Guido Dotti

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Nessun essere umano è un'isola.
Chiamato a essere monaco
e artigiano di pace.
Sogno la pace giusta nel mondo
dignità e libertà per ogni essere umano
l'unità visibile dei cristiani.
E per questo mi impegno

The best way out is always through

Cura della casa comuneEcologia Pace Giustizia
EcumenismoRiconoscersi condiscepoli
MigrantiPersone oltre i confini
EditoriaLeggere per vivere

«Io credo che la migliore terapia per resistere sia scegliere attivamente di fare e stare nelle cose belle. Quando ti ricordi che chi ti vuole bene ti vuole bene, esci da quelle forme di vittimismo che ti portano alla paranoia. Non isolarti ti riporta nella realtà, accanto alle tue persone, in un luogo dove un corpo costantemente dileggiato e umiliato dal potere può creare bellezza e solidarietà».
Selam Tesfai in dialogo con Djarah Kan

https://www.editorialedomani.it/idee/commenti/la-resistenza-e-scegliere-ogni-giorno-di-non-aver-paura-apjcmcyj

#25aprile

La resistenza è scegliere ogni giorno di non aver paura

... Scopri di più!

Domani
Lo so, ci hanno liberato gli Alleati e noi potevamo starcene seduti tranquilli sul divano aspettando la loro salita.
Avessimo avuto Twitter, magari un pensierino lo avremmo fatto.
Non sapendo invece come passare il tempo…
#25aprile_e_antifascista
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#Liberazione la #bellezza #ragazza
Quanto è bella e ragazza, la #democrazia, la #Costituzione, la #Liberazione #antifascista.
Oggi per @repubblica
Buona Liberazione a tutte e tutti!
"per dignità e non per odio"
in questa riga di Calamandrei tutta la differenza tra antifascisti e fascisti.
Buon 25aprile#

Così Dana Mills, giornalista di +972 e Local Call riassume con fierezza e gratitudine le giornate del #Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia:

It was powerful to receive this support from our professional community and to see our team’s work recognized by peers around the world.

https://www.972mag.com/wp-content/themes/rgb/newsletter.php?page_id=8&section_id=191796&utm_source=972+Magazine+Newsletter&utm_campaign=de2f839ea6-EMAIL_CAMPAIGN_2026_04_24_07_44&utm_medium=email&utm_term=0_-de2f839ea6-318971009

@Perugiasostenibile

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Anche lei disse "NO!"
E fu libertà!

​"Resistere è per prima cosa trovare la forza di dire 'no' senza avere necessariamente un'idea molto chiara di cosa fare dopo, ma sapendo bene cosa non si vuole più essere."

Teresa Mattei
Partigiana e Costituente

Buon 25 Aprile!

#25aprile2026

La libreria Tarantola di Sesto San Giovanni chiude dopo 160 anni e 7 generazioni di librai

https://www.milanotoday.it/attualita/chiude-libreria-tarantola-sesto.html

Addio alla libreria storica: chiude dopo 160 anni un'istituzione del Milanese

L'annuncio della famiglia Tarantola: "Scelta serena, ma è il momento di nuovi progetti". La città di Sesto San Giovanni e la politica si interrogano...

MilanoToday

25 aprile 1945: l’Italia è libera. Giorgio Almirante è latitante, ricercato, nascosto a Milano sotto falso nome: Giorgio Alloni. Lo userà fino all’amnistia del ’46. A dicembre, a Roma, con un manipolo di reduci di Salò, fonda il “Movimento Sociale Italiano”.
Almirante, 32 anni, ex capo di gabinetto del ministro Mezzasoma, ex redattore al “Tevere” e alla “Difesa della Razza”, ex brigatista nero in Val d’Ossola, ne diventa segretario. L’anno dopo arriva la “fiamma tricolore”, simbolo sulla tomba di Mussolini, oggi nel logo di Fratelli d’Italia.
Il primo comizio? Roma, 10 settembre 1947: finisce a calci. Alle elezioni del ’48 il MSI prende il 2,1%. Almirante entra in Parlamento e ci resterà per nove legislature.
Nel frattempo, flirta con la Democrazia Cristiana, contribuendo nel ’47 all’elezione del sindaco DC Salvatore Rebecchini. Nel 1950 lascia la segreteria, ma si mette a capo dell’ala più estrema: «L’equivoco, camerati, è uno: essere fascisti in democrazia».
Il MSI appoggia il governo Tambroni nel 1960. Genova, Roma, Reggio Emilia insorgono. A Reggio, 5 operai vengono uccisi. Il governo cade, il MSI torna nell’angolo. Sprofonda al 4-5%.
Nel 1969 muore Michelini e Almirante riprende il comando. Sono gli anni della “strategia della tensione”. Aizza le piazze, sostiene i “boia chi molla” a Reggio Calabria, predica autodifesa armata.
Nel 1971 la Procura di Milano lo indaga per ricostituzione del partito fascista. Nel 1973 la Camera autorizza a procedere. Finisce nel nulla.
Si mostra in doppiopetto, ma dietro restano manganelli e nostalgie. Il MSI sfonda il 9% nel ’72, diventa “MSI–Destra Nazionale”. Il suo stile è chiaro: ordine, repressione, revisionismo.
Almirante è ovunque: alla Sapienza scortato da squadristi, implicato nella strage di Peteano (amnistiato). Il suo partito è un mix torbido: notabili, reduci, apparati, golpisti, servizi segreti. Rauti, Borghese, Maggi, Freda, Fachini, Zorzi. Una rete mai trasparente, ma reale.
Nel 1970, in TV, invoca un colpo di Stato come quello dei colonnelli greci. Questo era il partito di Meloni, La Russa, Rampelli.
Almirante fu sempre chiaro: «Che sono fascista ce l’ho scritto in fronte». Razzista, rastrellatore, repubblichino, firmatario di ordini di fucilazione. Nel ’44, in Toscana, un suo bando impone la pena di morte per chi non si consegna a fascisti e tedeschi. Poi si arruola nelle Brigate Nere.
Nel 1938 scrive su Difesa della Razza: «Il razzismo dev’essere cibo di tutti». Sostiene che «i meticci e gli ebrei hanno potuto cambiare nome e confondersi con noi». Pochi mesi dopo, arrivano le leggi razziali. Lui è tra i teorici dell’odio.
Parte volontario in Nordafrica, a dare corpo alle sue idee: sterminare. Alla fine della guerra, scappa. Poi fonda un partito che diventa trampolino per una nuova destra neofascista.
Muore nel 1988. Ma prima benedice Gianfranco Fini, nuovo segretario.
E Giorgia Meloni scriverà: «Onestà, coerenza, coraggio: valori che ha trasmesso alla destra italiana. Un grande uomo che non dimenticheremo mai»."E qui mi parte il besttemmione"
Essere antifascisti oggi non è semplicemente una presa di posizione contro la malvagità del fascismo.
Essere antifascisti è un metodo di interpretazione della Storia. Uno strumento di valutazione del passato, affinché quel passato non si ripresenti più.
Non si arretra di un millimetro.
Perché puoi anche non occuparti del problema, ma sarà il problema a occuparsi di te.
#AlfredoFacchini
#Antifa
#antifascismo #25aprile #resistenza

@politica

"Di parole che tutti usano
son fatte le frasi
che mai si udirono"

Concetto Marchesi