Radikon, has been mentioned so many times in the podcasts I listen to, I wanted to know what all the fuss was about. DeLaurenti's Italian Market at Pike Place in #Seattle had it in stock.

I am impressed. This had all kinds of character but was clean and delicious. It evolved over the course of a couple hours. Maybe most impressive was the vein of savory that swelled and shrunk as wine passed through my mouth.
It's not cheap but it is so unique, attractive and compelling, it's not a waste of money at $55 for the half liter.

#wine #ribolla

Un Nord Europa fuori dalle cartoline

di Paolo Lago Al giorno d’oggi, moltissimi luoghi del mondo vengono “brandizzati” e venduti dall’industria [...]

Carmilla on line
#autunno in Friuli è solo #ribolla e #castagne
#LaRepubblica rappelle l'écrivain Luciano Bianciardi (1922-1971) mis en exergue dans son supplément #Venerdi du 18.11. Son travail littéraire a été marqué par l'évocation du travail de la mine & de la tragédie de #Ribolla le 4 mai 1954 qui fit 43 victimes.
#VanessaRoghi en a parlé ici:
https://www.minimaetmoralia.it/wp/inchieste/lesplosione-della-miniera-della-ribolla-sessantanni-fa/
Des témoignages: http://www.ribollastory.net/tragedia.html
Source: https://www.repubblica.it/cultura/2022/11/17/news/bianciardi_anniversari_robinson-375000805/
[Textes en italien. Bianciardi n'est malheureusement pas traduit en français, sauf 'La vie aigre', Actes Sud, 2007].
Bianciardi e la miniera | minima&moralia

Il 4 maggio del 1954, alle 8 e 17 della mattina, nella miniera di Ribolla di proprietà della Montecatini, esplode il pozzo Camorra. Nella tragedia, frutto della colpevole e criminale superficialità dell’azienda di Milano, perdono la vita 43 minatori. Oggi da quella tragedia sono passati 60 anni esatti: la ricordiamo raccontando quello che viene prima della sciagura che spingerà Luciano Bianciardi e Carlo Cassola a scrivere il libro I minatori della Maremma (Laterza 1956) e poi, ma sarà solo per Bianciardi, La vita agra (Rizzoli, 1962). (Per chi vuole, sullo stesso argomento sono usciti due bei pezzi sul Lavoro Culturale e su Pianissimo-Libri sulla Strada) Nel 1951 Luciano Bianciardi fa il Bibliotecario alla Chelliana, la Biblioteca pubblica di Grosseto, messa al piano terra del risorgimentale liceo Classico Ricasoli, luogo di studio di tutti noi studenti di Grosseto fino a quando negli anni Novanta, per problemi di stabilità, viene trasferita in un edificio periferico, brutto, ma evidentemente solido. Luciano Bianciardi ha l’incarico di riordinare i fondi della Biblioteca devastata dalla guerra e dall’alluvione del 1944 in vista della sua riapertura. La figlia Luciana ha scritto: «Era direttore, dal '51, della Biblioteca Chelliana di Grosseto. Una vita e una situazione lavorativa e familiare tranquilla, un figlio, mio fratello più grande, di cinque anni.

minima&moralia
#LaRepubblica évoque l'écrivain Luciano Bianciardi (1922-1971), mis en exergue dans son supplément #Venerdi du 18.11. Son travail littéraire a été marqué par l'évocation du travail de la mine & de la tragédie de #Ribolla le 4 mai 1954 qui fit 43 victimes.
#VanessaRoghi en a parlé ici:
https://www.minimaetmoralia.it/wp/inchieste/lesplosione-della-miniera-della-ribolla-sessantanni-fa/
Des témoignages: http://www.ribollastory.net/tragedia.html
Source: https://www.repubblica.it/cultura/2022/11/17/news/bianciardi_anniversari_robinson-375000805/
[Textes en italien. Bianciardi n'est d'ailleurs pas traduit en français, mis à part 'La vie aigre', Actes Sud, 2007].
Bianciardi e la miniera | minima&moralia

Il 4 maggio del 1954, alle 8 e 17 della mattina, nella miniera di Ribolla di proprietà della Montecatini, esplode il pozzo Camorra. Nella tragedia, frutto della colpevole e criminale superficialità dell’azienda di Milano, perdono la vita 43 minatori. Oggi da quella tragedia sono passati 60 anni esatti: la ricordiamo raccontando quello che viene prima della sciagura che spingerà Luciano Bianciardi e Carlo Cassola a scrivere il libro I minatori della Maremma (Laterza 1956) e poi, ma sarà solo per Bianciardi, La vita agra (Rizzoli, 1962). (Per chi vuole, sullo stesso argomento sono usciti due bei pezzi sul Lavoro Culturale e su Pianissimo-Libri sulla Strada) Nel 1951 Luciano Bianciardi fa il Bibliotecario alla Chelliana, la Biblioteca pubblica di Grosseto, messa al piano terra del risorgimentale liceo Classico Ricasoli, luogo di studio di tutti noi studenti di Grosseto fino a quando negli anni Novanta, per problemi di stabilità, viene trasferita in un edificio periferico, brutto, ma evidentemente solido. Luciano Bianciardi ha l’incarico di riordinare i fondi della Biblioteca devastata dalla guerra e dall’alluvione del 1944 in vista della sua riapertura. La figlia Luciana ha scritto: «Era direttore, dal '51, della Biblioteca Chelliana di Grosseto. Una vita e una situazione lavorativa e familiare tranquilla, un figlio, mio fratello più grande, di cinque anni.

minima&moralia