@relay (continua) Vi chiediamo un incontro per discutere di questi temi:

- Istituire un #OsservatorioSulTrafficoDiArmi dal porto di #Ravenna che sia aggiornato sui carichi di #armi e #DualUse dei mesi passati, e che sia avvertito con anticipo sui futuri carichi di armi transito;
- aggiornamento sul progetto #Undersec : cosa ha fatto il comitato di gestione per chiedere il ritiro degli enti israeliani e/o il ritiro dal progetto dell' #AutoritàPortuale ? In che modo continua la collaborazione con i funzionari del ministero della difesa Israeliana, con l'azienda militare Rafael e con l'università di Tel Aviv?

(continua)

@relay (continua) Visto che

- nel porto di #Ravenna sono passati in due anni ( per lo più dirette a #Israele ) secondo i dati forniti dalla capitaneria di porto alla giornalista Linda Maggiori, circa 659 tonnellate di munizioni 1.4S, e circa 48 Mila tonnellate di comburenti (5.1) precursori di esplosivi;
- non è stato ancora reso pubblico il dato aggregato di componenti di #armi (forgiati) non compresi nelle merci pericolose, né di merci dual use;
- non c'è stata alcuna risposta al gruppo di giuristi e docenti internazionali che chiedevano l'espulsione degli enti militari israeliani dal progetto #Undersec , che continua tuttora;

(continua)

Undersec, la sicurezza portuale in mano a Israele. Il ruolo di Ravenna e dei partner

L'Autorità portuale di Ravenna siede nel comitato di controllo del progetto finanziato nell'ambito del programma europeo Horizon insieme al ministero della Difesa di Israele, ed è inoltre “addestrata” dall’Università di Tel Aviv. Un team di esperti chiede l’esclusione di Israele dal progetto -nel quale opera anche il colosso militare Rafael- ma la coordinatrice tedesca si appella alla “neutralità”. Documenti pubblici la smentiscono

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