È tempo di farsi una cultura sul cinema del dimonio
È tempo di farsi una cultura sul cinema del dimonio
#MastoLibri
#LibriSegreti
Interrompo le trasmissioni giusto per marchettare «Contro la politica delle briciole» di @filo_sottile e affermare che, se vivessimo in un mondo giusto, avrebbe vinto il Premio Strega con cerimonia di squatting/sabba dentro la Scuola Holden.
E tenterò di inserire la litania magica conclusiva del primo testo della raccolta in qualche momento della #Marciona 2026 di Milano (@bianot e @kalheid_os, prendiamo nota ☺️)
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È una notte di pioggia. Sotto una tettoia si radunano novelle Shahrazad. Sono creature mostruose: Gregor Samsa, il Minotauro, Cappuccetto rosso e molte altre. La mostruositrans è la loro attitudine. Discutono, si confrontano, riscrivono i copioni della narrazione sull’esperienza trans. Minano le fondamenta dei miti consolidati, si impegnano in un'archeologia delle tracce disperse, decolonizzano l’incubo del reale e diffondono sogni profetici. In costante oscillazione tra saggio, narrativa di speculazione, p

Giambellino oggi è un quartiere di case popolari, abitato soprattutto da anziani e immigrati, la via che gli dà il nome è un lungo rettilineo solcato dalle rotaie del tram e scandito da kebabbari, macellerie halal e vecchie trattorie. Un tempo era uno dei quartieri popolari più vivi di Milano come ricordava Manolo Morlacchi ne <i>La fuga in avanti</i>, il racconto della storia della sua famiglia, dai nonni Remo e Gina, ai loro tredici figli, tra cui il padre dello stesso Manolo, Pierino Morlacchi, tra i fondatori delle Br, e la madre, Heidi Peusch, una tedesca arrivata a Milano dalla DDR. Erano “figli del popolo, con un forte spirito di ribellione antisistema”. Il racconto riguardava lo slancio rivoluzionario di una fetta esigua del quartiere. Come vivevano gli altri, coloro che tutt’al più esprimevano solidarietà verso quel tentativo di cambiare il mondo? Memorie della periferia prova a restituire la voce a questi personaggi, uomini e donne che spesso erano visti come “scarti di lavorazione”. Un piccolo, inestimabile, patrimonio sociale che testimoniava l’esistenza di un altro modo di vivere nella Milano anni 70- 80, anche quando la nuova città premeva alle porte della periferia. Personaggi come Dante, il Nannella, Arturo, Ercole che oggi non sarebbero pensabili. Quantomeno, non in quella forma. La struttura sociale che li reggeva, fatta di luoghi fisici e relazioni, non esiste più. Sono proprio loro i protagonisti di questo libro. Senza nessuna tensione politica che non sia quella che sgorga naturalmente dalle loro vite marginali. Un affresco delle vecchie periferie milanesi, un tempo cantate da Gaber, in cui oggi si scorge un velo di malinconia.
#LibriSegreti
Stamane ho iniziato il leggendario racconto di orrore domestico "Quattro spettri nell'Amleto" di Fritz Leiber e ho avuto un'epifania: il mio problema con la narrativa realistica è che non sai mai se ti stanno vendendo la masturbazione verbosa e inconcludente di unə idiota convintə di stare svelando i segreti reconditi della psiche umana... oppure una storia composta per essere una bella storia.
Con la narrativa fantastica, scremare grano e pula è relativamente più facile.
Milano, notte di luna piena. Un morso misterioso alla caviglia, e la vita di Veronica non è più la stessa. Da quel momento le sue percezioni sono alterate, i suoi sensi potenziati, il suo corpo pervaso da un'energia senza limiti e strani sogni di un passato lontano la perseguitano. Cosa le sta succedendo? Giorno dopo giorno, il suo mondo di liceale diciassettenne, fatto di Parini, fumetti, piscina, amiche e problemi di cuore, diventa un universo nuovo e pericoloso, dove uomini neri avanzano sospesi dal suolo, un ragazzo bello ed enigmatico entra nella sua vita, un uomo con occhi di serpente la teme e custodi di antichi riti pagani vogliono ucciderla. Veronica è spaventata e trova aiuto nel conte Gorani, che con il suo sguardo verde sembra essere l'unico in grado di portarla verso la verità.
For over twenty years, World Fantasy Award winner Patricia A. McKillip has captured the hearts and imaginations of thousands of readers. Now at last her renown <i>Riddle-Master</i> trilogy – <i>The Riddle-Master of Hed</i>, <i>Heir of Sea and Fire</i>, and <i>Harpist in the Wind</i> – long out of print, is collected in one volume. In a land where wizards have long since vanished, Morgon, Prince of Hed, is confronted with a challenge much different from that faced by Hed's land-bound rulers before him. Although he wants only to rule and work the land of his birth, Morgon must search out a very different destiny – given to him by the stars imprinted on his forehead since he was born. He must wander strange, foreign lands full of untamed magic in the form of riddling wraiths, mysterious harpists, a lost crown, a magical sword, and an all-knowing High One who rules over all. But in his quest for a new life for himself and his people, he must face great dangers – not only to himself, but to his promised bride, his land, and his very way of life...
Sono a metà del nuovo romanzo di Jim Butcher. Ammetto che la saga di Harry Dresden è il mio "guilty pleasure" preferito. Un urban fantasy senza troppe pretese con scene fracassone e una buona dose di humor. Ma col passare del tempo (e dei volumi) Butcher si è rivelato un autore più che rispettabile. In questo volume per esempio fa una scelta coraggiosa: per una buona metà niente azione, c'è solo Harry che elabora un lutto, descritto in modo convincente.
<b>Con due poesie inedite di J.R.R. Tolkien</b> <i>Lo Hobbit</i> (pubblicato nel 1937) è sempre stato considerato dalla maggior parte dei critici un semplice racconto per bambini, il cui principale merito fu di servire da “prologo” al più noto capolavoro tolkieniano: <i>Il Signore degli Anelli</i>. Il presente volume vuole invece mettere in evidenza tutta la profondità di vedute e la ricchezza di stili dello <i>Hobbit</i> che, seppur diverso nel tono e nell’impostazione, merita una valutazione di ben altra portata e spessore. Gli articoli degli autori italiani sono frutto di uno studio di ricerca corale e conservano un tono divulgativo e accessibile; a questi sono affiancati saggi di critici stranieri (tra cui Verlyn Flieger, Dimitra Fimi e Bonniejean Christensen) oggi considerati tra i contributi più importanti sullo <i>Hobbit</i>. Arricchiscono il libro due poesie di Tolkien, rispettivamente dedicate alla figura del Drago (<i>The Dragon’s Visit</i>) e all’idea di fiaba (<i>Once Upon a Time</i>), per la prima volta pubblicate e tradotte in italiano in questo volume.