stasera, su radiotre, intervista a pippo di marca su “essere e non essere”

stasera alle ore 23, su Rai RadioTre, intervista
di Katia Ippaso a Pippo Di Marca, sul suo spettacolo

Essere e non essere.
In memoriam di CB

Stay tuned!

#CarmeloBene #cb #EssereENonEssere #KatiaIppaso #PippoDiMarca #RadioTre #RaiRadioTre
28 e 29 marzo, roma, teatro di villa lazzaroni: “essere e non essere. in memoriam di carmelo bene”, di pippo di marca e giancarlo dotto

sabato 28 marzo ore 21:00 e domenica 29 marzo ore 17:30 Pippo Di Marca in ESSERE  e NON ESSERE in memoriam di Carmelo Bene di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto Sabato 28 e domenica 29 marzo Essere e…

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28 e 29 marzo, roma, teatro di villa lazzaroni: “essere e non essere. in memoriam di carmelo bene”, di pippo di marca e giancarlo dotto

sabato 28 marzo ore 21:00 e domenica 29 marzo ore 17:30

Pippo Di Marca in

ESSERE  e NON ESSERE
in memoriam di Carmelo Bene

di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto

Sabato 28 e domenica 29 marzo Essere e non essere in memoriam di Carmelo Bene al Teatro di Villa Lazzaroni è un testo di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto con in scena lo stesso Di Marca.

Lo spettacolo dedicato alla memoria di Carmelo Bene vuole evocare, raccontare, testimoniare momenti salienti dell’opera e della vita di Carmelo Bene, fino agli ultimi anni di malattia e di isolamento. Pippo Di Marca è una figura centrale dell’avanguardia teatrale italiana. Il suo teatro è sempre stato un luogo di sperimentazione linguistica, vocale e performativa.
Di Marca, con diverse iniziative e pubblicazioni, ha lavorato molto sul tema della memoria dei maestri e sulla necessità di custodire e trasmettere un patrimonio teatrale che rischia di perdersi.

Come lui stesso spiega: “Carmelo Bene lo conobbi nel ’66 nel camerino del Teatro delle Muse, al termine di un memorabile Il rosa e il nero. Un artista debordante, che imponeva la sua Presenza, il suo ipertrofico, straordinario, carnale. Un’amicizia poi cresciuta e alimentata in decenni di frequentazioni e di spettacoli a specchio, in una sorta di cammino parallelo, di empatia, che ha segnato gran parte della mia storia teatrale. Mi ha lasciato una predisposizione alla libertà creativa assoluta, ad armeggiare con la furia, l’euforia e la parodia, a coltivare l’arbitrio, a negare, a dire no ad ogni canone, a ogni convenzione acquisita. Un gigante del teatro italiano del Novecento, un Maestro inimitabile e irraggiungibile, un maestro ‘negato’: poiché il suo ‘magistero’, come quello dei veri grandi, è unico e ‘intrasmissibile’. […] Un amico con cui e di cui sentiamo il bisogno di continuare a parlare, raccontarlo: fare memoria, presenza viva, scenica della sua poetica e della sua vita; senza tralasciare la sua ‘umanità’, la sua fiera ‘fragilità’, accentuate nei lunghi ultimi anni di malattie e volontario autoesilio. Per me è stato, insieme a Leo De Berardinis, come un fratello maggiore. È stato il Gigante del Novecento in grado di sprigionare una potenza primigenia e coltissima, erudita, un’energia misteriosa, e insieme lucida, consapevole, articolata su una gamma inesauribile di ‘umori’, di variazioni della crudeltà suonate ad altezze inarrivabili… Sul piano dell’ironia suprema penso che surclassi persino Artaud!!!”

Quando nel 2002, Carmelo Bene morì, Pippo Di Marca pensò a un omaggio immediato in memoria, dal titolo Ora che Carmelo è morto, ma la ferita era troppo aperta per aver seguito con dolore gli ultimi mesi orribili di quel calvario finale. Giusto si impose il silenzio.

“Ma era destino, o simpatetico stato di necessità, che quel mancato debutto – spiega Di  Marca – diventasse un testo, che condivido con Giancarlo Dotto, che ho messo poi in scena ininterrottamente per decenni. A cominciare dal decennale della morte nel 2012. Lo spettacolo, da allora, ha preso il titolo di Essere e Non Essere, a sottolineare da una parte il suo ipertrofico Io Scenico, la sua Presenza debordante, carnale/carnascialesca, il suo ESSERE e dall’altra parte il suo rovinare tutto proteso verso il NON ESSERE, il suo radicale senso della vanità del tutto, della sottrazione, della cancellazione, dell’assoluta tensione tra vitalismo e abbandono al cupio dissolvi. Da genio assoluto, nei mesi del calvario finale, ha scritto e ci ha lasciato come suo impareggiabile, grandioso testamento artistico, il poema capolavoro ‘l mal de’ Fiori”.

TEATRO DI VILLA LAZZARONI
Via Appia Nuova 522
00179 ROMA (RM)

Ingresso 22,00 €

#Artaud #CarmeloBene #cb #EssereENonEssere #GiancarloDotto #PippoDiMarca #teatro #TeatroDiVillaLazzaroni

doppio ectoplasma di pippo di marca, immortalato davanti alla porta perennemente chiusa dell’ultimo atelier meta-teatro. giugno 2025

cliccare per ingrandire (leggermente)

pdf degli scatti del doppio ectoplasma:
https://slowforward.wordpress.com/wp-content/uploads/2025/07/doppio-ectoplasma-di-pippo-di-marca-2025.pdf

 

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sette desinenza unita / pippo di marca. 2025

69 Autopresentazione setta sette resettattori
attori o non attori disuniti
attratti a tratti da vizi lazzi sollazzi sghignazzi
attraenti eventi nolenti/volenti se non bollenti
senza semenza, senza coscienza e canoscenza
né seni né semi né altri cazzi
piuttosto maltosto cum scimunita scemenza et discendenza
riuniti in data dada sette
settembre millesettecentosettantasette
sette sotto un maledetto tetto di fatto infetto da:
setta magnifici sette tizi x stravizi disuniti assetati e/o designati a resettare a
‘desinenza unita’
Sì come Segue e consegue
Septem Exempla
Sette Ragli o Lai x Sette samurai?
!Maimai non sia mai alla Rai!
RaglioSamurai uno
Il capo scavicchia, ordisce esordisce sempre così:
Minchia che mischia maschia!
RagliSamurai/samuraie due tre quattro cinque sei sette:
Cazzo mostro cagliostro mostrò rostro d’inchiostro!
Fosco carrusco offruscò affresco!
Sangue corrusco incruscò Ventrusco!
Mastro Bavastro impiastrò bluastro in su!
A incastro fu Verdastro contrasto d’astro!
Astrologa Raglia infima ultima figlia
prode sputa e disputa chiude:
Promiscuo? Mestruo? Questuo? Svacuò?

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