#LibriSegreti
#MilanoColCuoreInMano (?)
Ho iniziato il volume in calce, avendo concluso stanotte il precedente della serie, e nella prefazione ho trovato l'espressione "terroni milanesizzati"; l'ho trovata illuminante rispetto al tipo umano che sento come mio nemico atavico, giacché io son venuto a Milano proprio per poter vivere come viveva mio padre nel suo villaggetto in Calabria profonda, fra puntelli in piazzetta e passeggiate infinite – però con Iɜ punk come me.
https://lore.livellosegreto.it/book/188684/s/memorie-della-periferia
Memorie della periferia - Lore

Giambellino oggi è un quartiere di case popolari, abitato soprattutto da anziani e immigrati, la via che gli dà il nome è un lungo rettilineo solcato dalle rotaie del tram e scandito da kebabbari, macellerie halal e vecchie trattorie. Un tempo era uno dei quartieri popolari più vivi di Milano come ricordava Manolo Morlacchi ne <i>La fuga in avanti</i>, il racconto della storia della sua famiglia, dai nonni Remo e Gina, ai loro tredici figli, tra cui il padre dello stesso Manolo, Pierino Morlacchi, tra i fondatori delle Br, e la madre, Heidi Peusch, una tedesca arrivata a Milano dalla DDR. Erano “figli del popolo, con un forte spirito di ribellione antisistema”. Il racconto riguardava lo slancio rivoluzionario di una fetta esigua del quartiere. Come vivevano gli altri, coloro che tutt’al più esprimevano solidarietà verso quel tentativo di cambiare il mondo? Memorie della periferia prova a restituire la voce a questi personaggi, uomini e donne che spesso erano visti come “scarti di lavorazione”. Un piccolo, inestimabile, patrimonio sociale che testimoniava l’esistenza di un altro modo di vivere nella Milano anni 70- 80, anche quando la nuova città premeva alle porte della periferia. Personaggi come Dante, il Nannella, Arturo, Ercole che oggi non sarebbero pensabili. Quantomeno, non in quella forma. La struttura sociale che li reggeva, fatta di luoghi fisici e relazioni, non esiste più. Sono proprio loro i protagonisti di questo libro. Senza nessuna tensione politica che non sia quella che sgorga naturalmente dalle loro vite marginali. Un affresco delle vecchie periferie milanesi, un tempo cantate da Gaber, in cui oggi si scorge un velo di malinconia.