La #privacy e la #sicurezza in treno non dipende solo dalle infrastrutture.
I treni di un tempo avevano scompartimenti chiusi, si chiacchierava e nessun passante era in grado di cogliere le conversazioni - a meno di non origliare dalla porta a vetro o forare il pannello di separazione tra gli scompartimenti.
Oggi vale la formula "+ passeggeri = + posti, + spazio a sedere, - privacy"; certamente utile per le compagnie, che si assicurano di fornire connettività (tramite registrazione email, OTP via SMS o #QRCode) per permettere a tutti, in ogni momento del viaggio, di raccontare i fatti loro all'interlocutore e a tutti i passeggeri vicini.
La comodità dei tavolinetti (sul quale ho appoggiato il mio computer per scrivere questo post) è un'arma a doppio taglio. Perché se il signore asiatico a fianco sta doomscrollando Instagram, la sua signora sta giocando al sudoku, la teutonica sta facendo check-in del suo BnB a Venezia, altri stanno guardando Facebook, IG, cercando notizie, guardando film e serie, ecco, la persona davanti a me sta utilizzando chatGPT e mandando messaggi su TG a tutto il mondo.
Studente, sta completando parti di uno studio con l'#AI, fa screen e copia-incolla pezzi in un gruppo WhatsApp (su Mac), scrivendo con il cellulare altri messaggi.
Vedo ogni messaggio che manda, vedo i numeri delle persone alle quali (non contatti suoi) sta scrivendo), vedo i prompt (non ci siamo... puoi migliorare), e potrei facilmente inserirmi sul suo AirDrop.
Le obiezioni "eh ma allora non si può fare niente che tu critichi!", come sempre, le archivio ordinatamente (mira la vastità) e appendo il cartello: se non stai attento alla tua privacy, la colpa non è mia che leggo quello che lasci in bella mostra.
Che fare?
Se proprio non potete fare a meno, usate uno schermo per la privacy su telefono e computer, abbassate la luminosità, fate un rapido controllo di chi vi siede accanto, dietro, di lato. Abbassate la tendina per evitare riflessi.
Piuttosto improbabile che il lavoro della persona davanti sia military-grade, quindi non si evidenziano problematiche.
Ma quando lavorate con documenti ed informazioni sensibili, fate molta attenzione.
Perché basta un niente che un cattivo, o una stronza seduta dietro, veda e utilizzi i dati che lasciate incontrollati.
Ripeto: non succede niente se lavorate alla tesi, nemmeno se prenotate una macchina pagando in anticipo con la CC, ma siate consapevoli che esponete pezzetti della vostra vita.
Essere in grado di ricostruire questi pezzetti, metterli in fila e usarli, è una risorsa per qualcuno.
E ci sono altri qualcuno disposti a pagare per queste risorse.
Fate attenzione.
Sempre.








