Quando la deputata #NaamaLazimi (Laburista) ha chiesto al ministro dell'Istruzione #YoavKisch di condannare la campagna di incitamento e violenza contro il preside, lui le ha risposto di andarsene in #KaplanStreet a Tel Aviv, l'epicentro delle proteste antigovernative.

In seguito, ha chiarito che, a suo avviso, il problema non erano le molestie al preside, ma il fatto che Porat volesse sollevare la questione in classe.
“Il Ministero dell'Istruzione non è una piattaforma per la propaganda politica”, ha affermato #Kisch.

Quindi, dopo aver già appoggiato gli studenti, ha reso omaggio al suo dovere con una condanna generica del “linguaggio violento o minaccioso nei confronti del personale scolastico”. ⬇️6

⟦ Manca un'immagine della piazza di Tel Aviv nota come "Piazza degli Ostaggi".
Mancano anche altre decine di immagini dalle manifestazioni della vicina #KaplanStreet.

Queste immagini non sono mai state esposte nelle proteste, anche se vi appartengono non meno delle fotografie degli ostaggi israeliani.
Le immagini mancanti, quelle dei rapiti palestinesi, avrebbero dovuto essere il secondo centro della protesta, dopo gli ostaggi israeliani.

Ma non nell'Israele del 2024. Qui nessuno pensa nemmeno di prenderle in considerazione.

Vorrei che alla manifestazione di Kaplan di sabato sera venisse scattata una foto del rapito #BassemTamimi dopo la sua liberazione dalla prigionia in #Israele. ⬇️2

I genitori che non esprimono shock o preoccupazione per il fatto che i loro figli, con i loro smartphone, stiano fornendo alla Corte Penale Internazionale prove incriminanti contro se stessi, sono anche gli stessi che rispondono ai sondaggi che abbracciano Netanyahu e la sua politica militare, anche se non sono interpellati e anche se non votano per lui.

Anche i riservisti che si dividono tra le manifestazioni di protesta di #KaplanStreet e le rovine di Gaza o i suoi cieli, costellati di bombardieri o droni predatori, sono tra gli intervistati di un sondaggio, la cui risposta è inequivocabile.

Il continuo lamento per cui il mondo è antisemita è la risposta desiderata al sondaggio che fa sbavare ogni mattina Netanyahu. ⬇️4

A #KaplanStreet ha travolto le masse: “Nel momento in cui hanno cercato di privarci dei nostri valori più importanti, abbiamo intrapreso la lotta della nostra vita. Il nostro carrello è pieno di libertà e di uguali diritti”, ha detto tra gli applausi scroscianti.

Quanto piace a quel pubblico sentir parlare così bene di sé, dei combattenti per la libertà e l'uguaglianza, e per di più dalla bocca di un'attraente pilota da combattimento.

La settimana scorsa tutta questa bellezza è stata esposta al mondo. ⬇3

I manifestanti di #KaplanStreet [ il luogo d'incontro settimanale del movimento di massa che combatte la revisione giudiziaria del governo #Netanyahu NdR.], guidati dal gruppo di riservisti Brothers in Arms, non stanno interferendo con questo.

Anche se alcuni di loro si rendono conto che il colpo di stato dittatoriale è legato al progetto di espulsione dei palestinesi da parte di coloni e autori della riforma, non hanno ancora il potere politico, la preoccupazione, la conoscenza e il coraggio per opporsi.

Inoltre, il progetto è molto simile all'eredità sionista con cui sono stati cresciuti e di cui sono orgogliosi.

Anche adesso."🔚8

Siete scappati dalla vera lotta fatidica, vigliacchi, e continuate a farlo.
Non avete né il coraggio né l'integrità necessari per intraprendere una lotta cruciale.

Invece, cercate di sorvolare su questa lotta con le manifestazioni settimanali di Kaplan Street, fuggendo da essa insieme, sia a destra che a sinistra.

Se fosse nato palestinese, Ehud Barak, sarebbe andato a manifestare a #KaplanStreet?
Avrebbe riposto qualche speranza in queste manifestazioni?" 8🔚

"Un antico ulivo abbattuto: questa immagine è degna di essere il simbolo dello Stato per un poster che ne celebri il 75°anno, che innalzerei in #KaplanStreet a #TelAviv, con un'unica frase esplicativa: "La motosega appartiene ai coloni ebrei, le mani allo Stato di Israele".
E aggiungerei anche: "Sponsorizzata dall'indifferenza, dalla noncuranza e dal silenzio della maggior parte dei cittadini israeliani".

Dalla fine di dicembre 2002 all'inizio di maggio, "individui sconosciuti" hanno tagliato, segato, spezzato e sradicato circa 5.000 alberi nei villaggi palestinesi della Cisgiordania.
Non è una novità. ⬇2

"Ancora una volta non sono andato a #HabimaSquare, o a #KaplanStreet, per unirmi alle manifestazioni.
Le mie gambe non mi hanno portato lì e il mio cuore mi ha impedito di prendere parte a una protesta ampiamente giusta, ma che non è la mia protesta.
Una manifestazione pervasa da una marea di bandiere biancoazzurre, quasi a giustificare e proteggere i suoi partecipanti, mentre le bandiere degli altri popoli che vivono in questa terra sono proibite o raccolte in uno stretto ghetto su un cumulo di terra ai margini della piazza, come nella manifestazione precedente, non può essere la mia manifestazione. ⬇2