ammirazione per queste due fantastiche sonde "quasi gemelle" (curiosamente, la seconda lanciata qualche giorno prima dell'altra). La più distante da noi, Voyager 1 (l'oggetto artificiale più lontano dalla Terra in assoluto), sta per arrivare ad un giorno luce.

Queste sonde lanciate negli anni Settanta, che avrebbero dovuto “appena” visitare i pianeti esterni del Sistema Solare (come hanno effettivamente fatto) e poi praticamente basta, stanno continuando indefesse a trasmettere dati. Da regioni remotissime, ormai fuori dal Sistema Solare.

Molti strumenti sono spenti, certo. L'energia è poca, bisogna dosarla. La strumentazione, tecnologia di cinquant'anni fa, farebbe sorridere, a vederla a Terra. Però, funziona. Da mondi lontanissimi le sonde parlano con le stazioni a Terra e ricevono comandi.

Grande merito va attribuito alla gestione di queste missioni, che ha operato scelte (anche dolorose, come la chiusura di alcuni strumenti, tra cui - ormai molti anni fa - le macchine fotografiche di bordo) oculate, orientate a massimizzare la vita delle Voyager, infinitamente oltre il limite progettato.

E niente. Io ogni volta che ci penso, mi meraviglio.

#astrocaffe #voyager #NASA #sistemasolare

🔭 Il James Webb Space Telescope, con la sua NIRCam, ha catturato un’immagine ad altissima risoluzione della Red Spider Nebula, una affascinante nebulosa planetaria.

Tali nebulose sono immensi involucri di gas emessi da una stella che si avvia alle fasi finali della sua evoluzione, “impollinando” il cosmo di materiale pazientemente processato al suo interno.

La cosa davvero interessante è che, per la prima volta, si vedono chiaramente i suoi lobi estesi, strutture chiuse e simili a bolle che raggiungono circa 3 anni luce di diametro.

Questi lobi, tracciati dalla luce delle molecole di idrogeno, si sono formati grazie al gas espulso dalla stella centrale nel corso di migliaia di anni. Una nuova finestra sull’evoluzione delle stelle di piccola e media massa, che (oltre ad essere le più longeve) sono quelle numericamente preponderanti nel nostro splendido universo.

*Crediti immagine: NASA *

#astrocaffe #nebulosa #NASA

Continuano ad arrivare nuovi particolari rispetto all'origine del pianete che - tramite una terribile collisione con la Terra, quando era molto giovane - diede luogo alla nostra Luna. Pare accertato ora che Teiha, il pianeta che ci è spudoratamente venuto addosso, provenisse dalle regioni interne del Sistema Solare.

Meno male che il quadro che ho delineato nel libro E tu Luna pubblicato a maggio viene ulteriormente confermato!

Ho scritto di come si è formata la Luna, ma anche di come ci siamo arrivati. E della musica, dei film, che gli abbiamo dedicato. Perché la Luna non smette di attrarci, di incantarci. Lo farà sempre, fino alla fine.

https://www.media.inaf.it/2025/11/24/regione-provenienza-theia/

#etuluna #luna #libri #astrocaffe

E tu Luna: Un astrofisico ed un poeta la raccontano. Storia, scienza, sogni, contatti, missioni, progetti in corso. : Castellani, Marco, Damiani, Claudio, Nichelli, Elisa: Amazon.it: Books

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Sicuramente insolita la cometa 3I/ATLAS, per diversi motivi (ben spiegati nell'articolo del National Geographic). Purtroppo l'idea dell'astronave aliena - per quanto attraente - è difficilmente sostenibile dal punto di vista scientifico.

Ma non c'è bisogno di ipotizzare improbabili visite aliene per meravigliarsi di quanto ancora c'è da capire su questa e altre comete. Di quanti messaggi ci portino, se osserviamo la natura e la direzione della sua coda, ad esempio. La sua stessa origine è tutt'altro che chiara, ma misteri affascinanti da indagare non mancano certo (come la presenza di ioni metallici nella coda).

Emozionante, anche senza alieni a bordo. Ma chissà che - in passato o nel futuro - non la osservino pure loro, la cometa…

#astrocaffe #cometa #3i_atlas

https://www.nationalgeographic.it/la-cometa-interstellare-3i-atlas-e-insolita-ma-non-ha-nulla-a-che-fare-con-gli-alieni

La cometa interstellare 3I/ATLAS è insolita (ma non ha nulla a che fare con gli alieni)

<p>Ecco cosa sappiamo – e cosa ancora non sappiamo – su questo enigmatico oggetto interstellare.</p>

National Geographic